Motomondiale, Franco Morbidelli saprà imporsi anche in MotoGP? Rossi quasi 40enne, Dovizioso over30. L’Italia cerca volti nuovi

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In attesa che il GP di Valencia, tra poco più di una settimana, dia la risposta definitiva sul Mondiale 2017 nella classe regina, ci si proietta già alla stagione prossima pensando ai nuovi arrivati nella massima categoria del motociclismo.

Tra i novizi vi è anche Franco Morbidelli, neo campione del mondo della Moto2, che, dall’anno prossimo, sfiderà il proprio mentore Valentino Rossi e tutti gli altri per iniziare a farsi largo nel gotha delle due ruote. L’avventura del “Morbido” inizierà con lo stesso team che lo ha portato al titolo nella media cilindrata, ossia “Marc VDS”, con il quale Franco ha trovato la propria dimensione, crescendo mese dopo mese e trovando quelle risposte che tanto cercava.

L’iride conquistato ha messo in mostra un pilota migliorato e consapevole della propria forza. Una progressione inesorabile quella del 21 che però, ora, sarà messo alla prova nel contesto più complicato, quello dei più grandi. Cosa riuscirà a fare? Rossi, prossimo alle 40 primavere, ed Andrea Dovizioso, oltre i 30 anni, possono garantire ancora alcuni anni di ottimo livello ma c’è bisogno di un ricambio generazionale importante. Il 22enne romano può essere il primo esponente di questa ventata di freschezza tutta italica per arricchire il roster, senza dimenticarci ovviamente di Andrea Iannone e Danilo Petrucci.

Tuttavia per raggiungere il massimo traguardo, la crescita deve continuare. Un po’ come fatto da Johann Zarco, campione del mondo nel 2015 e 2016 in Moto2, il lavoro, l’applicazione e l’umiltà debbono essere le armi del centauro italiano. Il francese, nell’annata, pur essendo rookie e su una Yamaha clienti priva degli ultimi aggiornamenti, ha impressionato per la propria consistenza ed aggressività, dando dimostrazione che la “formazione nella classe inferiore” può essere funzionale per rivaleggiare anche con i più bravi.

Una lezione che Morbidelli dovrà apprendere senza avere fretta e perdere la fiducia quando, soprattutto all’inizio, i risultati potrebbero essere negativi. Il suo riuscire ad imporsi è dunque accompagnato da un punto interrogativo perchè si parla di un centauro in evoluzione probabilmente non dotato di un talento cristallino al pari di un Valentino o di un Marquez ma ancora con ampi margini di miglioramento.

 

 





 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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Foto: Valerio Origo

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