OSCAR 2018 – Lo sportivo italiano dell’anno è… La top 20: dai trionfi di Molinari alle magie olimpiche di Goggia, Moioli e Fontana


Il 2018 è stato un anno meraviglioso per lo sport italiano che ha vissuto e ammirato tantissimi successi. Come da tradizione OA Sport conferisce i suoi premi e onora i migliori atleti azzurri della stagione che si sta per concludere con i consueti Oscar.

Arriva il momento della speciale classificata riservata allo sportivo italiano dell’anno: la classifica generale, il premio più ambito. Una top 20 tutta azzurra che ha preso in considerazione tutti gli sport, ha valutato le grandi vittorie e i migliori risultati.

 

PRIMO POSTO – FRANCESCO MOLINARI:

Il Paladino indiscusso, il dominatore della scena sportiva italiana per l’intera stagione, l’uomo che ha scritto la storia e che ha inciso sulla pietra perenne la sua magica leggenda, un epocale gladiatore che ha fatto conoscere il golf in tutta Italia e che lo ha portato in una dimensione a suon di trionfi. Un Campione alla mano, fuori dal comune per la capacità di toccare l’eccellenza ma così legato al pubblico, al popolo dello sport che lo ha sostenuto nella stagione dei sogni, quella che non credevi fosse possibile.

Chicco è semplicemente quello delle prime volte, quello che sigla nuovi record destinati a rimanere dei capisaldi per l’eternità. Primo italiano a vincere un Major (il mitico Open Championship), primo italiano a conquistare un torneo su suolo americano, primo italiano a risultare il miglior golfista europeo dell’anno: ha sfondato muri e barriere come solo lui i più grandi sanno fare. Moli-moli-moli-nari urlavano i tifosi dell’Europa durante la Ryder Cup, quando conquistò addirittura cinque punti in cinque incontri giocati e contribuiva in maniera decisiva alla conquista del trofeo più prestigioso.

 

SECONDO POSTO – SOFIA GOGGIA:

Nel cuore della notte ha fatto sobbalzare sul divano chi ha seguito la sua commovente discesa alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang, non è stata un ladro che di rapina rubava la medaglia d’oro ma è semplicemente stata la più forte in una giornata che non dimenticherà più per tutta la vita. Eravamo a febbraio, una Befana più splendida che mai, con qualche settimana di ritardo si calava dai camini degli italiani e regalava qualcosa di incredibile, un’emozione unica e mai provata: Sofia Goggia è stata la prima azzurra capace di trionfare nella discesa a cinque cerchi, sfatando un tabù che sembrava eterno.

La bergamasca ha pennellato dal primo all’ultimo metro, mettendo in fila tutte le rivali e facendoci provare anche qualche brivido quando si era palesato il rischio beffa chiamato Mowinckel. La stagione della nostra sciatrice di punta si completa con la conquista della Sfera di Cristallo di specialità, un altro sigillo su un’annata che rimarrà indimenticabile per una ragazza acqua e sapone che ha catturato l’attenzione di amanti dello sport e non con la sua proverbiale simpatia e genuinità. L’aspettiamo al più presto, deve lasciarsi alle spalle un infortunio.

 

TERZO POSTO – ARIANNA FONTANA:

La migliore atleta delle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018: questo è stato il riconoscimento dato alla valtellinese in occasione della presentazione della candidatura di Milano-Cortina 2026 a Tokyo. L’azzurra ha emozionato a livello internazionale e i risultati acquisiti hanno convinto la grande platea a conferirle il premio, ampiamente meritato per quanto ha messo in mostra sul ghiaccio sudcoreano: 8 medaglie a cinque cerchi (è entrata nel pantheon delle italiane plurivincitrici nell’evento più importante), sempre sul podio da Torino 2006, questa volta conquista anche l’agognata medaglia d’oro sui 500 metri portando a casa ben tre allori (uno per ogni metallo, argento in staffetta e bronzo sui 1000 metri).

La nostra portabandiera ha ruggito in lungo e in largo, dettando la sua legge grazie a una classe, a un talento e a una caparbietà fuori dal comune. La 28enne non ha mai vacillato nell’atto conclusivo, colossi come Choi Min-jeong, Yara van Kerkhof, Kim Boutin, Elise Christie si sono dovute arrendere sotto i colpi dell’icona del nostro short track che non smette mai di stupire e di incantare, inanellando una serie di risultati degna dei più grandi fenomeni di tutti i tempi.

