MotoGP, Test Sepang 2019: analisi day-2. Dovizioso e Ducati gran connubio, Valentino Rossi bene ma non benissimo, Marquez con il misurino


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Giornata rovente a Sepang (Malesia), sede della seconda giornata di test della classe MotoGP. Sul tracciato malese le temperature sull’asfalto hanno superato i 60°C e chiaramente l’attività in pista ne ha risentito. Per questo non è semplice dedurre con esattezza cosa queste prove abbiano detto o cosa abbiano potuto dare ai team, tuttavia degli aspetti da considerare ci sono.

DUCATI OK – Se ieri il lavoro comparativo condotto con grande attenzione lo aveva un po’ messo da parte, oggi Andrea Dovizioso ha suonato la campana. Il forlivese, in sella alla Ducati, ha ottenuto il quarto crono della sessione in 1’59″562 dimostrando che la GP19 è competitiva, soprattutto con grip sull’asfalto. Una considerazione rafforzata anche dal nono tempo di Danilo Petrucci a 0″283 dal compagno di squadra. Tuttavia il vero interesse del team di Borgo Panigale, più che per la prestazione pura, era per la durata. Nel day-1, per stessa ammissione di Petrucci, la Rossa aveva sofferto l’innalzamento delle temperature facendo fatica ad essere veloce quando il circuito si era fatto più scivoloso. Ecco che in un pomeriggio estremamente caldo, nel quale si è visto poco, le due moto italiane si sono esibite una dietro l’altra, inanellando diversi giri sul passo del 2’00″5, con il “Dovi” che ha chiuso la sua serie con un buon 2’02″276 contro il 2’00″477 del teammate. Pertanto le risposte sono più che positive e ci sono motivi validi per cui essere fiduciosi.

YAMAHA CONSISTENTI – Se a Borgo Panigale si sorride, lo stesso lo si fa ad Iwata. La Yamaha è una moto che a Sepang è spesso andata forte e questi test lo stanno confermando: il primo e sesto tempo dell’iberico Maverick Vinales e di Valentino Rossi certificano che la M1 su questa pista è a proprio agio. Entrambi i centauri hanno voluto testare la consistenza della due ruote nipponica, avendo dei riscontri confortanti sia sul piano della prestazione pura (mostruoso l’1’58″897 di Maverick) e sia del consumo degli pneumatici, uno degli aspetti critici della Yamaha versione 2018. Per questo la seconda giornata malese può infondere ulteriore fiducia nel clan giapponese.

MARQUEZ CON IL MISURINO – La spalla ancora duole e il lavoro deve essere centellinato. Marc Marquez lo aveva detto. Non è al massimo e se ieri aveva un po’ stupito tutti stando davanti, oggi in quinta posizione ha dei connotati “più umani”. Il distacco dal vertice è di 0″893 ma gli stint di cinque/sei giri fatti per testare la Honda in condizioni da gara sono stati simili, come velocità, a quanto fatto dalla Ducati. La RC213V dunque dimostra di esserci, come dimostrato anche dal sorprendente britannico Cal Crutchlow. Cal, infortunatosi piuttosto seriamente alla caviglia nel GP d’Australia 2018, ancora non è al 100% e non è un caso che sulla sua moto la leva del freno posteriore sia all’altezza del manubrio. La quinta piazza vale decisamente molto per lui e per il Team LCR che sta lavorando intensamente per metterlo nelle migliori condizioni di guidare. Un Crutchlow protagonista anche di una caduta nel secondo settore del tracciato, fortunatamente però senza conseguenze.

RINS CHE PASSO – Tre le note liete anche il centauro della Suzuki. Tra le mani dell’iberico la creatura nipponica è stata veloce ed equilibrata. Il crono di 1’59″424 è notevole al pari della serie di tornate sciorinate con grandissima facilità sul 2’00” basso. E’ presto per parlare di possibile inserimento ai piani alti ma il buon Rins forse un pensierino può farlo.

APRILIA E KTM IN CRESCITA – Sono chiari anche i miglioramenti della moto di Noale ed austriaca. Aleix Espargaró (13°) ha fatto vedere una simulazione del passo gara degna di nota, molto vicina a quella fatta da Rossi nello stesso momento. Un segnale che il mezzo è competitivo anche se Andrea Iannone (18°) fa ancora fatica a comprendere come sfruttarlo al meglio. Bene, come detto, anche la KTM che con Johann Zarco (11°) ha fatto vedere delle ottime cose in termini di velocità e di costanza. La Casa di Mattighofen sta provando tanto materiale e i nuovi componenti aerodinamici e strutturali (nuovo serbatoio e scarico) stanno dando un beneficio in termini di tempo sul giro.

 

 

 

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Foto: LaPresse

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