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Vuelta a España 2019: Nairo Quintana torna sul podio, il colombiano sarà all’altezza in salita?



Nairo Quintana guadagna 5’19” su tutti gli altri uomini di classifica, nella 17esima frazione della Vuelta a España 2019, e risale al 2° posto momentaneo a 2’24” da Primoz Roglic. Il colombiano è stato abile a inserirsi nella fuga di giornata e, ora, ha 24″ di vantaggio sul compagno Alejandro Valverde, 1’18” sullo sloveno della UAE Tadej Pogacar e 1’35” sul connazionale Miguel Angel Lopez. La domanda, adesso, è: riuscirà a essere al livello dei migliori nelle due tappe di montagna che mancano o rimbalzerà nuovamente indietro?

Nairo per quasi due settimane è stato tra i più forti della Vuelta in salita, pur trovando sempre qualcuno che lo staccava. Nelle frazioni di domenica e lunedì, però, è andato in contro a due giorni abbastanza difficili, in cui ha perso di netto, le ruote di Roglic, Valverde, Pogacar e Lopez. Lui ha dato la colpa a un raffreddore che gli ha dato problemi di respirazione. Quintana è un corridore cagionevole e non lo scopriamo oggi. Lo ricordiamo, ad esempio, ammalarsi al Giro 2017 e soffrire di dissenteria alla Vuelta 2015. Nulla, peraltro, ci dice che sia guarito. Lui stesso oggi ha ammesso di non avere grandi gambe, per cui di primo acchito viene da pensare che sulle prossime montagne difficilmente torneremo a vedere la sua miglior versione.

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Oltretutto nella frazione odierna ha speso tantissimo, ben più dei suoi rivali per il podio, i quali sicuramente hanno bruciato molte energie dal punto di vista nervoso, ma sono rimasti sempre coperti, per cui recuperare, per loro, dovrebbe essere più facile. Da notare, inoltre, che Nairo nel finale si è staccato da diversi compagni di fuga. Ha perso 10″ da Gilbert e 8″ da altri 9 corridori, incluso Kelderman, l’altro uomo di classifica presente tra i battistrada. Certamente non era il suo arrivo, ma un corridore all’apice della condizione non prende certo un buco del genere. Questo, piuttosto, accade, invece, a chi è particolarmente stanco.

Non va dimenticato, peraltro, che Nairo, al contrario di Roglic, Lopez e Pogacar, arriva dal Tour. La Grande Boucle nelle gambe è sovente un notevole salasso di energie. Inoltre, il colombiano ha corso fin qua anche una Vuelta particolarmente dispendiosa anche prima della frazione odierna, dato che ha attaccato in diverse tappe di montagna. Sembra, quindi, difficile pensare che abbia ancora benzina nel serbatoio.

Il precedente dell’anno scorso, da questo punto di vista, è illuminante. Nairo nel 2018 fece una Vuelta che, al momento, è la fotocopia di questa. Molto forte nei primi 13 giorni, poi un leggero calo nel secondo weekend e, infine, un bel tonfo nella terza settimana. Considerando che il suo programma di avvicinamento al grande giro spagnolo, nel 2019, è stato molto simile a quello del 2018, è impresa ardua immaginare un epilogo diverso.

Certamente bisogna considerare la spinta morale che può dargli la rimonta odierna. Tuttavia, non dobbiamo dimenticarci che al Tour, nella frazione del Galibier, fece un numero ancora più grande, avvicinandosi parecchio alla testa della classifica proprio come oggi. Il giorno seguente, però, andò in crisi di nuovo. Avesse preso la maglia rossa, probabilmente lo scenario sarebbe cambiato nettamente, ma in questa situazione è molto probabile che domani si torni a vedere il Quintana del Santuario dell’Acebo e dell’Alto de la Cubilla.

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Foto: Valerio Origo

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