Giro d’Italia 2019: le tappe chiave che decideranno la Corsa Rosa. Dalle cronometro al tappone con Gavia e Mortirolo

In un percorso così variegato come quello del Giro d’Italia 2019, saranno cinque i giorni che potrebbero, anzi, dovrebbero decidere la sorte della Corsa Rosa e sentenziare giorno dopo giorno il podio definitivo di questa 102^ edizione.

La prima è sicuramente la tappa numero 9 di domenica 19 maggio, ovvero la cronometro di 34,8 km da Riccione a San Marino. È una giornata chiave e probabilmente già decisiva per la maglia rosa. Dopo questa frazione avremo di sicuro un quadro generale di chi potrà veramente ambire alla conquista del Trofeo senza fine. Non è una cronometro per gli specialisti di queste prove, ma una frazione dove anche gli scalatori, soprattutto quelli che vogliono puntare alla classifica, potranno difendersi egregiamente nei 12,6 km finali all’interno della Repubblica sammarinese: una vera e propria cronoscalata. Ma dovranno stare attenti ai primi 22 km pianeggianti e velocissimi ed evitare di perdere del tempo prezioso e iniziare ad inseguire ancor prima di aver superato la metà del Giro.

Passiamo poi a venerdì 24 maggio e alla tappa numero 13 da Pinerolo a Ceresole Reale, di 196 km. Da qui inizieremo a divertirci con il primo tampone di montagna. Nessuno tra i favoriti potrà nascondersi: che la battaglia abbia inizio. Il primo GPM è piazzato già al km 54 (Colle del Lys), ascesa di prima categoria che potrebbe già rimanere nelle gambe di molti. Si tornerà a salire verso il Pian del Lupo, 9,4 km con punte che toccato l’11,2%. Ma non è finita qui, perchè dopo poco più di 15 km in discesa, ecco che arriva il bello, ovvero i 44 km completamente all’insù verso Ceresole Reale. Impressionanti, nervosi, tra tratti impegnativi, leggere dicese, falsopiani; insomma, da far girare la testa. Per non parlare degli ultimi 9 km con una media del 9%, che non concederanno neanche un secondo di respiro.

Il giorno dopo, sabato 25 maggio, andrà in scena la tappa 14, ossia la Saint-Vincent – Courmayeur (131 km). Una frazione breve all’apparenza, ma decisamente intensa sulla carta. Non presenta un traguardo impegnativo, ma ciò che farà la differenza saranno i 47,2 km di salite e distribuiti in cinque GPM di cui due di prima categoria. Si inizia a salire fin sa subito con il Verrayes, 6,7 km all’8% di pendenza media. Si passare poi al Verrogne, 13,8 km al 7,1% di pendenza media ma con tratti che toccano l’8,2%. Si scende e si risale nuovamente verso il Truc d’Arbe, 8,2 km al 7%. E poi eccoci al possibile momento decisivo della giornata, con la scalata al Monte San Carlo, uno dei GPM più impervi di questa edizione del Giro: 10,5 km, 9,8% di pendenza media e massima del 15%. Da paura. La sfiancata finale in previsione del traguardo, 8 km di ascesa ma con una media abbastanza semplice da amministrare che però potrebbe essere fatale a coloro che avranno patito nelle gambe i quattro GPM precedenti.

Finiamo alla tappa 16 prevista martedì 28 maggio, la Lovere-Ponte di Legno, di ben 226 km: la giornata più attesa con due salite che hanno fatto la storia della Corsa Rosa: il Gavia e il Mortirolo. MA ATTENZIONE ALLA NEVE. La storia del Giro 2019 si farà qui. Si partirà “tranquilli” con il Passo della Presolana e Croce di Salven. Dopo 93 km ecco il Passo Gavia, la Cima Coppi di questa edizione. 2618 metri di altitudine e una scalata di 16,5 km senza tregua; una media dell’8% e picchi del 16%. Chi subirà dei distacchi su questa salita dovrà con ogni probabilità dire addio ai sogni di gloria. E siamo ancora a 95 km al traguardo. Seguono ben 54 km di discesa per arrivare alla scalata verso il Mortirolo: una delle salite più dure di sempre che ha scritto pagine e pagine della Corsa Rosa. 11,9 km al 10,9%, ma attenzione, con punte del 18%. Da rabbrividire. Nessuno potrà nascondersi. Il Giro dovrà decidersi qui. Finito il Mortirolo ci saranno 13 km in discesa ma poi altri 15 km in leggera salita verso Ponte di Legno. Al termine di questa tappa la classifica sarà completamente infiammata.

In chiusura, la tappa 20 di sabato 1 giugno, da Feltre a Croce D’Aune (Monte Avena), di 194 km. L’ultimo tentativo per ribaltare la generale o dare l’assalto definitivo. Saranno 5 i GPM da affrontare sulle Dolomiti, di cui due di prima categoria. Chi avrà ancora qualche miccia da esplodere potrà divertirsi. È un continuo saliscendi senza tregua. Si parte con il Cima Campo, 18,7 km al 5,9%. Transiteranno poi per il Passo Manghen, 18,9 km, 7,6% di pendenza media e massima del 15%. Ma la seconda parte di questa salita toccherà il 10% di media. I big dovranno controllarsi a vicenda per evitare delle brutte sorprese; anche perchè scalata quest’ultima salita, mancheranno ancora 116 km. Lunga discesa, ed eccoci al Passo Rolle, di ben 20,6 km ma con una pendenza media non proibitiva e che si assesta attorno al 4,7%. 40 km di discesa e inizierà il Croce d’Aune, caratterizzato da una prima parte “facile” e un finale con una pendenza media dell’8,3%. Il podio di questo Giro, in teoria, si deciderà sull’ultimo GPM di questa edizione, il Monte Avena.6,9 km al 7,3% di pendenza media e punte dell’11%. Al traguardo sapremo con ogni probabilità chi sarà il vincitore del Giro d’Italia 2019.

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Foto: Valerio Origo

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