MotoGP, GP Catalogna 2018: Andrea Iannone verso l’Aprilia. Nuova sfida o un nuovo passo indietro della carriera?

IANNONE_@FOTOCATTAGNI-1.jpg

Sicuramente è una cosa che ho voluto con tutto me stesso. Con l’Aprilia i contatti c’erano già stati: sono molto contento che siamo riusciti, dopo tanto corteggiamento, a trovare questo accordo biennale, che significa molto di più di due anni. Il contratto è molto vario e ci sono delle possibilità importanti, che mi rendono molto orgoglioso di avere intrapreso questa strada”.

Così Andrea Iannone si era espresso sul suo passaggio alla Casa di Noale, nel 2019, a margine della sua partecipazione alla kermesse di moda di “Pitti immagine” a Firenze. E così, il pilota di Vasto, dopo l’avventura in Suzuki con tante ombre e poche luci, torna in sella ad una moto italiana, ricordando la precedente esperienza in Ducati.

La domanda è la seguente: una nuova sfida o un passo indietro della carriera? Il rischio c’è. La moto del Bel Paese, soprattutto in questa stagione, sta facendo molta fatica. Le posizioni in cui navigano Aleix Espargaro e Scott Redding sono lontane dall’obiettivo top5, che il responsabile del progetto Romano Albesiano si era prefissato.

In Aprilia, in questo momento, non si prospetta un’avventura facile per il centauro italiano ma, date le circostanze, non c’erano molte alternative. Iannone è sempre stato un centauro altalenante: la vittoria del 2016 in sella alla Rossa in Austria e gli incidenti avuti con il compagno di squadra Andrea Dovizioso (Ducati) e con Jorge Lorenzo (Yamaha), per fare alcuni esempi. Episodi che, inevitabilmente, lo hanno portato distante dalle squadre più importanti.

In più, come detto, il biennio in Suzuki è stato avaro di soddisfazioni e le critiche non sono mancate. Si può citare quanto disse una leggenda del Circus come Kevin Schwantz, che sulla moto nipponica vinse il titolo iridato nel 1993: “Se non se la sente di rischiare, dovrebbe andare a girare in go kart. I giapponesi sono educati e si scusano per i risultati, invece dovrebbe scusarsi lui. Iannone doveva formare con la sua esperienza la spina dorsale della squadra. Ma semplicemente non esiste…“, aveva asserito l’ex campione americano. Una situazione non semplice che solo recentemente ha visto l’abruzzese sul podio, in Texas e a Jerez.

Dunque, una decisione guidata dalla voglia di rimettersi in discussione e dalla necessità. Tuttavia, le controindicazioni non mancano…

 





 

giandomenico.tiseo@oasport.it

Twitter: @Giandomatrix

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

FOTOCATTAGNI

Lascia un commento

scroll to top