Calcio femminile: la cura Bertolini vale il Mondiale 2019 all’Italia. Occorre dare continuità al progetto


Il sogno si è realizzato: la Nazionale Italiana di calcio femminile ha ottenuto la qualificazione al Mondiale 2019 in Francia e, a distanza di 20 anni, la rappresentativa nostrana sarà al via della rassegna iridata. Un successo frutto di un percorso nel gruppo 6 “immacolato”: 7 vittorie in altrettante partite, 18 gol fatti e 2 subiti.

Statistiche che definiscono le prestazioni delle ragazze sul campo da gioco. Una compagine trasformata, dopo l’Europeo 2017 negativo, dalla gestione di Milena Bertolini, subentrata ad Antonio Cabrini. In dieci mesi la formazione tricolore ha accresciuto la propria autostima, forte dei successi ottenuti anche nella Cyprus Cup 2018 (secondo posto finale) e del pareggio (1-1), in amichevole, contro la Francia a Marsiglia.

Riscontri non frutto del caso ma di un progetto serio, fondato su concetti chiari. La cultura dei blocchi è stato il punto di riferimento principale del lavoro del nuovo ct. Juventus, Brescia e Fiorentina hanno dato un grande contributo ai colori azzurri e di ciò ha saputo approfittare Bertolini, comprendendo che la scelta di calciatrici abituate a giocare insieme nel club fosse la carta vincente. Realtà, quelle menzionate, in cui i regimi di allenamento sono vicini allo status professionistico dal punto di vista dell’intensità.

Legandoci a quest’ultimo aspetto è naturale che il piano di sviluppo vada rafforzato ancora di più. La riforma del professionismo è un l’anello mancante di un movimento che non può più prescindere da ciò. Certo, un passaggio di questo genere presuppone un numero di praticanti ed investimenti crescenti nel “Pallone in rosa“. Tuttavia, la selezione italiana, con quel successo perentorio (3-0) contro il Portogallo, ha dimostrato che è giusto crederci sempre di più, per sgretolare quei pregiudizi che ancora sono ben presenti nel contesto sociale del Bel Paese.

Serve, dunque, un impegno sempre più importante della Figc, responsabile ora dei campionati di Serie A e Serie B (femminili), ed, in seconda battuta, è necessario una maggior visibilità per far comprendere che anche le bambine hanno la possibilità di arrivare a grandi livelli. L’affiliazione tra club maschili e femminili è un passaggio importante, citando i casi di Juventus e Fiorentina, ma vanno costruite basi più solide per essere competitivi a livello internazionale.

 





 

giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: Isabella Gandolfi

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