Giro di Lombardia 2018: un Gianni Moscon in netto calo, l’anno prossimo si punterà in grande


Non è arrivato il risultato che ci si aspettava, ma molto probabilmente sia il Team Sky che Gianni Moscon in persona erano a conoscenza di ciò che sarebbe stato. Dopo un Mondiale di Innsbruck corso in maniera praticamente perfetta e concluso in quinta posizione, il trentino si è lanciato verso il finale di stagione con l’obiettivo del Giro di Lombardia, dove nel 2017 centrò uno spettacolare podio. Si poteva puntare alla vittoria, sarebbe stata ovviamente la più importante della carriera: sono mancate però le gambe (oltre ad un po’ di fortuna).

Sin dal Ghisallo la posizione in gruppo e la pedalata non erano apparse quelle dei giorni migliori. Andando a sommare una Milano-Torino da dimenticare, gli auspici non erano assolutamente buoni. Il Muro di Sormano ha fatto la differenza in chiave vittoria, Moscon non è riuscito a seguire i rivali più accreditati (da Nibali a Pinot, che hanno ribaltato gli equilibri andando in fuga a 50 chilometri dal traguardo). Poi una foratura in discesa, che ha messo completamente fuorigioco il talento tricolore, che era rimasto nel gruppo del campione del mondo Alejandro Valverde.

La condizione non era al top, anche (e soprattutto) a causa della squalifica arrivata all’ultimo Tour de France. L’inseguimento della gamba giusta era riuscito al meglio, ma soltanto per la gara secca (quella di due domeniche fa ad Innsbruck). Con il passare delle gare la forma di Moscon è andata scemando. Ora ci si deve lanciare assolutamente verso un 2019 che può essere l’anno della svolta. Il trentino ha dimostrato di poter giocarsela con i migliori praticamente in tutte le Classiche Monumento: Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix e Giro di Lombardia le più indicate per cercare il colpaccio. Senza intoppi nella preparazione i risultati saranno sicuramente una conseguenza: il talento è ancora tutto da affinare e ancora non si conoscono i limiti veri e propri. 

 





gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Pier Colombo

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