Biathlon, Le Grand Bornand 2019: la Norvegia domina ma una coriacea Wierer tiene botta e resta leader

Il primo spezzone della stagione 2019/2020 del biathlon è terminato. Ad Annecy – Le Grand Bornand sono andate in scena lo scorso fine settimana tre competizioni individuali per sesso che hanno completato il programma del trittico pre-natalizio e ora per gli atleti ci saranno tre settimane di meritato riposo, anche necessario visto l’enorme sforzo patito in questi giorni a causa delle condizioni difficili della neve.

SETTORE MASCHILE

La tappa transalpina, tornata nel calendario per la terza volta nella sua storia, è già stata soprannominata scherzosamente dai tifosi, fin dalla prima apparizione, “Le Grand Boe” in riconoscimento al norvegese Johannes Bø che aveva vinto fino a questa settimana quattro prove individuali su cinque. Il ventiseienne detentore della sfera di cristallo non ha affatto rallentato il proprio ritmo e, dopo una Sprint con una ricarica di troppo dovuta anche ad una velocità di rilascio colpi davvero esagerata, ha impostato il pilota automatico dominando senza appello sia l’Inseguimento che la Mass start, portandosi a quota 43 successi in competizioni di primo livello. Raramente si è visto in campo maschile un dominio così schiacciante su tutti i rivali, in particolare la partenza il linea di ieri ha dimostrato come in condizioni di neve complicate Johannes abbia davvero due marce in più di tutti gli altri sugli sci, elemento che gli permette di controllare come meglio crede il ritmo e farsi trovare più che pronto al tiro. Come si faccia a battere un alieno che spara col 91% non è ancora dato a sapersi, e solamente il miglior Martin Fourcade potrebbe riuscire a contenere il passivo.

A proposito dei padroni di casa. Il sette volte vincitore della classifica generale di Coppa ha confermato il trend negativo al tiro iniziato a Hochfilzen e pare al momento davvero inerme rispetto allo strapotere del rivale scandinavo. La condizione sugli sci è migliore rispetto alla versione 2019 del fuoriclasse catalano ma stanno mancando leggermente le percentuali in piedi per provare a fare qualcosa di più. Alla fine Fourcade chiude la tappa con una sola top 5, troppo poco per quello che, visto il presunto stop a gennaio di Johannes Bø a causa della nascita del figlio, partiva qualche settimana fa come il favorito numero uno per la vittoria finale. Salito molto di colpi invece Quentin Fillon Maillet, che ha ritrovato competitività nel tiro a terra e automaticamente sono arrivati anche i risultati. Il 27enne di St Laurent si è portato in terza posizione, superando proprio capitan Fourcade, e appare al momento il più papabile contendente a Tarjei Bø, per la lotta al pettorale giallo che ripartirà da gennaio senza il suo padrone. Il norvegese sta continuando a racimolare risultati con una continuità devastante, sono arrivati altri due terzi posti e un quarto in questi giorni e l’impressione è che, esattamente come è accaduto nel 2011 possa davvero essere l’anno giusto per sfruttare questa regolarità per regalarsi ottime chance di cacciare la sfera di cristallo fino alla fine. Molto dipenderà ovviamente dall’effettiva scelta che compirà il fratellino.

A Le Grand Bornard è tornata a brillare anche la Germania, in particolare grazie ai due “cugini” Benedikt Doll e, in misura minore, Johannes Kuehn. Il primo ha trovato nella Sprint il secondo successo in carriera, spezzando il monopolio Bø-Fourcade e ha sparato in generale in maniera eccellente. Se questo è il vero Doll al tiro saranno guai seri per molti, soprattutto nelle prove sui due poligoni. Kuehn invece ha stupito restando sotto il radar, per lui la confidenza col tiro in piedi non è ancora perfetta ma nella Mass ha trovato il primo 20/20 della carriera e, dopo Arnd Peiffer, i tedeschi sembrano poter contare decisamente su un terzo biathleta di assoluto spessore. In crescita continua anche un altro transalpino, Emilien Jacquelin, che ha trovato il secondo podio e può essere considerato ormai quasi tra i favoriti di ogni prova, mentre chi è al contrario sparita è la Russia. Le percentuali al tiro sono rimaste di primissimo piano ma sia Alexander Loginov che, ancor di più, Matvey Eliseev hanno accusato in maniera evidente il tracciato e le condizioni trovate in Francia e sarà necessario capire ora se si è trattato di un problema generale di materiali o se la tanica di benzina è già in riserva per i due cecchini.

