Vuelta a España 2019: pagelle sesta tappa. Herrada bravo e astuto, Teuns generoso, Brambilla bocciato

Jesus Herrada (Cofidis) si impone sull’Ares del Maestrat, nella sesta tappa della 74esima edizione della Vuelta a España, al termine di una lunga fuga in compagnia di altri 9 corridori. 2° posto per un generoso Dylan Teuns (Bahrein-Merida) che strappa la maglia roja a Miguel Angel Lopez (Astana). Nel gruppo dei big si muove Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), ma il suo attacco risulta quasi inconcludente. Di seguito andiamo a dare i voti ai protagonisti della frazione odierna con le nostre pagelle.

Jesus Herrada (Cofidis) voto 8: Arriva la prima vittoria di tappa in un grande giro, ciliegina sulla torta di una stagione in cui aveva timbrato il cartellino già 5 volte. Poco etico il comportamento di Herrada nei confronti di Teuns, ma sicuramente efficace. Negli ultimi 3 km, quando i due restano soli, lo spagnolo non dà più un cambio e finge, con espressioni abbastanza plateali, di essere particolarmente affaticato. Invece, negli ultimi 250 metri scatta in faccia al rivale e non gli lascia scampo.

Dylan Teuns (Bahrein-Merida) voto 7,5: Nel finale tra vincere la tappa e indossare la maglia roja, opta per la seconda opzione. Sull’ascesa conclusiva è autore di un forcing che costringe tutti, escluso Herrada, ad alzare bandiera bianca. Poi prova anche a chiedere qualche timido cambio al corridore della Cofidis, ma capisce molto presto che deve fare tutto da solo. Poco male perché il suo obiettivo principale lo raggiunge e chissà che ora non provi a fare classifica dato che sulle salite lunghe si difende e oggi si sono ritirati due corridori che ambivano a un posto nei 10 quali Roche e Uran.

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Robert Gesink (Jumbo-Visma) voto 7: 10 anni fa un giovanissimo Robert Gesink, in questo periodo, lottava con Alejandro Valverde per la vittoria finale della Vuelta (una brutta caduta nell’ultima frazione di montagna gli costerà il secondo posto che pareva ormai in tasca ndr.). Oggi, invece, si ritrova a fare la volata con Dorian Godon (Ag2r, voto 7,5), di 10 anni più giovane, per il terzo posto in una tappa di secondo piano. Una parabola al tempo difficile da immaginare, ma questo non vuol dire che la prestazione odierna del neerlandese sia da buttare. Le continue cadute e i problemi fisici ne hanno minato la carriera e non coglieva un piazzamento così buono dal 2° posto a Cervinia del Giro 2018. Segnali positivi, dunque, per Robert. E anche per il capitano Roglic, al quale farebbe bene avere un Gesink capace ancora di andare discretamente forte in salita.

Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) voto 6,5: Parte con uno scatto secco a 1,5 km dalla fine e guadagna appena 2″ sul gruppo degli altri favoriti (e se Valverde e Roglic avessero voluto fare la volata, probabilmente, non avrebbe preso nemmeno quelli). Parlassimo di un corridore esperto diremmo che ha fatto una mossa sbagliata, ma Pogacar non ha neanche 21 ed allora ben venga un’azione che, se non altro, denota una certa personalità. Peraltro, vista anche la posizione in sella molto simile, la sua sparata ha ricordato quelle che su queste strade, prima che lui nascesse, faceva l’elvetico Tony Rominger, un corridore col quale lo sloveno ha molto in comune.

Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo) voto 5: I tempi in cui vinceva una tappa alla Vuelta, nel 2016, resistendo in salita a Quintana e battendolo in volata sono ormai lontani. Di 9 corridori che c’erano con lui in fuga oggi, 7 gli arrivano davanti. Se la gamba di Gianluca è questa, vederlo trionfatore di una frazione, purtroppo, è pura utopia.

David de la Cruz (Team Ineos) voto 5: Anche lui nel 2016, in maglia Quick-Step, primeggiava sulle strade della corsa di casa (vittoria sull’Alto del Naranjo, maglia roja per un giorno e 7° posto finale) insieme all’allora compagno Brambilla. Oggi, invece, si inserisce nella fuga col doppio obiettivo di conquistare la frazione e prendere la maglia roja, compito che sembrava agevole dato che era il meglio posizionato in classifica. Invece negli ultimi 3 km di salita va in crisi nera e vede Teuns sfilargli il simbolo del primato che pareva già nelle sue mani. Ora, ad ogni modo, si trova in seconda posizione nella generale, ma se la condizione è questa sarà difficile andare lontano.

Astana voto 5: Si spremono a lungo per tenere a bada la fuga e permettere a Lopez di mantenere la roja. Negli ultimi 30 km, però, devono alzare bandiera bianca con il risultato di aver speso molto e non aver ottenuto nulla. La squadra kazaka, in questa Vuelta, sembra meno performante del previsto, forse sarebbe stato meglio gestire con un po’ più di attenzione le energie.

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Foto: Valerio Origo

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