Wayne Rainey critica Marc Marquez: “Se cadrà ancora così spesso ne pagherà il prezzo”


Non vi sono dubbi che Marc Marquez sia il riferimento nella categoria della MotoGP. I 7 titoli vinti in carriera nel Motomondiale e gli ultimi tre consecutivi nella classe regina sono sotto gli occhi di tutti. L’iberico è il numero uno dal punto di vista della prestazione pura e i rivali dovranno escogitare qualcosa di speciale per batterlo.

Tuttavia l’asso nativo di Cervera si è “distinto” per un altro aspetto, ovvero quello delle cadute che nel corso del 2018 ha raggiunto quota 27. Una costanza notevole nello scivolare, dettata anche dal suo stile di guida, che per sua fortuna è stato ricorrente in prova piuttosto che in gara e senza particolari conseguenze. Una tendeza che però potrebbe costar caro se questo trend dovesse replicarsi, pensando alle conseguenze fisiche che certi incidenti potrebbero avere.

E’ di questo avviso una delle leggende del Motorsport delle due ruote, ovvero l’americano Wayne Rainey, tre volte campione del mondo nella classe 500cc (dal 1990 al 1992), che proprio a causa di una caduta nel corso del GP di Misano del 1993 riportò la frattura della colonna vertebrale e la conseguente paralisi alle gambe: Se Marquez cadrà più di 20 volte anche l’anno prossimo, forse batterà se stesso. Quando sei giù dalla moto e scivoli a 200 km/h, forse sei ok per i primi due metri, ma poi quando lasci la pista può succedere di tutto. Spero che Marc possa trovare un modo per stare di più in sella altrimenti ne pagherà il prezzo“, ha dichiarato Rainey (fonte: motorsport.com), aggiungendo: “Non penso che per lui sia necessario correre questi rischi. Di solito il pilota migliore non cade così spesso, perché c’è il rischio di farsi male, anche se per ora gli è andata bene. E’ meglio finire il giro con due decimi di vantaggio che non finirlo affatto“.

Un invito alla prudenza quello dell’ex campione al fuoriclasse attuale e vedremo se Marc ascolterà o continuerà a deliziare la folla correndo sempre sul filo del rasoio.

 

 

 

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Foto: Valerio Origo

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