Speed skating, Mondiali 2019: Italia con zero medaglie, tre quarti posti e una speranza


I Mondiali 2019 di speed skating ad Inzell (Germania) hanno chiuso i battenti. Lo spettacolo nei 4 giorni di gare è stato di primissimo livello e le prestazioni degne di nota non sono mancate: l’olandese Sven Kramer detronizzato nei suoi 5000 metri dopo 12 anni dal norvegese Sverre Lunde Pedersen, i trionfi della ceca Martina Sablikova (doppietta nei 3000 e 5000 metri e 15 titoli iridati in carriera) e dell’orange Ireen Wüst (13 titolli e oro nei 1500 metri), il sigillo dell’austriaca Vanessa Herzog nella velocità a danno della campionessa olimpica giapponese Naoi Kodaira.

Sfortunatamente nell’album dei ricordi della Max Aicher Arena non ci saranno frame o immagini di festa per il clan azzurro. La rassegna iridata, infatti, non ha riservato alcuna medaglia al Bel Paese. La formazione tricolore, priva del bronzo a Cinque Cerchi Nicola Tumolero, aveva puntato gran parte delle proprie fiches sulle mass start di Francesca Lollobrigida e di Andrea Giovannini. La “Lollo”, in evidenza nei 1500 metri con il nuovo personale e l’ottavo posto finale, si attendeva la medaglia nella gara di gruppo. Purtroppo, un po’ come accaduto alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang, qualcosa è andato per il verso sbagliato e l’azzurra si è dovuta accontentare di un quarto posto pieno di rimpianti. Lo stesso discorso vale per il pinetano, in quarta piazza anch’egli. Con quattro successi in Coppa del Mondo in carriera (ultimo dei quali ad Obihiro in questa stagione), Giovannini non è riuscito ad emergere nell’ultimo giro quando contava, dovendo osservare da una posizione “privilegiata” i successi altrui. Una bocciatura? No, però è chiaro che ai due atleti manca spesso quel quid per fare la differenza e, vuoi o non vuoi, tra una medaglia e un quarta posizione c’è una gran differenza.

Un po’ lo stesso discorso lo si potrebbe fare per la prova ad inseguimento sprint femminile. Yvonne Daldossi, Noemi Bonazza e Francesca Bettrone si sono fermate a meno di un secondo dal bronzo. In questo caso però qualcosa da dire sulle scelte c’è. Nessuno ne ha la certezza ma se Lollobrigida fosse stata impiegata probabilmente la top-3 sarebbe stata centrata e quantomeno l’Italia avrebbe qualcosa di cui poter gioire. Certo, Francesca aveva poco dopo i 3000 metri, distanza nella quale in Coppa aveva ottenuto ottimi risultati ma, valutando il tutto posteriormente, forse per il futuro si potrebbero fare scelte diverse.

Tra le note liete (poche) ci sono stati alcuni personali cronometrici migliorati e tra questi quelli che meritano un’attenzione particolare sono di Bonazza. La 20enne nostrana, esordiente in una manifestazione di tal livello, è un po’ la ventata di freschezza di cui il gruppo ha tanto bisogno. La top-10 centrata nei 1500 metri, abbassando il proprio personale di più di 2″, è un aspetto non certo trascurabile per un’atleta ancora in costruzione sia dal punto di vista fisico e sia dal punto di vista mentale. Ci si augura che lo staff tecnico azzurro sappia valorizzare il talento della ragazza che, specie nel mezzofondo, può ambire a risultati importanti.

 

 

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Foto: FISG

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