Volley femminile, Mondiali 2018: l’Italia si arrende sul più bello, azzurre d’argento. La Serbia vince al tie-break

L’Italia ha sognato per oltre due ore, ha accarezzato il sogno del trionfo iridato, ha sperato fino all’ultimo di bissare l’apoteosi di Berlino ma questa volta a Yokohama (Giappone) ci siamo spente sul più bello. La Serbia ha sconfitto la nostra Nazionale per 3-2 (21-25; 25-14; 23-25; 25-19; 15-12) nella Finale dei Mondiali 2018 di volley femminile e ha così conquistato il suo primo titolo mentre l’Italia si deve accontentare della medaglia d’argento, il secondo podio della nostra storia dopo l’oro ormai lontano 16 anni. Le slave firmano la doppietta dopo aver conquistato gli Europei dodici mesi fa, l’Italia lascia il Sol Levante con un pizzico di amaro in bocca dopo aver emozionato per tre settimane ma questo risultato è un punto di partenza perché ottenuto da una squadra giovane (23 anni di media) e che ha un futuro davanti, già verso le Olimpiadi di Tokyo 2020.

Il sogno si è infranto sul più bello, l’oro era davvero a portata di mano: eravamo avanti 2-1 ma nel momento cruciale del tie-break è mancato quel pizzico di esperienza, abbiamo commesso un paio di imprecisioni cruciali sulle palle più scottanti e si è vista tutta la classe delle vicecampionesse olimpiche che sono abituate a giocare questo tipo di incontri. La compagine guidata dal CT Davide Mazzanti ha fatto emozionare tutto un Paese, ora bisognerà guardare più avanti sperando che ci siano altre occasioni.

Oggi non sono bastati i 33 punti di una stratosferica Paola Egonu, miglior marcatrice del torneo che però è stata servita poco nella fase clou del parziale decisivo da Ofelia Malinov, a tratti imprecisa al pari della schiacciatrice Miriam Sylla (10) che oggi ha sbagliato tanto in fase offensiva. Le centrali Anna Danesi e Cristina Chirichella hanno faticato a ingranare, un plauso alle veterane Lucia Bosetti (14) e Monica De Gennaro che però si sono dovute inchinare al cospetto del fenomeno Tijana Boskovic (26 punti, ha perso il duello con Egonu ma ha trascinato la sua squadra al successo) e Brankica Mihajlovic (19), eccezionale la regia di Maja Ognjenovic.

L’Italia piazza subito il break in apertura di primo set: 5-2 grazie a una battuta out di Mihajlovic e a un muro di Danesi su Rasic che poi sbaglia il primo tempo. Voliamo sul +4 al primo time-out tecnico con un contrattacco di Sylla e un primo tempo di Danesi. Ace di Sylla e muro di Bosetti su Boskovic (12-9), nuova accelerazione con Bosetti e contrattacco di Egonu (15-12). Paola si esalta con una sassata e un mani fuori (19-15), conserviamo il vantaggio con grande facilità e poi Sylla piazza l’uno-due finale.

Le azzurre partono bene anche in avvio di secondo set (4-2 con diagonale e ace di Egonu) ma le slave impattano senza difficoltà grazie alla solita Boskovic, poi una parallela di Busa e un ace di Veljkovic valgono l’8-6 per le nostre avversarie. La nostra Nazionale qui va in confusione: invasione di Egonu, ace di Busa e altro errore del nostro opposto. Le Campionesse d’Europa conducono per 12-7, le nostre rivali difendono di tutto e noi fatichiamo a mettere giù il pallone: fast di Rasic, murata su Sylla, due bordate di Boskovic e 18-11 per la Serbia che sostanzialmente chiude i conti. Ultimo punto siglato da Mihajlovic.

Le ragazze di Mazzanti non si scompongono, potrebbero essere frastornate e invece rispondono colpo su colpo alla Serbia: serratissimo punto a punto, Egonu sale in cattedra e cerca di sfiancare le attaccanti di palla alta. Il primo momento chiave sul 12-12: mani fuori di Egonu, ace di Bosetti, stampatone di Paola su Boskovic per il 15-12. Il nostro opposto commette però un paio di sbavature, Boskovic e Ognjenovic sono invece perfette per la nuova parità a quota 18. Andiamo sotto addirittura di due punti con la sassata di Mihajlovic e l’errore di Egonu, ma l’Italia ha sette vite: Malinov di seconda e il muro di Egonu valgono il 21-21. Danesi chiude di prima sul servizio di Bosetti, Sylla si prende il lusso di stampare Mihahjlovic e poi Egonu chiude.

Italia costretta a inseguire nel quarto set, parziale di 2-8 con le balcaniche che dominano in difesa e dettano legge a suon di attacchi e muri. Il turno in battuta di Mihajlovic non ha però frenato le azzurre che riescono addirittura a rientrare: muro di Danesi su Boskovic, pallonetto di Bosetti, contrattacco di Sylla, errore di Boskovic e ace di Danesi (8-9). Le Campionesse d’Europa allungano però nuovamente sul 16-11 sfruttando un paio di imprecisioni di Egonu e un errore di Danesi. Rimaniamo a tre punti di distacco (botta e risposta tra Egonu e Boskovic, 20-17), Bosetti ha un’occasione in contrattacco ma viene murata da Ognjenovic (23-19), un errore di Egonu in lungolinea spedisce tutte al tie-break.

L’Italia parte a razzo nel tie-break: 2-0 con l’errore di Rasic in primo tempo e la bordata di Egonu. Sylla spreca però un contrattacco, pareggio a quota 3 con l’attacco out di Sylla anticipato da un primo tempo di Veljkovic. Dopo l’ace di Boskovic ci prendiamo un break fondamentale: pallonetto out di Busa e mani fuori di Sylla (6-4). Miriam però sbaglia il servizio e Paola schiaccia lungo (7-7), prima di piazzare la martellata che ci porta in vantaggio di una lunghezza al cambio campo. Chirichella serve in rete, Boskovic piazza il diagonale ed Egonu viene murata da Mihajlovic (10-8 delle slave). Lucia Bosetti si immola con due attacchi da brividi (11-10) ma Boskovic è surreale (12-10). Sylla sciupa la palla del 13-13, la Serbia ringrazia e trionfa.

 





Foto: FIVB

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Nany74
Nany74
2 anni fa

Che peccato…posso dire solamente questo…un vero peccato. Come sempre, chi vince festeggia e chi perde spiega anche se credo sia stato evidente il motivo della sconfitta. Se regali un set intero a suon di errori gratuiti, non puoi sperare di vincere un mondiale, al di là dell’età e di tutte le attenuanti che posso assolutamente comprendere. Aggiungi che giocavamo in 5 contro 6 visto che Chirichella praticamente non era in campo, non si può certo pretendere di più! La cosa che però non digerisco è che sembrava la brutta copia della finale olimpica di Rio: gli avversari che non sembrano questi mostri sacri imbattibili e noi che perdiamo a suon di minchiate, onestamente ne ho le palle piene di perdere così, a questo punto perdiamo 3 a 0 a 10 ogni set e non discutiamo nemmeno, ma così viene voglia di ingaggiare Verduci……
In ogni caso GRAZIE per tutto quello che avete fatto, ci avete regalato comunque un sogno che mancava da anni. Tra un po’ passerà la rabbia e si tornerà a pensare al futuro ed a questa Olimpiade che arriverà, passando per l’Europeo. Abbiamo ancora tanta strada davanti, prendiamola col sorriso…o almeno proviamoci !! 🙂

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