Giochi del Mediterraneo 2018: Italia, sei la potenza incontrastata del Mare Nostrum. Una dittatura inattaccabile, monopolio totale!

Gian Mattia D'Alberto / lapresse14-04-2018 Riccione sportCampionati italiani assoluti primaverili di nuotonella foto: Gregorio PaltrinieriGian Mattia D'Alberto / lapresse2018-04-14 RiccioneItalian Swimming Championshipin the photo: Gregorio Paltrinieri


Imperatori del Mare Nostrum. Come sempre. Padroni indiscussi dello specchio d’acqua da cui è nato tutto. Egemonia totalitaria da veri dominatori, unici e incontrastabili. Questa è l’Italia che esce dai Giochi del Mediterraneo 2018, la rassegna multisportiva riservata ai Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum: a Tarragona non c’è stata storia, la nostra Nazione ha ribadito la propria supremazia in questa specifica area geografica e ha vinto il medagliere. Un primo posto assoluto mai in discussione: per la quarta volta consecutiva, la tredicesima totale su diciotto edizioni, gli azzurri hanno primeggiato nella speciale classifica. Il computo finale è lampante: 156 medaglie di cui 56 ori, 55 argenti, 45 bronzi e un vantaggio sulla Spagna padrona di casa di ben 18 titoli e 35 allori totali.

Le statistiche sono eccellenti ma non sono numeri record: a Mersin 2013 concludemmo con addirittura 70 ori, ancora meglio di Pescara 2009 (64). Siamo sugli stessi livelli di Almeria 2005 quando battemmo la Francia all’ultima giornata per una sola medaglia d’oro in più (57 a 56). E ovviamente nulla a che vedere con la monumentale Bari 1997 (192 medaglie di cui 73 d’oro). Quella vista in Catalogna è stata una bella Italia che si è affidata a tanti big, che ha ben impressionato nell’arco della settimana ma che ha dimostrato qualche lacuna, in un contesto la cui competitività variava da disciplina a disciplina. Il nuoto è uscito in maniera sfavillante (sfondata quota 20 ori) trascinato da colossi come Gregorio Paltrinieri, l’atletica ha piazzato delle belle zampate con le staffette (con eccellenze del calibro di Filippo Tortu, Libania Grenot e Davide Re), la ginnastica artistica ha il volto di Lara Mori (3 ori) ma palesa ancora delle criticità al maschile (anche se Marco Lodadio si conferma ai vertici agli anelli).

Molto male il taekwondo, positivo il judo (anche se tutti si attendevano il trionfo di Fabio Basile), è mancato qualcosa dai tiri con Jessica Rossi e Giovanni Pellielo che puntavano al bersaglio grosso. Dominanti nel canottaggio e nel ciclismo, l’oro nel volley maschile con la squadra B va accolto con favore, nella boxe Mouhiidine e Di Serio potrebbero avere un futuro, ci si aspettava qualcosa di più dalle bocce mentre nella scherma ci siamo presentati con alcune seconde linee (eccezion fatta per Paolo Pizzo) e il programma era monco.

Dispiace per il flop del Settebello e per le sconfitte in finale del Setterosa e della squadra di calcio maschile. L’Italia è sempre la Regina indiscussa dei Giochi del Mediterraneo, il nostro faro è sempre luminoso ma la concorrenza si fa sempre più intensa. Il prossimo appuntamento è sulla carta tra tre anni a Orano (Algeria), ma quale sarà il futuro di questa manifestazione?





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2 Replies to “Giochi del Mediterraneo 2018: Italia, sei la potenza incontrastata del Mare Nostrum. Una dittatura inattaccabile, monopolio totale!”

  1. Luca46 ha detto:

    Ogni giorno la musica cambia e anche il mondo. Gustiamoci questa grande spedizione. Come sempre in una competizione multidisciplinare c’è qualcosa che va bene e qualche altra storta. Bisogna lavorare a prescindere da questi risultati, anche chi è andato bene, solo così si può combattere per il successo

  2. Graziano ha detto:

    Il bilancio azzurro è buono, ma non eccezionale: a parte il numero inferiore di medaglie, a parte qualche svarione (le due staffette di nuoto perse per cambi anticipati, la Moresco che ha perso l’oro nel golf all’ultima buca) pesano il bilancio delle finali per l’oro perse (ben 16 tra i vari sport) che dovrebbe far riflettere e poi alcune controprestazioni di atleti di punta: Scarantino, Jessica Rossi, Dell’Aquila hanno fatto registrare un’involuzione in questa stagione che preoccupa per Tokyo 2020. Il taekwondo vive una crisi profonda, è forse la disciplina che soffre di più proprio perché tra le più universali per partecipazione, come l’atletica che almeno qualche segnale di ripresa lo sta mandando. Nella boxe le punte del precedente quadriennio hanno fatto grandi passi indietro, soprattutto personaggi come Manfredonia e Vianello che pure per età potrebbero ancora dare molto. VIncere il medagliere contro la Francia che ha mandato seconde linee quasi dappertutto e contro i padroni di casa spagnoli non completi come noi era scontato, l’Italia ha fatto complessivamente bene, ma non si devono perdere di vista i lati oscuri della spedizione, anche in vista delle qualificazioni olimpiche.

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