 

QUARTO POSTO – MICHELA MOIOLI:

Genuina, simpatica, talentuosa. Fortissima. Vincente. Semplicemente la Campionessa Olimpica di snowboardcross, la prima italiana capace di vincere un oro a cinque cerchi in questo sport, la prima azzurra a piangere di gioia su una tavola nell’evento più importante. A PyeongChang ha sbriciolato le avversarie con una forza fuori dal comune, ha spinto costantemente surclassando una spietata concorrenza: quel giorno, sulle nevi sudcoreane, era semplicemente la più forte del Pianeta e lo ha ribadito turno dopo turno pennellando delle linee da urlo che hanno vanificato i tentativi delle stelle straniere.

La 23enne completa la stagione perfetta conquistando anche la Sfera di Cristallo, a dimostrazione che l’exploit olimpico non è stato un caso perché la nativa di Alzano Lombardo è stata estremamente continua nell’arco dell’intera stagione, vincendo addirittura cinque tappe in Coppa del Mondo (stupendo il sigillo di Cervinia, pazzesca la doppietta di Feldberg nel giro di 24 ore). La nuova stagione, iniziata dopo un intervento chirurgico, potrebbe regalarle nuove gioie.

 

QUINTO POSTO – RUGGERO TITA e CATERINA BANTI:

Siamo un Paese di santi e di navigatori, sempre sul pelo dell’acqua, sempre capaci di interpretare al meglio le correnti e il vento, di dominare gli elementi e di consacrarsi. L’Italia della vela sogna con questa coppia mista che chiude la stagione perfetta: Ruggero Tita e Caterina Banti sono i padroni incontrastati della classe Nacra 2017.

C’è dell’oro in Polonia e in Danimarca, tra Gydnia e Aarhus vincono Europei e Mondiali dominando in lungo e in largo, col loro catamarano olimpico alzano al cielo anche la Coppa del Mondo chiudendo la stagione perfetta da veri fuoriclasse. Il mirino è ora puntato sulle Olimpiadi di Tokyo 2020, ci sono tutti gli ingredienti per sognare in grande.

 

SESTO POSTO – ALESSIO FOCONI:

Il colpo di mano che non ti aspetti, il lampo di genio a quasi 29 anni quando in pochi ci credevano, il sigillo di un ottimo schermitore che ha ottenuto sempre risultati positivi ma che faticava a consacrarsi a livello individuale, un ottimo uomo squadra che nella gara più importante dell’anno si esalta infilzando tutti gli avversari e laureandosi magicamente Campione del Mondo. Lo show di Wuxi è stato d’antologia, il ternano non era mai riuscito a conquistare una medaglia internazionale (eccezion fatta per il titolo ai Giochi Europei 2015) ma in Cina ci ha creduto fin dalla prima stoccata e ha lasciato soltanto le briciole a una concorrenza spietata.

Alessio Foconi si destreggia a meraviglia sulle pedane e trionfa nel fioretto, poi con i compagni bissa il successo nella prova a squadre: una doppietta magnifica che solo i più grandi della storia sono riusciti a completare nell’arma dolce, l’azzurro entra in una nuova dimensione e fa sognare in grande. nulla è impossibile, col talento e con il lavoro si possono ottenere i massimi risultati (non dimentichiamoci anche dell’argento a squadra agli Europei).

 

SETTIMO POSTO – ALICE VOLPI:

L’esplosione tanto attesa è arrivata, la schermitrice toscana si è consacrata: nel 2017 si era fermata sul più bello dovendosi accontentare di bronzo agli Europei e argento ai Mondiali, quest’anno compie l’ultimo decisivo salto di qualità e troneggia, conquista lo scettro del Pianeta fioretto e mette il proprio nome nell’infinito albo d’oro delle azzurre vincenti in questa arma. La tradizione si rinnova, la nuova Campionessa del Mondo è un concentrato di forza ed esplosività, una 26enne toscana tutta verve e grinta che a Wuxi non ha fatto sconti, non ha sbagliato nulla e si è messa al collo una meritatissima medaglia d’oro al termine di un’autentica cavalcata. Peccato che non sia arrivata la doppietta con il Dream Team, “solo” argento dopo il trionfo continentale. La Coppa del Mondo persa per 37 punti in favore di Inna Deriglazova grida vendetta, nella prossima stagione si può inseguire anche questo traguardo.

 

OTTAVO POSTO – SIMONA QUADARELLA:

Quadabella, come la tripletta d’oro agli Europei. La Regina di Glasgow, l’Imperatrice del Vecchio Continente, l’assoluta protagonista dell’Italia nella vasca britannica, la dominatrice incontrastata di una rassegna in cui ha espresso tutto il suo infinito talento, in cui è sbocciata in tutta la sua bellezza: ha illuminato la scena con una nuotata di grande classe, con uno stile impeccabile, con una naturalezza fuori dal comune.

