Sci di fondo, Coppa del Mondo 2017-2018: i favoriti. Il grande dubbio: puntare alla sfera di cristallo o alle Olimpiadi

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La botte piena e la moglie ubriaca? Nell’anno olimpico è quasi impossibile averle e anche i fenomeni, quelli abituati a vincere su tutti i campi nello sci di fondo devono fare delle scelte. Centellinare le energie per essere al meglio a febbraio o distribuirle lungo tutto l’arco della stagione, magari portandosi a casa i soldi del Tour de Ski e delle tappe nordiche, con il rischio di fallire l’appuntamento a Cinque Cerchi di Pyeongchang? Questo il dilemma che ha assillato i grandi protagonisti del fondo mondiale in sede di preparazione della stagione 2017/2018.

E’ chiaro che l’appuntamento olimpico alletta tutti quanti, però l’alternanza delle gare distance e sprint tra tecnica classica e libera, le caratteristiche del terreno di gara in Corea, i rivali, sono tutti fattori di cui i giganti del fondo hanno tenuto conto nel momento in cui hanno studiato le strategie in vista della stagione che sta per iniziare. In pochi poi potevano prevedere, all’inizio della preparazione, che si sarebbe potuti arrivare ad una situazione come quella che si sta vivendo oggi, piena di incertezze sulla presenza o meno a Pyeongchang della squadra russa, in grado di fare la differenza soprattutto a livello maschile nelle ultime stagioni ma, stando alle ultime sentenze e alle voci di corridoio, in modo tutt’altro che lecito.

Legkov, Belov, Vylegzhanin e Petukhov non potranno mai più mettere piede in una gara internazionale di sci di fondo e questo cambia sicuramente tante prospettive sia in chiave coppa del Mondo che Giochi Olimpici. La Norvegia è destinata a fare la voce grossa, nonostante sia in atto un ricambio generazionale con atleti ultratrentenni che non vogliono cedere lo scettro, come Johnsrud Sundby, dominatore delle ultime tre stagioni o Petter Northug, entrambi reduci da qualche problema fisico che ha intralciato in qualche modo la preparazione fisica. I due “mostri sacri” potrebbero scegliere, per motivi diversi, di puntare tutto sui Giochi: Sundby perché la Coppa l’ha già vinta più volte, mentre a Northug da diverse stagioni manca la continuità da Coppa del Mondo, mentre il guizzo del fuoriclasse, se troverà la giusta condizione, potrebbe sempre trovarlo.

La Norvegia può contare anche su una batteria di giovani sicuri protagonisti sia in Coppa che ai Giochi. A partire dal “fenomeno” Klaebo, esploso letteralmente lo scorso anno e capace di vincere nelle sprint ma di ben figurare anche nelle distanze brevi ma senza dimenticare Krogh, Golberg, Iversen e qualche giovane di belle speranze come Simen Hegstad Krüger o Jan Thomas Jenssen che potrebbe essere gettato nella mischia a breve in Coppa del Mondo. La battaglia vera, che comprenderà anche i più esperti Dyrhaug e Roethe, sarà per la convocazione olimpica ed è possibile che questi atleti possano salire molto in alto nella classifica di Coppa per convincere nella prima metà della stagione lo staff tecnico norvegese a convocarli per la Corea.

La Svezia si lecca le ferite dopo una stagione passata nettamente al di sotto delle aspettative nella quale il solo Hellner è stato competitivo ad altissimi livelli. Halfvarsson, Rickardsson, lo specialista delle sprint Joensson sono chiamati ad un pronto riscatto già dalle prime fasi della stagione per dimostrare che la crisi (dovuta anche a problemi fisici) è solo un brutto ricordo e serviranno risultati in Coppa del Mondo per ritrovare fiducia in chiave olimpica.

Tra chi potrebbe puntare alla Coppa del Mondo ci sono un paio di atleti capaci di mantenere la forma per tutta la stagione e di non risentire nella grande manifestazione degli sforzi sostenuti magari in un Tour de Ski condotto tutto nelle posizioni di vertice. Lo svizzero Dario Cologna, ad esempio, superati i problemi fisici, ha dimostrato in passato di saper mantenere la condizione per periodi prolungati e potrebbe puntare sia alla Coppa che ad un oro olimpico, così come il canadese Harvey e, interventi della Wada e del Cio permettendo, anche il russo Ustiugov, secondo nella coppa del Mondo della passata stagione e competitivo sia nelle sprint che nelle distance. Lo stesso si può dire per il finlandese Heikkinen, specialista delle lunghe distanze e comunque bravo a preparare le gare di un giorno e per il francese Manificat, che ritroveremo protagonista nell’arco di tutta la stagione.





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