Ciclismo, Alberto Contador: “Vincenzo Nibali dovrà stare attento ad Egan Bernal, è davvero fortissimo”


È stato sicuramente uno dei più importanti interpreti delle corse a tappe nel Nuovo Millennio, uno dei corridori più spettacolari in assoluto: Alberto Contador resterà a lungo nel cuore di tanti dei tifosi del grande ciclismo. L’iberico, ritiratosi nel 2017, è stato intervistato da Ciro Scognamiglio de La Gazzetta dello Sport e ha parlato ovviamente su ciò che potrà accadere in questa stagione nel World Tour.

Prima però un momento nostalgia: “Ho lasciato in un momento perfetto, ancora al top, e conservando un ricordo fantastico anche degli ultimi giorni. Avrei potuto continuare per due o tre anni, avevo buone opzioni… Però sa, pure i progetti della vita personale, come quello di diventare padre, chiedevano spazio. Manca il gusto della competizione, perché sono un agonista nato. Al contrario, mi sono finalmente liberato della schiavitù soprattutto alimentare. Dovevi stare sempre attento, al limite… Poi, la tensione delle gare e la paura delle cadute”.

Froome riuscirà a vincere il suo quinto Tour? “Sì, ce l’ha nelle gambe oltre ad avere una squadra come Sky che immagino al suo fianco, dopo che Thomas lo scorso anno ha colto bene la sua opportunità. Poteva essere un rivale grande… Bernal, ma prima farà il Giro d’Italia. Chris ha molte possibilità”. 

Sulla possibilità di una doppietta Giro-Tour: “Ci vogliono percorsi adatti e una squadra molto, ma molto forte. Se tanti rivali di Chris optano per fare Giro e Tour… in un certo senso gli faciliteranno un po’ il lavoro in Francia. Non tutti i corpi in un mese sono in grado di recuperare uno sforzo come il Giro d’Italia. Nel 2011 avevo preparato molto bene il Giro, mentre il Tour fu deciso all’ultimo. Andai bene, ma ebbi una giornata storta e addio. Comunque, nel 2018 Dumoulin ha sfiorato il Giro e pure il Tour mostrando un livello consistente, come Froome. Una cosa è la teoria, una la pratica. Ogni atleta è un mondo”.

Entrando nel dettaglio, quest’anno ci proverà Vincenzo Nibali: “Resta una sicurezza. Però il recupero gioca un ruolo fondamentale e io ho notato che nel 2015 il mio corpo al Tour non recuperò gli sforzi al Giro. Cinque anni prima sarebbe stato diverso. Mi sembra una scommessa ambiziosa la sua, non ha più 28-29 anni”.

Uno dei rivali più pericolosi per Nibali al Giro sarà Bernal: “Per me è davvero fortissimo! Ha potenzialità e capacità che fanno quasi paura”.

Su Aru e Quintana, in crisi nel 2018: “Molti pensano che abbiano già raggiunto il loro massimo, il ‘tetto’. Loro lo sanno e ne trarranno la motivazione extra per tornare grandi”.

gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: strenghtofframeITA / Shutterstock.com

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