Tour de France 2018: Vincenzo Nibali si ritira. Confermata la frattura vertebrale, lo Squalo costretto a lasciare la Grande Boucle

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Il Tour de France di Vincenzo Nibali finisce qui. La notizia che nessuno avrebbe voluto sentire è purtroppo arrivata: gli esami radiografici effettuati all’ospedale di Grenoble hanno confermato la frattura vertebrale, che costringe quindi lo Squalo al ritiro.

La scalata all’Alpe d’Huez si trasforma quindi in un incubo per il siciliano, che è stato travolto da una moto della Gendermeria a 4 km dal traguardo, mentre aveva accelerato per rispondere allo scatto di Chris Froome. Il capitando della Bahrain Merida, nonostante il fortissimo dolore, aveva reagito da leone, tornando in sella e chiudendo a soli 13” di ritardo da Geraint Thomas. Purtroppo tutto ciò non è servito e in modo assurdo la Grande Boucle perde uno dei suoi protagonisti.

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Foto Pier Colombo

2 Replies to “Tour de France 2018: Vincenzo Nibali si ritira. Confermata la frattura vertebrale, lo Squalo costretto a lasciare la Grande Boucle”

  1. Luca46 ha detto:

    E’ una pagina davvero triste. Tanto lavoro buttato al vento per colpe altrui. Ritengo però che sono cose che possono capitare quando c’è una tale ressa di gente ingovernabile. L’errore è dietro l’angolo. Il ciclismo vive anche del pubblico. Una soluzione bisogna però trovarla perchè questi eventi sono inaccettabili. Non so quale possa essere. Sicuramente individuare i responsabili e costringerli ad un risarcimento, prendere chi spinge, infastidisce e innesca fumogeni e multarli. Forse questa può essere l’unica via.

  2. ale sandro ha detto:

    Roba da matti veramente. Una marea di soldi per un’organizzazione del genere.
    E’ allucinante che uno dei leader del movimento ciclistico si veda compromessa gran parte della stagione con obbiettivi importanti come il Tour (e proprio questa stessa tappa, forse la più prestigiosa), e il campionato del mondo per colpe non proprie.
    E’ così tutte le volte sulle grandi salite, spettacolo coreografia tutto quel che si vuole, ma fino a che non ci si deciderà di mettere veramente al primo posto sicurezza dei corridori e regolarità della gara, continueranno ad esserci rischi di incidenti di questo tipo. E a distanza di pochi anni su queste strade non si è fatto nulla per migliorare.
    Noto tra l’altro la diversa interpretazione della giuria rispetto ai fatti del Ventoux anche se ormai non conta più niente.
    Chissà che ci sia un giorno uniformità del regolamento anche su questi fatti, ma per fare tutte queste cose bisogna che esista veramente un sindacato corridori, e non pagliacciate senza nessuna vera presa di posizione.
    Tristezza a palate.
    Spero che Vincenzo tenga duro e si rimetta presto, che il ciclismo italiano ha ancora decisamente bisogno di lui.

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