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Ciclismo, Giro dell’Emilia 2019: parata di stelle sul San Luca. Al via Nibali, Roglic, Valverde e Bernal



Domani (sabato 5 ottobre) prenderà il via la 102esima edizione del Giro dell’Emilia, storica classica italiana di fine stagione, antipasto del Giro di Lombardia. Il percorso è quello classico, 207 km con un circuito nel finale, da ripetere cinque volte, che prevede il passaggio in cima al durissimo Santuario di San Luca. Il traguardo è posto proprio in vetta a questa salita tanto breve quanto aspra. Si tratta, dunque, di una gara a dir poco impegnativa e il cast sarà letteralmente stellare.

Tra i tanti nomi di rango al via, ce ne sono quattro che svettano. L’azzurro Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), qua secondo nel 2017, il vincitore del Tour de France Egan Bernal (Team Ineos), alla quarta partecipazione consecutiva nella classica emiliana, il re della Vuelta Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma), il quale, a maggio, sul San Luca stravinse la cronoscalata inaugurale del Giro d’Italia, è l’ex campione del mondo Alejandro Valverde, all’esordio assoluto in una gara su misura per lui.

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Non solo i membri di questo poker d’assi, però, si contenderanno il successo. Attenzione al duo Astana composto da Jakob Fuglsang, vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi e già sul podio del Giro dell’Emilia ben 10 anni fa, e Miguel Angel Lopez, trionfatore della Milano-Torino 2016, e anche a quello Trek formato da Bauke Mollema (Trek-Segafredo), corridore che su salite brevi e arcigne, come il San Luca, si trova molto bene, non a caso, in carriera, ha conquistato la classica di San Sebastian, e dall’azzurro Giulio Ciccone, il quale, all’ultimo Giro d’Italia, fece registrare il record di scalata sull’erta simbolo di questa gara.

In casa Mitchelton-Scott abbiamo Esteban Chaves, vincitore nel 2016, il quale, però, arriva da un periodo molto buio. La Movistar, oltre al sopraccitato Valverde, schiera anche Mikel Landa e un Carlos Alberto Betancur che al Mondiale è sembrato essere tornato su buoni livelli. La Groupama-FDJ, orfana di Pinot, si affida a quel David Gaudu che sovente è stato scudiero decisivo dell’appena citato dominatore del Giro di Lombardia 2018. Per quanto concerne la UAE Team Emirates, in seguito alla rinuncia di Tadej Pogacar, i capitani saranno Diego Ulissi, giunto a braccia alzate sul San Luca nel 2013, e Daniel Martin.

La EF Education First punta sul secondo classificato dell’Amstel Gold Race Simon Clarke e su quel Sergio Higuita che sembra fatto dal sarto per una corsa come il Giro dell’Emilia. In casa Bahrain occhio anche a Dylan Teuns, sul podio l’anno scorso, mentre la Ineos può fare affidamento anche su quel Gianni Moscon che fu 5° nel 2017. Arkea capitanata, come sempre, da Warren Barguil, mentre Giovanni Visconti, trionfatore due anni fa, guida la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM.

La Wanty-Groupe Gobert si affida a Guillaume Martin. La Gazprom è capitanata dal duo composto da Alexander Vlasov e Nikolay Cherkasov, mentre l’Androni schiera come leader Fausto Masnada e il rientrante Mattia Cattaneo. Tra i più giovani occhi puntati su Alejandro Osorio (Nippo-Vini Fantini), già 14esimo al Giro di Toscana, Jaakko Hanninen (Ag2r), 3° ai Mondiali U23 di Innsbruck, Simone Ravanelli (Biesse Carrera Gavardo), in questa stagione dominatore del Giro del Veneto e del Giro del Medio Brenta, e sulla coppia della Sangemini-Trevigiani Fabio Mazzucco e Filippo Zana, vincitori, rispettivamente, il primo del GP di Poggiana e il secondo del GP di Capodarco.

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Foto: Pier Colombo

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