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Volley, Italia-Australia 3-2: le pagelle degli azzurri. Nelli risolutore, Piano trascinatore. Male Zaytsev e Lanza



L’Italia ha colto una soffertissima vittoria per 3-2 contro l’Australia nel secondo match del Preolimpico 2019 di volley in corso di svolgimento a Bari ed oggi affronterà la Serbia nel confronto diretto che metterà a disposizione un pass per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Andiamo a scoprire i voti degli azzurri.

PAGELLE ITALIA-AUSTRALIA 3-2

Osmany Juantorena, 7.5: non sarà in forma straripante, eppure mette a disposizione della squadra classe ed esperienza da vendere. E’ il miglior realizzatore con 22 punti, in attacco è una garanzia come testimonia il 60,7% di percentuale realizzativa. Ficcante anche a muro (3) ed in battuta (2 ace). Troppo importante il suo rientro in una Nazionale che non dispone, per ora, di bande all’altezza, in attesa della crescita di diversi giovani interessanti.

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Ivan Zaytsev, 5,5: attacca ad intermittenza, anche se non in maniera disastrosa (48,1%). Non è continuo, a muro non punge e sbaglia tantissimo in battuta. Sembra oppresso dal peso della tensione, esattamente come era accaduto nella finale di Rio 2016 e, soprattutto, ai Mondiali casalinghi del 2018. Lo Zar dovrebbe caricarsi la squadra sulle spalle, ma quando il gioco si fa duro pare non essere all’altezza dell’investitura da leader. Con la sua uscita dal campo e l’ingresso di Nelli, la partita è cambiata: non è un caso.

Matteo Piano, 8: per lunghi tratti lotta quasi da solo contro l’Australia. Mette a referto 8 muri, nei primi due parziali è l’unico che riesce a far funzionare questo fondamentale. Poi viene sostituito a sorpresa nel quarto set. Problema fisico? Se così non fosse, una scelta difficilmente spiegabile da parte di Blengini: Piano era stato il migliore in campo ed appariva imprescindibile anche per le sue doti carismatiche.

Simone Giannelli, 7: non perde mai la bussola, nonostante la ricezione funzioni quasi sempre male. Sovente decide di attaccare in prima persona ed in questo fondamentale è il miglior palleggiatore del mondo, come testimoniano i 9 punti realizzati, tantissimi per un regista. Nel tie-break mostra la consueta intesa con Nelli: una diagonale che tornerà utile anche con la Serbia?

Gabriele Nelli, 8,5: ha cambiato la partita. Se l’Italia ha battuto in rimonta l’Australia e resta ancora artefice del proprio destino, il merito è di questo opposto che nella prossima stagione finalmente potrà giocare da titolare in Superlega a Piacenza. Col suo ingresso nel quarto set l’Italia ha cambiato marcia e Giannelli ha finalmente trovato un terminale sicuro di cui fidarsi. I numeri parlano chiaro: 7 su 8 in attacco, per un mostruoso 87,5%. E’ in grande forma e si candida ad un posto da titolare nella sfida che metterà in palio il pass olimpico.

Oleg Antonov, 6: entra per Lanza e, se possibile, in ricezione fa ancor più danni. Man mano riesce a carburare e in attacco si fa valere con 5 punti importanti su 8 tentativi. Non è di certo un fenomeno, ma il convento passa questo…

Filippo Lanza, 4,5: fatica come non mai in attacco (eloquente un modestissimo 28,5%), in ricezione viene costantemente messo in difficoltà dalle battute dell’Australia, a muro è inconsistente. I fasti di Rio 2016 sono lontanissimi, questo Lanza è lo stesso che sfigurò ai Mondiali 2018. In questo ruolo, come detto, siamo scoperti: è il punto debole dell’Italia attuale. Le alternative sono Antonov o il giovane Daniele Lavia, classe 1999.

Simone Anzani, 6: entra nel secondo parziale al posto di Russo e disputa una partita onesta con 2 attacchi e 2 muri. Altro giocatore che con la Serbia dovrebbe partite titolare, a nostro avviso.

Roberto Russo, 5: nonostante in Superlega abbondino i centrali italiani, anche nelle squadre di altissima classifica, il ct Blengini ha puntato moltissimo su questo ragazzo reduce da una buona stagione a Ravenna. La fiducia non è stata ripagata. 0 su 3 in attacco e una presenza a muro impalpabile. Sostituito (giustamente) nel corso del secondo set, è rientrato a sorpresa nel quarto: da lì in poi non ha quasi lasciato traccia, se non per una buona serie al servizio. La sensazione è che questo centrale non sia ancora pronto per simili palcoscenici.

Massimo Colaci, 5: da lui ci si aspetta quel quid in più che non è arrivato. Nessuna difesa ‘miracolosa’, nessun guizzo da far spellare le mani e non sempre perfetto anche in ricezione. In questo ruolo Fabio Balaso, nel corso della Nations League, era apparso molto più convincente. Difficilmente, tuttavia, Blengini rinuncerà al suo libero titolare contro la Serbia.

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Foto: Fivb

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