Australian Open 2018, il regolamento: niente tie-break al quinto set. Quanti “occhi di falco” si possono chiamare?


Dal 15 al 28 gennaio il primo Slam del tennis in questo 2018 avrà finalmente inizio. Un’edizione degli Australian Open falcidiata dalle assenze, Serena Williams ed Andy Murray le più eclatanti. Forfait che avranno conseguenze importanti sullo sviluppo delle due settimane australiane: sarà ancora una volta finale tra Roger Federer e Rafael Nadal nel singolare maschile? Chi succederà a Serena nel draw femminile? Riuscirà Simona Halep, attuale n.1 del mondo, a vincere il suo primo Major? Domande a cui soltanto il campo saprà dare risposta.

A destare però curiosità non sarà solo l’esito incerto di quanto avverrà sul cemento “aussie” ma anche le nuove regole che entreranno in vigore a partire dal torneo oceanico. Approvate, infatti, a fine novembre, dal board dei tornei del Grande Slam alcune modifiche. Cosa vedremo dunque a Melbourne?

  •  La prima, e più immediata, è l’introduzione dello ‘shot clock’ di 25 secondi che si è visto già nelle NextGen Finals di Milano: il cronometro calcola il tempo tra un punto e l’altro, suonando se i giocatori superano i 25 secondi regolamentari. Resta da verificare se questa regola verrà rispettata alla lettera anche se le temperature saranno attorno ai soliti 40°C australiani
  • La seconda novità sarà anche nel “riscaldamento ridotto”: un minuto dopo l’ingresso in campo scatteranno i 5 minuti di riscaldamento ufficiale. Dopodiché ci sarà un ulteriore minuto per iniziare a servire. In totale, dal primo passo in campo al primo punto giocato non passeranno più di 7 minuti.

 


 

Poi si entra nell’ambito dei montepremi e dei ritiri. Si è deciso, infatti, che ogni giocatore qualificato nel main draw e ritirato, in loco,  entro le ore 12:00 del giovedì precedente all’inizio del torneo, riceverà il 50% del prize money del primo turno. Il lucky loser che ne prenderà il posto riceverà il restante 50%. In più un tennista che giocasse al di sotto degli “standard professionali” potrebbe essere multato di una cifra pari all’intero prize money del 1° round. Soluzioni diverse per rendere il tabellone più interessante e, sportivamente parlando, più giusto dalla prima settimana. Resta da capire quali saranno le misure preventive: in base a cosa si potrà stabilire l’essere o meno al di sotto degli standard professionali?

Quel che non cambierà sarà la regola dell’assenza del tie-break nel quinto e decisivo set che nel passato ha regalato match di una portata agonistica incredibile anche per questo. Di fatto, con l’eccezione degli US Open, in tutti i tornei del Grande Slam vige questa regola e non è un caso che match come la finale di Wimbledon del 2009 tra Federer e Roddick, conclusasi 16-14, rientrino nel novero dell’imprese sportive. In questo senso, un paio di stagioni fa, si era pensato di voler introdurre il tie-break anche nella quinta frazione ma, al momento, l’organizzazione degli open australiani, come degli Internazionali di Francia e dei Championships, non ci pensa.

Tra i giocatori i pareri sono discordanti. Sarebbe come mettere i rigori nel tennis, dato che in un tie-break sono le piccole cose che decidono il vincitore. In alcune occasioni è buona cosa avere un set lungo”, ha da sempre sostenuto Federer mentre Novak Djokovic è tra quelli che accoglierebbe favorevolmente questo cambiamento per evitare complicazioni nella programmazione degli incontri e minimizzare i disagi, giocando in situazioni di caldo estremo come in Australia. Di fatto, in quest’edizione si continuerà con il sistema classico.

Per quanto concerne il cosiddetto “occhio di falco”, in inglese Hawk-Eye (sistema di triangolazione che permette di riprodurre la traiettoria della palla e del percorso che ha seguito utilizzando le immagini delle telecamere), niente di diverso rispetto agli altri anni. Il giocatore infatti avrà diritto a chiedere in ogni set 3 volte la verifica della chiamata utilizzando tale tecnologia; a ciò si aggiunge un’altra chance ogni tie-break. Se il tennista ha ragione, il numero dei challenge rimane lo stesso, ma se ha torto, le possibilità di richiesta decrescono (da 3 a 2 a 1 a 0). Nel caso di partite ad oltranza, se ne aggiunge uno ogni 12 game.

 





 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: pagina facebook Australian Open

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