Nuoto, Europei Glasgow 2018: le speranze di medaglia dell’Italia dopo gli Assoluti di Riccione


Riccione chiama Glasgow. Avevamo lasciato un’Italia trionfante agli Europei di Copenhagen e la potremmo ritrovare altrettanto agguerrita e vincente nella kermesse continentale in programma in Scozia ad agosto.

Tante carte da medaglia ma, a prescindere, nessun oro “già scritto” come ai tempi di Federica Pellegrini. Già, Federica Pellegrini: non va a Glasgow da favorita e già un bronzo europeo sui 100 stile libero, dopo la sua riconversione a velocista, sarebbe un mezzo miracolo per quello che si è visto a Riccione. Al momento la veneta non è competitiva ad alti livelli sui 100 e difficilmente riuscirà a giocarsela con Kromiowidjojo e con Sjoestrom ma anche Bonnet e Blume, al meglio, sono avversarie durissime per la Divina, che invece potrebbe essere ancora competitiva ad altissimi livelli sui 200 dove le prime della classe, almeno in Europa, sono piuttosto ferme sui loro personali e si rischia di vincere la medaglia con 1’56”.

L’altra punta azzurra, Gregorio Paltrinieri, andrà a Glasgow per piazzare l’ennesima doppietta ma l’Europeo, come lui stesso ha sottolineato dopo i 1500 di Riccione, vale quasi un Mondiale nelle specialità più lunghe. C’è l’ucraino Romanchuk che lo scorso anno ha impegnato il modenese a fondo ai Mondiali, arrendendosi solo nel finale alla classe dell’azzurro e poi lo ha battuto nettamente in vasca corta, c’è il tedesco Wellbroeck con cui Paltrinieri deve ancora fare la conoscenza ma che pochi giorni fa ha inviato un biglietto da visita da 14’40” e nella lotta per le medaglie potrebbe inserirsi anche il ceco Micka.

Chi potrebbe togliersi soddisfazioni a livello europeo, per il panorama attuale, è l’atleta più acciaccato e discusso del momento: Gabriele Detti. In Europa sui 400, ma anche sui 200 stile libero, non sembrano esserci al momento atleti in grado di impensierirlo, anche alla luce della rinuncia definitiva ai 400 di James Guy, comunicata proprio sabato via social. L’incognita si chiama tendine del capo lungo, la cui infiammazione ha bloccato ancora una volta il livornese prima della finale dei 400 (unica gara che aveva in programma) a Riccione. I controlli sanitari hanno dato esito positivo e l’impressione è che Detti, senza affrettare i tempi, possa tornare al meglio ma decida magari di non esagerare con le gare in programma concentrandosi sulle distanze più brevi. E’ un fuoriclasse e può comunque decidere di fare tutto, soprattutto se riuscirà a mettere benzina sufficiente in corpo.

In campo maschile la terza punta potrebbe essere Fabio Scozzoli e qui il discorso si fa interessante. Dopo il bronzo Mondiale in vasca corta nel 2016, il romagnolo non si è più fermato, migliorandosi di mese e in mese e mostrando nella scorsa settimana il meglio di sé, con personale sui 100 (dove ancora qualcosa da sistemare c’è) e il record italiano (terzo all-time in Europa e sesto al mondo) nei 50. Scozzoli, al momento, soprattutto sui 50 rana, è competitivo ai massimi livelli e anche sui 100 può dire la sua per il podio: peccato che l’avversario si chiami Peaty, un marziano sbarcato sulla terra. Non dimentichiamoci di Nicolò Martinenghi, che sta smaltendo l’infortunio che lo ha costretto a saltare gli Assoluti (ma a Riccione lui c’era, per allenarsi e respirare l’aria della competizione): se sta bene e riesce a prepararsi nel modo giusto è sicuramente da primi posti.

