Tour de France 2018: Gianni Moscon, una vita da gregario. Al servizio di Froome e Bernal, l’Italia rischia di perdere un talento


Gianni Moscon si sente più leggero che mai, pesa 70 kg scarsi ed è pronto per disputare un grande Tour de France. Ancora da gregario. Questa sembra purtroppo essere diventata la dimensione del 24enne, uno dei migliori prospetti del ciclismo italiano per le corse a tappe di tre settimane ma che purtroppo non ha ancora avuto la sua grande chance da capitano. Anche durante questa Grande Boucle, infatti, lo vedremo correre in supporto a Chris Froome che insegue la mitologica doppietta Giro-Tour e il quinto trionfo sulle strade d’Oltralpe.

Il trentino sembra ormai destinato a questo ruolo di secondo posto al Team Sky e le stagioni passano: lo scorso anno era stato strepitoso alla Vuelta di Spagna dove aveva pilotato il suo capitano al trionfo (su cui pesa comunque la non negatività al salbutamolo), ora lo squadrone britannico gli chiederà di fare il medesimo lavoro per Chris Froome e di aiutarlo a conquistare la quarta grande corsa a tappe consecutiva come solo Eddy Merckx è riuscito a fare nella storia. Tutti vogliono il supporto di Gianni Moscon, un vero uomo squadra capace di fare gruppo e che in strada riesce a fare la differenza in salita: sarà suo il compito di pilotare il britannico (e forse anche il giovane Bernal) nelle grandi ascese che caratterizzeranno questa edizione del Tour de France, ma il suo lavoro potrebbe essere determinante anche nella temutissima frazione sul pavé viste le sue doti di specialista della Classiche del Nord e nella cronometro a squadre durante la quale metterà al servizio del Team Sky le sue caratteristiche di passista.

L’Italia rischia però di perdere un talento naturale che ha già messo in mostra tutto il suo potenziale ma che non ha ancora avuto modo di esprimerlo nelle occasioni più importanti. Il timore è che Gianni Moscon trascorra una vita da gregario e che non riesca a fare esplodere tutto il suo potenziale: starà a lui dimostrare di potersi meritare un ruolo da assoluto protagonista in modo da avere in futuro tutta la squadra a disposizione per tentare l’assalto a traguardi importanti. Sabato lo vedremo all’opera ai Campionati Italiani, correre il Tour de France con il tricolore sul petto sarebbe un’importante iniezione di fiducia per dare ulteriormente il massimo nel corso delle tre settimane e svolgere al meglio il compito che gli è stato assegnato dal Team Sky.

 





(foto Valerio Origo)

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