Era già emersa ai Mondiali 2017 conquistando il bronzo sui 1500 stile libero, quest’anno ha fatto molto di più con un magico tris a soli 19 anni: la laziale sale sul gradino più alto del podio su 400, 800 (record nazionale) e 1500, il fondo e mezzofondo è tutto suo, in pieno stile Ledecky anche se in contesto circoscritto. E poi in chiusura l’argento sugli 800 ai Mondiali in corta, vasca da lei non così amata. Cresce stagione dopo stagione, ormai è una protagonista assoluta dello sport italiano e potrà regalarci grandi soddisfazioni ancora per lungo tempo vista la sua età.

 

NONO POSTO – MARA NAVARRIA:

La mamma con la spada in mano, una schermitrice di puro talento che fino a questa stagione aveva ottenuto meno di quanto meritasse, la classe non è mai mancata alla friulana che è riuscita a tornare alla grande dopo aver dato alla luce Samuele e che dopo un lungo inseguimento ha ottenuto l’alloro che tanto desiderava: Campionessa del Mondo nella cornice di Wuxi, contro tutti i pronostici è riuscita a scalare una montagna e a guardare tutte dall’alto in basso. A 33 anni ha ottenuto la gioia sportiva più bella della carriera, tutta da dedicare al compianto coach Oleg Pouzanov. E ora si sogna verso le Olimpiadi 2020, la maturità e l’esperienza possono essere le armi vincenti per la nuova Navarria, ora decisamente più forte e convinta dei proprio mezzi.

 

DECIMO POSTO – FILIPPO GANNA:

Ha solo 22 anni ma ha già vinto due Mondiali, un talento provetto che nonostante la giovane età si è già espresso ai massimi livelli e che brilla di luce propria. Nell’inseguimento individuale è un vero fenomeno, dopo il sigillo iridato del 2016 è riuscito a replicarsi in questa stagione: lo show di Apeldoorn è di rara bellezza, un trionfo chiaro e netto per una delle grandi promesse del nostro ciclismo su pista (e non solo) che ha battuto nuovamente un colpo dopo l’exploit di Londra.

In terra olandese ha guidato il quartetto verso il bronzo, poi agli Europei di Glasgow è arrivato il tanto atteso oro con la squadra demolendo la Francia in finale. Peccato che la rassegna continentale non abbia sorriso a livello individuale ma il piemontese è stato praticamente perfetto per tutta la stagione e ora è pronto per accasarsi al Team Sky dove potrà continuare a crescere per togliersi anche delle soddisfazioni su strada.

 

UNDICESIMO POSTO – MARGHERITA PANZIERA:

2:06.18. Non sono i numeri da giocare al lotto ma il vertiginoso tempo siglato dalla veneta agli Europei, il suo 200 dorso è stato semplicemente sublime e il tempo materializzatosi al tocco della piastra ha lasciato tutti a bocca aperta: record dei campionati e record italiano, addirittura decimo crono di tutti i tempi, una prestazione che avrebbe permesso all’azzurra di salire sul podio alle ultime Olimpiadi e ai Mondiali.

La 23enne si è lasciata alle spalle un momento complicato, ormai non ha più incertezze ma anzi è sempre più convinta delle proprie potenzialità e sembra volare sull’acqua, una fuoriclasse ormai ai vertici internazionali del movimento che può giocarsela con chiunque per il massimo traguardo e che non lascia mai nulla al caso. A margine di un 2018 da incorniciare vanno ricordati il poker d’oro ai Giochi del Mediterraneo (100-200 dorso, 4×100 misti, 4×200 stile) e il bronzo nella 4×100 misti ai Mondiali in vasca corta. Ha ruggito in maniera divina, proprio come il leone che si è tatuata sulla schiena.

 

DODICESIMO POSTO – ANGELO CRESCENZO:

Straordinario, capace di scrivere un piccolo pezzetto di storia del karate italiano, il Campione del Mondo dei 60 kg: il 25enne è stato letteralmente incredibile sul tatami di Madrid, alla sua prima apparizione nella rassegna iridata seniores ha timbrato il cartellino e ha ribadito di essere il più forte del Pianeta in questa categoria di peso dopo che era già riuscito a mettersi in luce conquistando l’argento agli Europei di Novi Sad e vincendo la tappa di Premier League a Berlino.