Nel settore velocità è un’Italia a due punte. Alessandro Miressi al momento è una splendida e giovane certezza e Luca Dotto ha tutto per tornare sui livelli del 2016 e puntare alla riconferma continentale nell’anno più difficile. Se si aggiungono le prove rivedibili ma già positive di Vendrame e Zazzeri si scopre che anche la 4×100 stile libero ha buone possibilità, Russia permettendo, di giocarsela per l’oro. Serve un cambio di marcia da parte dei più giovani, aspettando il ritorno di Orsi, non semplice a breve per quello che si è visto a Riccione.

Il Simone Sabbioni visto a Riccione è solo lontano parente di quello ammirato nell’ultima parte del 2017 con la doppia medaglia nel dorso a Copenhagen. Il romagnolo, come diversi suoi compagni di allenamento, è apparso non in perfette condizioni agli Assoluti ed è rimasto lontano dai suoi migliori tempi, perdendo anche la sfida con l’astro nascente Ceccon nei 100 dorso. La salute, comunque, c’è e quello è l’importante anche se il dorso, sulla carta, è una delle specialità più “trafficate” in prospettiva Glasgow con il fenomeno russo Kolesnikov che vorrà prendersi una bella rivincita dopo la sconfitta bruciante subita nei 50 in Danimarca. La farfalla azzurra ha due potenziali protagonisti ma per la medaglia serviranno gare perfette come fu perfetta quella di Copenhagen con Matteo Rivolta che superò sul tocco Piero Codia. In vasca corta è meno dura mentre in questa specialità, spesso in divenire, potrebbero esserci avversari alquanto credibili nel Vecchio Continente.

Le staffette, potenzialmente, sono tutte da medaglia: della 4×100 si può leggere più su, la 4×200 stile, con gli innesti di Dotto e Detti, potrebbe regalarsi delle belle soddisfazioni con Megli e magari uno dei giovani in crescita, tipo l’allievo di Morini Zuin. La 4×100 mista può addirittura giocarsi l’oro con Russia e Gbr: con Sabbioni al meglio non ci sono punti deboli.

In campo femminile le punte, se si esclude Federica Pellegrini, possono essere tre, forse quattro. La prima è la nuova regina dei misti, Ilaria Cuisinato, che sulla doppia distanza punterà a Glasgow a ripetere quanto di buono mostrato a Copenhagen. A Riccione nei giorni scorsi ha dimostrato cosa può fare e ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Se poi non dovesse esserci la Hosszu…
Tra coloro che potrebbero puntare al podio c’è senz’altro Simona Quadarella che chiede a se stessa di ripetere quantomeno la splendida prestazione di Budapest che le valse il bronzo iridato. Le avversarie non mancano perché Belmonte, Kapas e Kohler saranno difficili da superare ma a Riccione la 19enne romana ha battuto tre colpi e c’è da sperare che possa dare l’assalto al podio in Scozia.

Stessa cosa per Margherita Panziera che, in un anno, ha completato il processo di maturazione fisica e mentale e ora sembra pronta a dire la sua nei 100 (di cui è nuova primatista italiana) e nei 200 dorso (la sua gara preferita) in un Europeo dove la presunta assenza di Hosszu potrebbe aprire scenari interessanti.

Non va dimenticata, in chiave podio, anche Ilaria Bianchi che sul podio europeo c’è salita nelle due ultime occasioni nei 100 farfalla e quest’anno si è scoperta anche duecentista (suo l’argento continentale in vasca corta). Tra le outsider anche la coppia della rana azzurra. Arianna Castiglioni e Martina Carraro ma il livello della rana anche fra le donne è ottimo e vincere un Europeo è tutt’altro che semplice.

La nota dolente sono le staffette, che solo quattro anni fa a Berlino regalavano emozioni e podi a raffica in campo femminile. Si può sperare in qualcosa di buono nella 4×100 mista, con l’esplosione di Panziera nei 100 dorso (è la seconda stagionale in Europa) ma la 4×100 e la 4×200 stile al momento non sono da medaglia e non ci si avvicinano nemmeno. La marcia di avvicinamento a Glasgow dovrà segnare una svolta almeno per la staffetta veloce (ancora senza Di Pietro che dovrà saltare tutta la stagione per l’operazione al ginocchio) dove Raco al momento è titolare e Pezzato deve riprendersi il posto dopo un Assoluto deludente.

