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Vuelta a España 2018: arriva la fuga nella quarta tappa, vince Benjamin King. Simon Yates subito all’attacco



Si inizia a far sul serio alla Vuelta a España 2018, è andata in scena oggi la quarta tappa: 161 km da Vélez-Málaga a Alfacar. Sierra de la Alfaguara. Primo vero arrivo in salita, sul quale si è imposto lo statunitense Benjamin King (Dimension Data), il più forte della fuga di giornata. Gruppo che si è dovuto accontentare della lotta per la classifica generale: comunque molto spettacolare. Simon Yates ha acceso la modalità Giro d’Italia, scattando in solitaria e guadagnando secondi su tutti i rivali. Michal Kwiatkowski resta in Maglia Rossa, ma dopo questo antipasto ci sarà sicuramente grande attesa per le prossime montagne.

Solito scenario quello odierno. Pronti, via e la fuga prende il largo. Sono nove gli uomini al comando: Nikita Stalnov (Astana), Jelle Wallays (Lotto-Soudal), Ben King (Team Dimension Data), Pierre Rolland (Education First-Drapac), Lars Boom (Astana), Oscar Cabedo (Burgos-BH), Luis Angel Mate (Cofidis), Aritz Bagues (Euskadi-Murias) e Ben Gasteur (Ag2r La Mondiale). Come di consueto a gestire la situazione è stato il Team Sky del leader Michal Kwiatkowski. Vantaggio che però, con il passare dei chilometri è andato ad aumentare: stabilizzato sui 4′ ad inizio gara, poi è addirittura raddoppiato dopo la prima ascesa di giornata.

Nessuno è andato in testa al plotone a dare una mano alla Sky, con dunque i fuggitivi che hanno potuto giocarsi il successo parziale. Di comune accordo fino all’approccio dell’ascesa finale di Puerto de Alfacar (12,4 km al 5,4%), dove si è accesa la corsa. Ad anticipare sono stati King e Stalnov, con Rolland che si è portato all’inseguimento. A tutta anche il gruppo con la LottoNL-Jumbo che ha fatto esplodere il plotone. Tra i primi a staccarsi anche il nostro Vincenzo Nibali, giunto al traguardo con 11’04″ di ritardo. Una prestazione attesa quello dello “Squalo” che sta ancora trovando la gamba ideale e che vivrà in sofferenza questa prima settimana, tenendo conto della condizione non ottimale. Un campanello d’allarme? Assolutamente no.

La coppia al comando, di comune accordo, è andata a giocarsi il successo di tappa in uno sprint a due. King ha dominato in lungo e in largo partendo ai 200 metri dal traguardo, secondo Stalnov. Rolland si è dovuto accontentare della terza piazza. Nel frattempo nel plotone ha lanciato l’attacco un super Simon Yates (Mitchelton-SCOTT) che si è messo in proprio andando via in solitaria. Negli ultimi 500 metri è tornato sotto un più che positivo Emanuel Buchmann (Bora-hansgrohe), mentre ad una ventina di secondi il gruppo dei migliori regolato da Alejandro Valverde, con la maglia rossa Kwiatkowski a gestire la situazione. Con tutti i big anche un Fabio Aru (UAE Emirates) apparso in leggera difficoltà ma abile a resistere fino in fondo.

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gianluca.bruno@oasport.it





 

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Foto: Valerio Origo

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