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F1, Mondiale 2019: la Ferrari riparte da Interlagos con zero punti e tanti dubbi



E anche il 20esimo capitolo del Mondiale di F1 2019 si è chiuso. Nel caso della Ferrari nella maniera più amara possibile. Quando un incidente mette fine alla gara dei tuoi due piloti è ovviamente una sconfitta, pesantissima. Ma, oltre a questo punto, il fine settimana della scuderia di Maranello si è rivelato ben lontano dalla perfezione. Andiamo a capire i motivi.

In primo luogo la SF90 non ha confermato quanto di buono fatto vedere fino a qualche settimana fa. Da diversi Gran Premi, infatti, la vettura che sembrava dominare tra Spa, Monza, Singapore e Sochi, si è fermata. O meglio, Mercedes e Red Bull hanno reagito al notevole pacchetto di aggiornamenti portato dalla scuderia di Maranello a Marina Bay, riportandosi sotto alle Rosse. Sul giro secco, a quanto pare, la monoposto tinta di rosso se la gioca ormai ovunque, mentre in gara il rendimento cala notevolmente.

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Quando non conta la potenza pura (e anche sotto questo aspetto il margine clamoroso di Monza, Spa o Sochi si è ormai ridotto drasticamente) ma è il passo gara a fare la differenza, purtroppo, la vetture di Leclerc e Vettel soffrono. Si nota soprattutto in avvio con il serbatoio pieno e, più nel complesso, c’è sempre un gap di un paio di decimi che non riescono a chiudere.

Passando alle gomme, poi, il divario si fa ancor più netto. Ultimamente il comportamento delle SF90 con le varie mescole è divenuto preoccupante. Ad Austin, per esempio, il primo stint fu allarmante, con un margine di un secondo al giro. Anche ieri a San Paolo, sul circuito di Interlagos, le Ferrari hanno vissuto parziali della corsa con prestazioni anonime. Sia con le soft, sia con le medie, sia con le hard. Se fino a tempo fa le Rosse eccellevano con gli pneumatici più morbidi, ora non è più cosi.

Ultimo capitolo, e non di poco conto. Ancora una volta le strategie hanno fatto acqua. Solamente la Safety Car finale ha permesso ai due piloti di Maranello di rifarsi sotto. Leclerc non ha sfruttato la scelta di montare medie e hard, mentre Vettel ha provato con soft-medie. Risultati insufficienti e scelte, ancora una volta, non azzeccate. Non rimane che la gara di Abu Dhabi e un lungo inverno per un bell’esame di coscienza. Il Mondiale 2020, dopotutto, è molto più vicino di quel che si pensi.

 

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alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto: Lapresse

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