Tennis, ATP Finals 2018: il borsino dei favoriti. Djokovic il più in forma, ma dietro Federer occhio alle sorprese

Novak Djokovic | Credits: lev radin / Shutterstock


Si apriranno domenica le ATP Finals numero 49 della storia del tennis maschile. Gli otto presenti sono compresi tra i primi dieci del mondo, ma ci sono due elementi mancanti: Rafael Nadal e Juan Martin Del Potro. Lo spagnolo ha dato forfait per un’operazione alla caviglia, l’argentino sta invece recuperando da una frattura alla rotula destra occorsa nella tournée asiatica. Andiamo a comprendere il ruolo che potrà recitare ciascuno dei partecipanti al torneo di fine anno: per l’elenco si segue l’ordine nel quale i giocatori si trovano nell’ultima classifica stilata dall’ATP lo scorso lunedì.

NOVAK DJOKOVIC
Il serbo arriva a Londra da numero uno del mondo, posizione che manterrà fino alla fine dell’anno in ragione dell’assenza di Nadal. Il suo ruolo è quello del favorito naturale, ma bisogna vedere quanta benzina gli è rimasta in corpo alla fine di una seconda parte di stagione che lo ha visto bruciare qualsiasi tappa nella corsa alla vetta del ranking. Potrebbe avere qualche grattacapo nel girone, ma non tale da escluderlo dal torneo.

ROGER FEDERER
Lo svizzero assume il ruolo di palese secondo favorito, che probabilmente avrebbe mantenuto anche se ci fosse stato Nadal. Negli ultimi tempi ha avuto inusuali problemi al servizio, come pure di un polso destro che non gli è stato amico, da Wimbledon in avanti, per tre mesi. Amante di questo genere di condizione di gioco, ha perso con tutti e tre i giocatori nel suo girone (Anderson, Nishikori e Thiem), ma in quest’occasione non dovrebbe aver problemi.

ALEXANDER ZVEREV
Il tedesco, numero 5 del ranking mondiale, continua nella sua paradossale parabola: bene, benissimo nei Masters 1000, con la vittoria di Madrid, due finali e due semifinali, un po’ meno bene negli Slam, dove però qualche miglioramento si vede. Dovrà probabilmente giocarsi con Cilic l’ingresso in semifinale. Come terzo favorito è più che credibile, sta a lui mantenere le promesse.

KEVIN ANDERSON
Si pensava che la finale degli US Open dello scorso anno fosse un fuoco di paglia, e invece il sudafricano non solo ha saputo tenere il ritmo dei big, ma è anche arrivato in fondo a Wimbledon battendo Federer nei quarti, prima di cedere in finale a Djokovic. Più del penultimo atto, in teoria, è difficile che possa fare, ma stiamo parlando dell’uomo delle sorprese in quest’ultimo anno e mezzo, perciò c’è da aspettarsi di tutto.

MARIN CILIC
Il croato, che lo si voglia o meno, è sempre lì. Numero 7 ATP, quarti di finale in tre Slam su quattro, una certa costanza nei 1000: il materiale per far bene c’è tutto, ma esiste una coppia di piccoli problemi: Djokovic e il record negativo con Zverev. Per Cilic l’obiettivo della semifinale è davvero arduo, ma il tennis si gioca ovunque meno che sulla carta.

DOMINIC THIEM
Ad oggi, sul duro, l’austriaco forse non vale l’ottava posizione mondiale. Delle sue diciotto finali, soltanto quattro sono giunte fuori dal rosso. Detto questo, qualche segnale di crescita c’è: i quarti di finale agli US Open, la semifinale a Parigi Bercy. Il problema è che, dovendo scegliere, è proprio lui uno dei due seri candidati a salutare subito il torneo dei Maestri, se non altro per aver pescato un girone non esattamente di suo gradimento.

KEI NISHIKORI
Il giapponese entra per la quarta volta nell’ultimo torneo dell’anno, nel quale ha raggiunto per due volte la semifinale. La sua è stata un’annata di rincorsa, partita dai tornei Challenger e finita in crescendo, con la semifinale agli US Open, i quarti a Shanghai e Parigi-Bercy e la nona piazza nel ranking ATP. Certo, non è il favorito numero uno, ma ciò non toglie che potrebbe essere un significativo creatore di problemi. Sarà decisivo il match con Kevin Anderson.

JOHN ISNER
Di tutti i giocatori impegnati a Londra, il gigante americano, numero 10 del mondo, è quello che appare con minori possibilità di avanzare. Nonostante la qualificazione, ottenuta con i forfait di Nadal e Del Potro, queste Finals d’esordio gli risulteranno parecchio complicate: se Thiem è il principale indiziato a uscire subito nel girone di Federer, lui lo è in quello di Djokovic.





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federico.rossini@oasport.it

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