 





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2 Replies to “Nuoto, Europei Glasgow 2018: le speranze di medaglia dell’Italia dopo gli Assoluti di Riccione”

  1. ale sandro ha detto:

    Mi sembra che dati alla mano, tolta la Pellegrini fenomenale nei 200 stile libero, la nuotatrice azzurra migliore dal dopo Rio ad oggi, sia stata Simona Quadarella.
    E questo livello rispetto alle altre azzurre lo ha confermato anche agli assoluti, dove , con 8’25 negli 800, 15’57 nei 1500 e un personale di 4’06 alto in finale, ha ottenuto risultati da finale mondiale soprattutto nelle gare più lunghe.
    Rimane a maggior ragione quella con più credenziali per un podio agli Europei, se consideriamo che ha personali ancora migliori, un bronzo mondiale in vasca lunga in una gara olimpica, ottenuto battendo la fortissima padrona di casa, mentre la tedesca citata fu battuta in entrambe le gare di mezzofondo nella successiva Universiade vittoriosa con dei gran tempi.
    E continua ad avere 19 anni , età che manterrà fino a fine 2018.
    Magari la mia è un ‘impressione sbagliata, ma avverto la sensazione che tutto questo sembra non essere abbastanza per Butini, che dopo l’ingiusta non convocazione al mondiale in corta di fine 2016, la considera dopo altre atlete come importanza dopo Riccione a fine rassegna; per il duo di commentatori televisivo che non la inserisce tra le migliori del campionato nazionale, e più in generale tra gli addetti ai lavori e appassionati che già dal 2016 pretendevano facesse chissà cosa, ad appena 17 anni, quando sfiorò la qualificazione olimpica.
    Fu trattata quasi come una specie di vecchietta incapace di migliorarsi e quindi destinata a ripercorrere i mancati risultati da senior , di tanti atleti forti solo da junior.
    Al momento invece è una di quelle ad essere stata capace di fare risultati in entrambe le categorie.

    Magari tra 4 mesi le cose saranno all’opposto (spero ovviamente di no e che vadano forte indistintamente tutte le azzurre), però se guardiamo ad oggi mi dà decisamente più garanzie rispetto a una Panziera tutta da rivedere alla prova che conta di più, ma anche alle stesse Cusinato e Bianchi che hanno sicuramente delle possibilità importanti(quest’ultima finalmente si è resa conto che vale la pena puntare anche ai 200 oltre ai 100).

    Al maschile conferme soprattutto , sia della punta principale che di quella praticamente ritrovata , e cioè Scozzoli, che mi fa pensare possa ancora migliorarsi in estate.
    Conferme del valore dei giovanissimi che si migliorano, e di altri ugualmente giovani che crescono. Ma sono tutte situazioni da rivedere tra fine giugno e prima metà di Agosto quando conterà andare forte a Glasgow.
    Una considerazione su un campione come Detti , e a ruota su un potenziale tale come Martinenghi: l’importante è che stiano bene e non forzino esageratamente il rientro alle gare. Preferirei vedermeli in piena salute l’anno prossimo per il mondiale in corea e tra due anni a Tokyo.
    Da lavorare parecchio sulle staffette a stile libero, soprattutto le 4×200 davvero preoccupanti.

    1. lorenzo95 ha detto:

      Concordo con ale sandro. Rimasto alquanto sbigottito quando, Sacchi e Mecarozzi, citando i migliori atleti degli assoluti, non avessero parlato della quadarella. Simona credo che sia, tra le ragazze, l’unica al momento ad avere enormi possibilità di confermarsi sul podio mondiale l’estate prossima, e perchè no anche nella prossima edizione olimpica. La romana ha già battuto la tedesca alle universiadi e la magiara a budapest, anche se per la medaglia d’oro bisogna fare i conti con la Ledecky, imbattibile nel mezzofondo. Per concludere sulla Quadarella, molto curioso di vedere come prosegue la sua crescita nei 400 metri.
      Nel settore maschile avete già scritto tutto, posso solo concludere dicendo che questa sia la nazionale più forte degli ultimi dieci anni.

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