Il campano ha fatto saltare il banco in un’epocale finale contro il giapponese Naoto Sago, battere un atleta del Sol Levante è sempre estremamente complicato e l’azzurro è riuscito nell’intento con un micidiale calcio alla testa negli ultimi secondi che lo ha letteralmente consacrato. I 60 kg non sono olimpici ma Crescenzo potrà partecipare tra i 67 kg se riuscirà a essere tra i primi due del ranking internazionale, la strada verso Tokyo 2020 è già tracciata.

 

TREDICESIMO POSTO – PIERO CODIA:

Sorpresa iperuranica, il numero leggendario che nemmeno il più temerario avrebbe auspicato, uno show inverosimile dalla corsia 8: si presenta in finale con l’ultimo tempo di accesso, parte al largo e sorprende tutti con una nuotata fuori dal normale, un numero che stravolge le regole del nuoto italiano e non solo, Campione d’Europa sui 100 farfalla nel modo più incredibile e inatteso.

La gara nella vasca di Glasgow è stata semplicemente memorabile, destinata a rimanere in eterno nella memoria di tutti gli appassionati, una pietra miliare nel libro dell’impossibile: nemmeno lui credeva di poter toccare la piastra per primo, è partito a razzo virando in 23.42 e poi si è involato con un 50 di ritorno sublime che gli ha permesso di chiudere col tempo di 50.64 (record italiano, un crono da medaglia olimpica). Basta crederci, il 29enne ci ha regalato una lezione di vita e di sport davvero indimenticabile.

 

QUATTORDICESIMO POSTO – ELIA VIVIANI:

Il ciclista più vincente al mondo nel 2018! Un primato invidiabile per il nostro velocista di punta che è definitivamente esploso dopo essere passato alla Quick-Step Floors: nello squadrone belga è riuscito a trovare la fiducia di cui aveva bisogno, il treno che gli è stato messo a disposizione ha sempre risposto presente, lui è stato semplicemente sublime in tutti gli sprint disputati e i 18 successi su strada vanno assolutamente rimarcati. Il veronese ha alzato le braccia al cielo fin dalle prime gare del calendario internazionale e non si è praticamente più fermato: quattro sigilli al Giro d’Italia (con annessa maglia ciclamino), il Campionato Italiano su un tracciato non di certo adatto alle sue caratteristiche, il bis alla Classica di Amburgo, tre tappe alla Vuelta di Spagna. E peccato per quella Gand-Wevelgem sfuggita per questione di centimetri dopo il duello con Peter Sagan.

Non solo la strada, il Campione Olimpico dell’omnium è tornato a gareggiare anche in pista e i risultati gli hanno subito dato ragione: oro con l’inseguimento agli Europei di Glasgow e argento nell’omnium, poi sul finale di stagione il terzo posto in Coppa del Mondo a Londra. Il 29enne ha compiuto il decisivo salto di qualità e ora può guardare con fiducia al futuro, i Mondiali 2019 sembrano essere perfetti per le sue caratteristiche e poi la corsa verso le Olimpiadi 2020 entrerà nel vivo.

 

QUINDICESIMO POSTO – FEDERICO PELLEGRINO:

Il Camoscio delle Alpi torna a casa da PyeongChang con una luccicante medaglia d’argento nella sprint, alle Olimpiadi il valdostano ha sognato a lungo di fare il colpaccio, ha cercato di battagliare fino in fondo col colosso norvegese Johannes Klaebo, ha provato a impensierirlo metro dopo metro ma poi lo scandinavo si è rivelato più forte. Il sigillo del Cavaliere è pesantissimo perché conquistato nella tecnica a lui meno cara, perché ottenuto alle spalle di un autentico fenomeno, perché è la prima medaglia a cinque cerchi di una carriera monumentale impreziosita già da un titolo mondiale e da una Coppa del Mondo: lui è lo sci di fondo in Italia, non bisogna mai dimenticarlo stagione dopo stagione.

 

SEDICESIMO POSTO – VINCENZO NIBALI:

Un Campione d’altri tempi, un atleta vecchio stampo, di quelli che non nascono tutti i giorni, di quelli che andrebbero clonati e conservati a lungo. Ogni sua pedalata è un’emozione, quando è in gara riesce sempre a inventarsi una fantastica magia, attacca dando sempre l’anima, provando il tutto per tutto e riuscendo così a regalare delle emozioni a tutti gli appassionati di ciclismo, scaldando i cuori e riportandoci indietro a un’era che non c’è più.

