Combinata nordica, Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018: Alessandro Pittin sogna dal trampolino normale, Akito Watabe sfida Germania e Norvegia

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Il giorno della verità è arrivato. I migliori specialisti del pianeta si giocano le medaglie nella Gundersen NH che apre il programma della combinata nordica alle Olimpiadi Invernali 2018 di PyeongChang. Mercoledì 14 febbraio, alle 7.00 ora italiana, si parte con il salto dal trampolino normale HS109, un segmento di gara che potrebbe davvero mietere vittime illustri sulla falsariga di quanto è accaduto nel corso di una stagione di Coppa del Mondo caratterizzata da un grande equilibrio e da pronostici quasi mai rispettati. Alle 9.45, poi, la 10 km di fondo sarà determinante per l’assegnazione delle medaglie a Cinque Cerchi, che consegneranno alla leggenda chi avrà l’onore di indossare l’ambito metallo.

Il giapponese Akito Watabe sarà l’uomo da battere, forte di una condizione di forma straripante che gli ha consentito di issarsi al comando della classifica di Coppa del Mondo e di conquistare ben 5 vittorie stagionali, record eguagliato per lui dopo l’exploit del 2012. Watabe, tuttavia, non si presenta a PyeongChang da dominatore assoluto, anzi è apparso piuttosto appannato nelle prime tre prove dal trampolino HS109. Il giapponese dovrà vedersela con una folta pattuglia di avversari, tutti potenzialmente in grado di far saltare il banco e ambire al metallo più prezioso. I principali rivali di Watabe saranno i tedeschi e i norvegesi. Eric Frenzel ha vinto le ultime 5 Coppe del Mondo ed è il detentore del titolo olimpico, mentre Johannes Rydzek, brillante nelle prove, è reduce da 4 medaglie d’oro ai Mondiali 2017 di Lahti, ma anche Fabian Riessle nutre fondate ambizioni di salire sul gradino più alto del podio qualora dovesse esprimersi al meglio nel salto. Il trio tedesco non ha sempre brillato finora in stagione, ma nella prova dal trampolino a PyeongChang si è già distinto ad alti livelli e potrebbe aver preservato le forze in vista dell’appuntamento più importante dell’anno.

Altrettanto competitiva appare la pattuglia norvegese, tra cui spiccano Jan Schmid, tornato a brillare a 34 anni con 4 vittorie in Coppa del Mondo, e Joergen Graabak, vincitore di due medaglie d’oro a Sochi 2014, ma non saranno da sottovalutare Espen Andersen, in grande ascesa negli ultimi mesi, e Jarl-Magnus Riiber, che potrebbe fare la differenza nel salto e acquisire un margine importante sugli avversari. Ma attenzione anche all’austriaco Lukas Klapfer, in gran forma nell’ultimo mese, e al francese Francois Braud, capace di esaltarsi nei grandi eventi.

L’Italia, dal canto suo, punta tutto su Alessandro Pittin, un atleta da medaglia, il cui rendimento dipenderà per gran parte dal riscontro del trampolino. Se l’azzurro riuscirà a contenere il gap nel salto entro un minuto e mezzo dai primi, allora nessun risultato gli sarà precluso e la sua ormai celebre rimonta nella 10 km di fondo potrebbe proiettarlo verso il podio, come già accaduto a Vancouver 2010, quando a soli 20 anni fu terzo sul traguardo proprio il 14 febbraio, nel giorno di San Valentino, che potrebbe tornare a far innamorare di lui milioni di italiani.

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mauro.deriso@oasport.it

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Foto: Twitter FIS

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