Parigi-Roubaix 2019: l’Italia non vince dal 1999. Un digiuno che pare destinato a protrarsi

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Terminata la sbornia tricolore per una domenica fantastica al Giro delle Fiandre, con Alberto Bettiol che ha riportato il Bel Paese sul gradino più alto del podio della Ronde a 12 anni di distanza dall’ultimo trionfo di Alessandro Ballan, si può iniziare a guardare avanti, verso la Parigi-Roubaix. All’Inferno del Nord, in una delle Classiche Monumento più dure in programma, l’Italia non si impone addirittura dal lontanissimo 1999, quando Andrea Tafi riuscì ad arrivare da solo nel Velodromo, un anno dopo il capolavoro timbrato dal compianto Franco Ballerini.

Un digiuno che non sembra poter terminare a breve. Latitano gli specialisti in terra italiana. L’uomo più in forma del momento, il già citato Bettiol, sembra pronto a disertare l’appuntamento puntando più avanti, verso le Classiche delle Ardenne (all’Amstel Gold Race potrebbe stupire). Il talento più puro su questo genere di percorso sarebbe ovviamente Gianni Moscon. Il trentino nel 2017 colse una clamorosa quinta piazza andandosi a giocare addirittura il successo finale nella volata ristretta. Purtroppo però la condizione del capitano del Team Sky non è quella dei giorni migliori a causa di qualche problema fisico. Riuscirà a riprendersi in vista di domenica?

Una pattuglia italiana che sarà davvero molto limitata in terra francese. Erano molto attesi sui muri del Fiandre, ma non hanno convinto a pieno per vari motivi, Matteo Trentin e Sonny Colbrelli. Il campione d’Europa si era disimpegnato al meglio negli antipasti in terra belga poi nell’appuntamento clou è crollato nel momento decisivo. Sulle pietre transalpine non è mai andato oltre un 36mo posto: riuscirà a stupire? Addirittura al debutto il corridore della Bahrain-Merida, difficile che possa puntare alle posizioni di rilievo.

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gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Radu Razvan / Shutterstock.com

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TAG:
Gianni Moscon Matteo Trentin Parigi-Roubaix 2019 Sonny Colbrelli

ultimo aggiornamento: 09-04-2019


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