Giro d’Italia 2018, Fabio Aru: segnali di crescita. Lo Zoncolan ultima spiaggia per ribaltare la classifica

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Fabio Aru, anche oggi, ha perso secondi dalla maglia rosa Simon Yates al Giro d’Italia 2018, 21 per l’esattezza. Rispetto ai giorni scorsi, tuttavia, si è percepito qualcosa di diverso nella condizione atletica dello scalatore sardo.

Fin qui il Cavaliere dei Quattro Mori ha sempre faticato quando la strada cominciava a salire, affrontando Etna, Montevergine e Campo Imperatore sovente nella retroguardia del gruppo, per poi pagare dazio quando si è scatenata la bagarre degli attacchi.

Completamente differente l’approccio odierno. Sul difficile Muro di Filottrano, con pendenze fino al 15%, Aru si è visto fare capolino in testa al gruppo, con una pedalata finalmente agile ed incisiva. Certo, ad Osimo si è staccato nuovamente, tuttavia il 10° posto all’arrivo non va disprezzato. Si trattava infatti di un finale molto simile alle Classiche delle Ardenne, dove occorrono doti di potenza che il sardo non avrà mai. Per questo il ciclista italiano si è difeso bene, facendo meglio di tanti uomini di classifica, su tutti il britannico Chris Froome (cui ha rifilato 19 secondi).

Nella generale Aru ha scalato quattro posizioni in un colpo solo: ora è decimo a 3’10” dalla maglia rosa. Un distacco abissale, ma non ancora incolmabile: ricordate Vincenzo Nibali nel 2016? Vinse ribaltando un Giro che sembrava compromesso, colmando un divario superiore ai 3 minuti.

La sensazione è che l’azzurro inizi veramente a stare meglio, naturalmente questo non basta ancora per autorizzare voli pindarici. Il Monte Zoncolan, sabato 19 maggio, rappresenterà lo spartiacque per il Giro d’Italia del capitano della UAE Emirates, probabilmente l’ultima spiaggia. Se vorrà sperare ancora nel podio o, addirittura, tentare il clamoroso ribaltone, sulla salita più dura d’Europa dovrà tornare quello dei giorni migliori, provando a staccare tutti. Un’ipotesi che, avuto riguardo delle prestazioni offerte sinora, appare oggettivamente improbabile. Eppure, dopo oggi, una scintilla potrebbe essersi accesa. Il ciclismo ci insegna che, in una grande corsa a tappe, non è mai troppo tardi…

federico.militello@oasport.it





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