Un fine settimana a due facce per gli azzurri, in tutti i sensi. Lukas Hofer e Dominik Windisch, in maniera del tutto speculare, hanno stupito nella Sprint centrando la Top10 ma sono andati molto in difficoltà al tiro nei successivi due giorni di gara, perdendo delle ottime occasioni di fare bene in quanto la condizione fisica continua ad essere molto positiva. Al contrario, Thomas Bormolini ha bucato la giornata di giovedì ma ha saputo riscattarsi a pieno con il miglior Inseguimento della sua carriera sabato, trovando un 19/20 al tiro che gli è valso 28 posizioni guadagnate e la zona punti. Non è bastato purtroppo per raggiungere la prima Mass della carriera, ma i segnali sono stati comunque molto incoraggianti.

SETTORE FEMMINILE

Da dove cominciare? Due sono le grandi storie di questo fine settimana, ma probabilmente la favola di Tiril Eckhoff merita la precedenza assoluta. La ventinovenne norvegese sembra aver davvero trovato quei pezzi del proprio puzzle che non era mai riuscita a trovare in questi primi 9 anni di carriera ed è diventata una macchina schiacciasassi assolutamente paragonabile al connazionale Johannes Bø. Nelle ultime 5 prove individuali è spuntato, d’improvviso, un 91% al tiro per una delle migliori fondiste del lotto abituata a sparare con il 75% o poco più in carriera. Il risultato è scontato, sono arrivate quattro vittorie di fila, evento che in campo femminile non accadeva dal 2017 quando a riuscirci fu la tedesca Laura Dahlmeier tra il dominante Mondiale di Hochfilzen e la successiva tappa preolimpica in Corea. Con queste tre affermazioni Eckhoff non solo ha raggiunto la doppia cifra di successi in competizioni di primo livello, sorpassando Wierer, al secondo posto per quanto riguarda le atlete in attività (prima, a quota 26, la finlandese Kaisa Mäkäräinen) ma si è anche riportata pienamente in corsa per la classifica generale (-17 dall’altoatesina), cancellando di fatto il disastroso weekend di Östersund.

E l’altra grande storia è proprio quella di Dorothea Wierer. La finanziera di Rasun-Anterselva, coetanea di Eckhoff, ha saputo reagire da vera campionessa ad una brutta Sprint, ritrovando le percentuali nel momento del bisogno e riconquistandosi con forza il pettorale giallo ai danni della norvegese Ingrid Tandrevold. Il terzo posto nella Mass ottenuto dalla detentrice della sfera di cristallo ha anche permesso all’Italia di mantenere aperta la striscia di tappe consecutive con almeno un podio, arrivata a 23. Si è interrotta invece per un solo giorno quella delle prove consecutive per un’azzurra con pettorale giallo indosso. Come anticipato la ventitreenne di Oslo si era conquistata con merito, anche se per soli tre punti, la prima leadership della carriera in classifica dopo l’Inseguimento, grazie ad una precisione assoluta al poligono (94% in stagione a terra, 90% in piedi, dato sporcato proprio ieri nella Mass).

La battaglia per la sfera di cristallo, al momento, resta aperta alle tre atlete sopracitate. Pesano moltissimo, in questo senso, i buchi lasciati in Francia dall’altra punta del movimento norvegese Marte Olsbu Røiseland e dalla svedese Hanna Öberg. La prima ha deciso a sorpresa di non essere presente in loco, tornando a casa per allenarsi e riprendere qualche energia mentale, mentre la ventiquattrenne di Östersund è stata colpita da un malanno dopo la durissima Sprint di venerdì, disputata in condizioni davvero critiche con una neve farinosa e bagnata, e ha dovuto dare forfait per le due successive giornate. Non rialza la testa nemmeno Lisa Vittozzi, apparsa ancora parecchio lontana dalla migliore condizione alla quale ci aveva abituato e incapace di ritrovare le giuste sensazioni anche al poligono. Per la ventiquattrenne sappadina le vacanze arrivano davvero nel momento perfetto per staccare la testa e ritrovare la brillantezza in entrambe le componenti.

Sono necessarie altre due menzioni d’onore riguardo questa tappa. Una riguarda la francese Justine Braisaz, finalmente tornata ad altissimi livelli e in una versione che con ogni probabilità è la migliore di sé stessa. Per la ventitreenne transalpina mancano ancora percentuali d’eccellenza ma la sensazione è che l’approccio al poligono sia notevolmente migliorato e sempre più spesso la si sta trovando nelle posizioni di vertice come confermano le 4 Top5 già agguantate in stagione, tra cui due podi e il successo nell’Individuale in Svezia. E, infine, festeggia anche Lena Haecki, seconda svizzera della storia a salire sul podio di Coppa del mondo durante la Sprint e sesta nella classifica generale.

Foto: F.Angiolini

michele.brugnara@oasport.it

Twitter: MickBrug

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