La sua vittoria alla Milano-Sanremo è una delle pagine più belle della stagione sportiva italiana, l’attacco sul Poggio in solitaria, il volo in discesa e la grinta messa nel finale sono degli scatti di un’impresa fuori dal comune che ha permesso all’Italia di festeggiare nella Classica di casa dopo un lunghissimo digiuno. Un uomo capace di imporsi sia nelle grandi corse a tappe che nelle Monumento, un unicum nel ciclismo contemporaneo che meritava più fortuna: poteva lottare per vincere il Tour de France e invece uno spettatore sciagurato lo ha fatto cadere sull’Alpe d’Huez, costringendolo a un’operazione che gli ha impedito anche di essere competitivo ai Mondiali.

 

DICIASSETTESIMO POSTO – MARCO CECCHINATO:

40 anni dopo Corrado Barazzutti. Da ben quattro decenni un italiano non riusciva a raggiungere la semifinale in un torneo del Grande Slam, il siciliano compie un’autentica cavalcata al Roland Garros e si supera andando ben oltre i pronostici della vigilia: il 26enne batte Carreno Busta, un top player come Goffin, poi ai quarti di finale mette in croce Novak Djokovic (che stava tornando al top, avrebbe poi vinto Wimbledon e US Open), si arrende soltanto in semifinale a Thiem. Chiude la stagione al numero 20 del ranking ATP, ha sempre ben figurato in una stagione indimenticabile che si spera possa essere ripetuta in futuro.

 

DICIOTTESIMO POSTO – ELENA BERTOCCHI e CHIARA PELLACANI:

Il miracolo d’oro, quello conquistato contro ogni pronostico e contro ogni logica in una giornata semplicemente magnifica per l’Italia agli European Championships, la rassegna continentale si chiude col botto per la nostra Nazionale anche grazie alla magia delle due tuffatrici che confezionano un’incredibile vittoria nel sincro da tre metri, nel solco della tradizione di Cagnotto e Dallapè.

Le azzurre si sono rese protagoniste di una prova magistrale riuscendo a mettersi alle spalle la Germania e la Russia, due potenze che sulla carta ci erano superiori ma che si sono dovute chinare al cospetto delle nuove Campionesse d’Europa. Una gioia incredibile soprattutto per la Pellacani, classe 2002 che a nemmeno 16 anni compiuti è riuscita a salire sul gradino più alto del podio nella gara più importante dell’anno.

 

DICIANNOVESIMO POSTO – ALESSANDRO MIRESSI:

Re dello Sprint, Imperatore della gara regina, turbojet in vasca, Campione d’Europa sui 100 stile libero. Ad appena 19 anni si consacra nella vasca di Glasgow, diventando il quinto italiano di tutti i tempi a conquistare il titolo continentale sulla distanza simbolo, sciorinando una nuotata sbalorditiva, sempre in pista ed estremamente efficace che ha steso avversari di altissima caratura, inginocchiatisi al cospetto di un ragazzone di due metri che ha sciorinato tutto il suo talento nell’evento più importante della stagione.

Abbiamo assistito alla consacrazione di un giovane fenomeno che ha di fronte a sé un futuro roseo, un ragazzo che ha trionfato nella gara simbolo del nuoto realizzando un sogno da bambino. E non vanno dimenticati l’argento con la 4×100 stile e il bronzo con la 4×100 misti mista, a corollario di una stagione di lusso.

 

VENTESIMO POSTO – FRANCESCO BAGNAIA:

L’unico italiano capace di vincere un Mondiale nel motorsport, la stagione non è stata eccezionale tra le difficoltà della Ferrari e di Vettel in F1, il terzo posto di Valentino Rossi in MotoGP e la seconda piazza di Tony Cairoli nel motocross. Ci pensa il piemontese a portarci sul gradino più alto del podio trionfando tra le Moto2 con un’autorevolezza fuori dal comune: l’alfiere dello Sky Racing Team VR46 ha vinto ben otto gare e l’apoteosi finale è il giusto premio di una stagione fuori dal comune. Il 21enne può davvero essere il nome nuovo del nostro motociclismo, ora è atteso dal passaggio in MotoGP: riuscirà a dire la sua anche nella massima categoria?

 

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Foto: Pier Colombo

2 Replies to “OSCAR 2018 – Lo sportivo italiano dell’anno è… La top 20: dai trionfi di Molinari alle magie olimpiche di Goggia, Moioli e Fontana”

  1. lorenzo95 ha detto:

    Mi rendo conto che è estremamente complicato stilare delle classifiche, però credo che i quattro ragazzi del canottaggio, medaglia d’oro ai mondiali, e le ragazze del basket 3×3, anche loro oro ai mondiali, meriterebbero di entrare in classifica.

    1. Federico Militello ha detto:

      Caro Lorenzo, non potevamo averli dimenticati: per loro ci sarà spazio nella classifica riservata alle squadre.

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