Ciclismo su pista, Coppa del Mondo Cambridge 2019: l’inseguimento a squadre femminile è sempre sul podio!

The Italian team compete to take the silver medal in the women's team pursuit race final of the track cycling at the Sir Chris Hoy velodrome during the 2018 European Championships in Glasgow on August 3, 2018. / AFP PHOTO / ANDY BUCHANAN


Prima giornata di gare per la prima tappa del nuovo anno per quanto riguarda la Coppa del Mondo di ciclismo su pista: massimo circuito internazionale che è volato in terra oceanica, precisamente a Cambridge, in Nuova Zelanda.

Cambiano le sedi di gara, ma non i risultati per il quartetto di inseguimento a squadre femminile che è sempre sul podio. Elisa Balsamo, Marta Cavalli, Martina Alzini e Letizia Paternoster (tutte davvero giovanissime, media età inferiore ai 22 anni) trovano una strepitosa terza piazza battendo in finale la compagine casalinga Subway New Zealand Track Trade Team. 4:18.069 il tempo più che positivo delle azzurre che in semifinale si erano dovute arrendere al Canada, poi secondo e sconfitto dalle padrone di casa neozelandesi (4:16.028).

Discorso diverso per gli uomini che, pur con un team rivoluzionato, non sfigurano e chiudono sesti: in gara Liam Bertazzo, Francesco Lamon, Stefano Moro e Michele Scartezzini, fuori al primo turno con il tempo di 3:56.731. Anche qui vince la Nuova Zelanda con un impressionante 3:50.159, battute Canada e Svizzera.

In scena anche le team sprint. A livello maschile sono ancora i Kiwi a trionfare, davanti ai cugini australiani e alla Francia. Tra le donne invece si impongono le cinesi dell’Holy Brother Cycling Team davanti a Francia e Polonia. Tredicesima piazza per le azzurre Martina Fidanza e Miriam Vece.

gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Lapresse

2 Replies to “Ciclismo su pista, Coppa del Mondo Cambridge 2019: l’inseguimento a squadre femminile è sempre sul podio!”

  1. ale sandro ha detto:

    Mi sembra naturale che nel biennio olimpico si sarebbero verificate prestazioni notevoli da parte di tante nazionali. La Nuova Zelanda ha pure naturalizzato l’australiano Jordan Kerby ,”scartato” dall’Australia dopo il titolo mondiale nell’inseguimento vinto nel 2017 , quindi è facile comprendere quanto sia alto il livello.

    Per noi i discorsi sono sempre gli stessi:
    -l’Italia è l’unica nazione nel medagliere dell’ultimo mondiale a non avere una sua struttura funzionante in modo continuativo (o a cui appoggiarsi come fanno certi piccoli stati con l’UCI) ,e con caratteristiche standard, da usare nella maniera più comoda;
    -i pistard italiani , e mi riferisco ai migliori , sono in netta prevalenza stradisti che seguono quella programmazione specifica, salvo trovare dei periodi in cui “infilare” la preparazione per alcuni degli eventi su pista, come una gara di coppa del mondo + mondiali , o come l’europeo o i giochi, nel caso di evento estivo.

    Siccome da ottimista e contemporaneamente realista quale sono, penso che l’Italia avrebbe tutte le carte in regola per giocarsela fino in fondo per portare a casa 6 podi su 6 a mondiali e olimpiadi nelle prove endurance, e credo che sarebbe un vero peccato mettersi in una situazione di continuo svantaggio da soli , ad inseguire nazionali che invece non fanno altro che preparare i loro migliori elementi al meglio.
    Ancora al maschile non ha provato l’Italia titolare preparata a dovere, perlomeno è il caso di vedere cosa sapranno fare quando ci saranno tutti, a questo punto direttamente al mondiale tra un mese.
    Mi aspettavo da parte delle ragazze il record nazionale che hanno sfiorato, me lo aspetto comunque a Hong Kong tra una settimana. Un tempo vicino ai 4’15 sarebbe comunque un buon segnale, visto che le varie Nuova Zelanda , Canada e Australia non stanno per ora facendo tempi inferiori a quello che ho citato, come fosse il loro standard di prestazione.

  2. Andry84 ha detto:

    Purtroppo, come prevedevo da 1 anno, per lottare per il podio a Tokyo servirà girare sul’ attuale record del mondo, e oltre ad Australia, GB, Danimarca e Nuova Zelanda che ero sicuro arrivassero su quei tempi , ora si fa pericoloso anche il Canada e squadre come Stati Uniti, Svizzera, Corea del Sud e Germania sono in costante miglioramento. Da settembre servirà un lavoro specifico, magari lasciando perdere un po’ la strada, per i 5 che andranno in Giappone, che credo saranno Viviani, Ganna, Consonni, Lamon e Bertazzo(a meno di una augurata crescita esponenziale di qualche giovane), per regalarsi almeno la possibilità di lottare per un posto sul podio.
    Stesso discorso al femminile dove probabilmente servirà addirittura un tempo sul 4.12 per lottare per il terzo posto.

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