Nuoto, la seconda giovinezza di Fabio Scozzoli. Rinato anche in vasca lunga, obiettivo podio agli Europei

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59″33, personale nei 100 rana e quarta prestazione mondiale dell’anno. Fabio Scozzoli c’è, più forte della solita allergia ai pollini di questo periodo dell’anno e più forte di quello che vinceva l’argento iridato nella lontana Shanghai nel 2011.

A Copenhagen, l’accoppiata oro-argento nei 50-100 rana degli Europei in vasca corta aveva messo in luce un atleta ritrovato, motivato e desideroso di puntare ad obiettivi crescenti, nonostante le 30 primavere vicine. Una sfida nei dettagli, in primis con se stesso: controllare alimentazione, curarsi e tenersi lontano dai guai. In uno stile complesso come la rana non si ha scelta: serve una vita quasi da asceta e Fabio ha saputo risorgere dalle proprie ceneri.

Tanti, alcune stagioni fa, avevano dato per finito l’atleta nostrano ma lui, da amante di questo sport, ha tenuto botta e si è riscoperto. Si attendeva la controprova della piscina da 50 metri, quella che conta maggiormente. A Riccione la risposta è arrivata: un passaggio, forse anche troppo veloce, ai 50 metri di 27″33 ed un ritorno di sofferenza ma di grande determinazione culminato nella prestazione top4 al mondo del 2018, come detto.

Posso fare ancora meglio. So di dover mettere a punto ancora alcuni particolari e vado agli Europei con tanta voglia di far bene e pensando anche a quel che sarà Tokyo…, le parole a caldo del campione italiano. Considerazioni che non stupiscono, di chi trova sempre stimoli nel traguardo ancora da raggiungere. Il segreto di un campione e Scozzoli lo è e oggi, più che mai, l’ha dimostrato.

 





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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: Enrico Spada

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