Svezia-Italia, Playoff Mondiali 2018: Insigne al bivio della carriera. Prendere per mano l’Italia per diventare un fuoriclasse completo

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Gol a raffica, assist e giocate d’autore. Quanto basta, insomma, per definire Lorenzo Insigne un numero 10 con i fiocchi. Eppure lo “scugnizzo” del Napoli, assoluto trascinatore del suo club nella scalata verso la vetta della classifica con colpi sopraffini e autentiche perle, è riuscito a ripetersi soltanto a sprazzi con la maglia azzurra della Nazionale. Il modulo di Sarri e il gioco “a memoria” del tecnico del Napoli, in realtà, costituisce l’habitat ideale per Insigne, che in due anni si è trasformato da rincalzo di lusso in fuoriclasse totale, capace di sparigliare le carte all’interno di una partita e di inventarsi una giocata risolutiva anche nei momenti di maggiore difficoltà.

E non è un caso che Insigne negli ultimi anni abbia dato il meglio di sé contro i grandi club, realizzando gol decisivi contro Roma, Lazio e Juventus e mettendo alle corde il Real Madrid al Bernabeu con una perla da centrocampo. Nell’assetto spregiudicato di Ventura, tuttavia, Insigne si ritrova ai margini del gioco, confinato sulla corsia sinistra con due punte già pronte ad occupare l’area di rigore, riducendo al minimo lo spazio per i suoi inserimenti o per una giocata di fino rientrando sul destro, il suo piede preferito.

Accade così che il suo unico gol in maglia azzurra in partite ufficiali sia la perla messa a segno l’11 giugno nel 5-0 contro il Liechtenstein, una prodezza che conferma la sua straordinaria tecnica ma esprime anche il rimpianto per un salto di qualità che in Nazionale tarda a verificarsi. Ma la carriera di Insigne, in realtà, a soli 26 anni ha già vissuto un bivio fondamentale. Proprio quando sembrava sul punto di spiccare il volo, il fantasista partenopeo ha faticato a lungo ad imporsi con la maglia del Napoli, trovando poco spazio con Benitez e trovandosi spesso confinato ai margini della squadra. La svolta è arrivata con l’approdo in panchina di Sarri, coinciso con la sua maturità calcistica, che lo ha proiettato ai vertici nazionali nel suo ruolo, concentrando su di sé le attenzioni persino dell’Arsenal, del Liverpool e del Barcellona.

E chissà che un ulteriore salto di qualità di Insigne non arrivi anche con un’altra maglia azzurra, quella della Nazionale, proprio in occasione del playoff tra Svezia e Italia, un match fondamentale che vale il pass per i Mondiali 2018 e che potrebbe segnare la sua definitiva consacrazione o escluderlo dai Mondiali, un’ipotesi quest’ultima che costituirebbe un deterrente non solo per la sua carriera ma anche per l’intero movimento calcistico italiano.





mauro.deriso@oasport.it

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Foto: Twitter Vivo Azzurro

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