Scacchi, Mondiale rapid 2018: il russo Daniil Dubov vince superando tutti i big, Carlsen compreso. Alla cinese Ju Wenjun il torneo femminile

Daniil Dubov | Credits: StockphotoVideo / Shutterstock


Si conclude con un risultato fuori dai canoni scontati il Mondiale rapid di scacchi 2018 a San Pietroburgo: il vincitore è profeta in patria, e risponde al nome di Daniil Dubov. 22 anni, di Mosca, questo Grande Maestro già tra i primi 50 in tutti i ranking FIDE ha concluso il torneo con 11 punti su 15 dopo esser partito da numero 25 tra i giocatori presenti nel torneo. Dubov ha concluso la sua tre giorni da imbattuto, in considerazione delle sue sette vittorie ed otto patte, sufficienti in un torneo che ha riservato sorprese a ripetizione. Si è giocato con una cadenza di 15 minuti per giocatore con incremento di 10 secondi per mossa, mentre i turni disputati nel torneo maschile sono stati 15 e in quello femminile 12.

Quattro uomini hanno seguito Dubov ad appena mezzo punto di distanza: l’azero Shakhriyar Mamedyarov, l’americano Hikaru Nakamura, il russo Vladislav Artemiev e il norvegese Magnus Carlsen, che secondo i criteri di spareggio tecnico sono classificati in questo ordine. Ognuno di loro ha da recriminare qualcosa: Mamedyarov la sconfitta nel decimo turno contro il russo Maxim Matlakov, Nakamura la defaillance contro l’armeno Tigran L. Petrosian (non parente dell’asso sovietico degli Anni ’50, ’60 e ’70), Artemiev i due zeri del quarto e quinto incontro, Carlsen le due sconfitte nei primi due turni e quella contro l’ucraino Zubov nel settimo.

A due turni dalla fine quindici giocatori avrebbero potuto ancora vincere il torneo, ma tra patte e suicidi nel finale (il russo Ian Nepomniachtchi ne sa qualcosa) il lotto dei pretendenti si è ridotto ai cinque sopracitati. A Carlsen è toccato Nakamura, il peggior cliente possibile per lui nel gioco rapid: tra il Campione del Mondo assoluto e l’americano è stata siglata la patta, così come tra Mamedyarov e Dubov e tra Artemiev e il connazionale Sergej Karjakin, arrivato nel gruppo a quota 10 assieme ad altri big: l’olandese Anish Giri, gli altri russi Alexander Grischuk e Dmitry Jakovenko e il cinese Yu Yangyi. Quest’ultimo, fino a tre turni dalla fine, era al comando del torneo, ma una patta con Giri e una sconfitta con Nakamura lo hanno tagliato fuori, mentre è finito ancora più indietro il connazionale Wang Hao (9,5 al pari del precedente detentore del titolo, l’indiano Viswanathan “Vishy” Anand). La maggior sorpresa del Mondiale rapid, però, l’ha firmata il GM iraniano Ailreza Firouzja: partito come numero 169 del tabellone, con un ELO rapid di 2412, ha messo insieme 10 punti, arrivando nel gruppo in sesta posizione tra lo stupore generale. Altrettanto rumore ha fatto il pessimo rendimento dell’armeno Levon Aronian, incappato in tre giornate no e finito a 7,5 punti.

Per quanto concerne il torneo femminile, l’ultimo giorno si è svolto senza particolari scossoni per quanto riguarda il nome della vincitrice: la cinese Ju Wenjun. Partita come seconda miglior giocatrice del lotto, la GM asiatica ha chiuso con 10 punti sui 12 disponibili, staccando di una lunghezza la coppia formata dall’IM (sigla che, in inglese, sta per International Master, Maestro Internazionale) iraniana Sarasadat Khadelmalsharieh e dalla GM russa Aleksandra Goryachkina. Più indietro le sorelle ucraine Muzychuk (Anna nel gruppo delle quarte a 8,5, Mariya in decima posizione con altre sei giocatrici a quota 8).

Da domani la maggior parte dei giocatori e delle giocatrici sarà impegnata nel Mondiale blitz, che si disputa su due giorni con la cadenza di gioco di 3 minuti a testa più 2 secondi di incremento. Si giocherà un totale di ventuno turni.

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federico.rossini@oasport.it

Credits: StockphotoVideo / Shutterstock

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