MotoGP: Andrea Iannone, il 2017 delle delusioni in sella alla Suzuki

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Con la stagione 2017 del Mondiale di MotoGP andata in archivio è il momento dei bilanci. Tra le delusioni dell’annata appena conclusa vi è senza dubbio Andrea Iannone in sella alla Suzuki. Il 13° posto in classifica generale con soli 70 punti all’attivo evidenziano un campionato di grosse sofferenza per il centauro nostrano mai davvero a proprio agio sulla sua moto e spesso in rotta di collisione nei rapporti con il team. Un passaggio, dunque, dalla Ducati alla squadra nipponica che, risultati alla mano, non si è rivelato così efficace.

In questi casi è chiaro che le responsabilità sono da condividere: da un lato ci sono le colpe del pilota, non in grado di adattarsi al materiale a disposizione, e dall’altro l’incapacità dei tecnici nipponici di assecondare il volere dell’abruzzese. Lo Iannone di quest’anno, infatti, spesso orbitante nelle retrovie è parso quasi demotivato e sopraffatto dai problemi di feeling con l’anteriore della sua Suzuki.

Al di là dei colpi di coda in qualifica, merito anche a volte del riferimento altrui, il n.29 non hai mai trovato una confidenza tale da poter essere consistente in gara ed avere anche quei picchi che ne caratterizzavano il proprio incedere con la Rossa. Andrea, c’è da dire, non ha mai avuto nella continuità una delle sue doti migliori. Tuttavia, quanto fatto nel 2017 è stato costantemente negativo e quindi gli spunti di riflessione ci debbono essere, in primis, dal pilota come già fatto da lui stesso attraverso un messaggio social di scuse nei confronti della Suzuki quest’anno.

Per alcuni, anche la relazione con Belen Rodriguez incide, in un modo o nell’altro, sullo status mentale ed emotivo del pilota. Di sicuro, come detto, anche dal punto di vista tecnico in casa nipponica qualcosa va rivisto. Una moto afflitta da chattering perenne che non dà alcuna confidenza ai piloti non è il massimo della vita. L’introduzione di nuovi componenti telaistici, nell’ultima parte della stagione, ha un po’ supportato Iannone ma il lavoro da fare è ancora molto.

Il pacchetto italo-giapponese, dunque, dovrà voltare pagina e proiettarsi al 2018 con nuove motivazioni per non ripetere gli stessi errori.

 





 

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