F1, Mondiale 2018: ci sarà anche Antonio Giovinazzi? In Sauber sembra esserci un solo sedile libero, ma la Ferrari insiste…

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Dopo anni di vuoto finalmente i colori italiani sono tornati protagonisti in Formula 1. Quando Antonio Giovinazzi ha corso, a sorpresa, il Gran Premio d’Australia di quest’anno (ha ricevuto la notizia del forfait di Pascal Wehrlein solo la mattina delle prove libere 3), il pilota pugliese ha interrotto un digiuno che durava da oltre 5 anni, dall’ultima gara della stagione 2011 quando gli ultimi rappresentanti del nostro paese, Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi, corsero l’ultimo GP della loro carriera in F1. Da allora solo un “misero” ruolo di collaudatore per i piloti italiani (Davide Valsecchi e Raffaele Marciello gli ultimi in ordine di tempo), fino a questo 2017 in cui Giovinazzi è giunto da protagonista sul palcoscenico principale.

Quasi 24enne, sembra il classico ragazzo tranquillo, dalla faccia pulita. In realtà in pista è molto più cattivo di quanto si possa pensare. Lo scorso anno si è laureato vicecampione del Mondo in GP2 contendendo il titolo fino all’ultimo al campione Pierre Gasly e vincendo ben cinque gare, due delle quali rimontando dall’ultima posizione (a Baku e Monza). Risultati che gli hanno portato l’attenzione di molti nel paddock. In F1, però, qualcosa è cambiato, perché dopo il brillante esordio in Australia il weekend cinese lo ha visto andare due volte a muro, in maniera grave e pesante. Giovinazzi è quindi “tornato” al ruolo di terzo pilota Ferrari (previsto da inizio anno), ma la Rossa punta in maniera importante sul gioiellino della Ferrari Driver Academy, tanto da inserirlo in un accordo con il team Haas per fargli correre sette sessioni di prove libere, in cui il nativo di Martina Franca ha fatto bene il suo dovere.

Un accordo che ha quindi alimentato voci sulla possibile presenza dell’italiano nel Mondiale del 2018. L’ipotesi Haas, però, sembra già essere tramontata perché nonostante i buoni risultati in pista di Giovinazzi (in termini cronometrici rispetto a Magnussen), il team americano pare intenzionato a confermare la lineup del 2017. Nelle ultime settimane, invece, è riemersa la possibilità di guidare la Sauber, con dettagli molto interessanti. Il prossimo anno il team svizzero tornerà ad avere una partnership più corposa con la Ferrari, che non si limiterà solo alla fornitura della power unit. Il Cavallino, infatti, chiede più spazio per i suoi giovani piloti avanzando la seria proposta di rendere la Sauber un vero e proprio junior team, un po’ come la Toro Rosso per la Red Bull, sperando di replicarne i risultati e dare lustro ad un programma che negli ultimi anni ha portato nel Circus solo Sergio Perez (peraltro mai passato per la Rossa), il compianto Jules Bianchi e Lance Stroll, quest’ultimo aiutato soprattutto dagli investimenti economici del padre.

Giovinazzi, però, non è il solo talento della Academy del Cavallino ad essersi messo in luce recentemente perché negli ultimi 12 mesi è emerso prepotente il talento di Charles Leclerc. Il monegasco ha vinto il titolo GP3 lo scorso anno ed ha dominato la stagione 2017 di F2. A soli 20 anni, poi, ha già debuttato in Formula 1, guidando in quattro sessioni di libere con la Haas nel 2016, e tornando nel Circus quest’anno, con la Sauber. Un aspetto che mette in serio pericolo la possibilità di vedere Giovinazzi correre nel Mondiale del prossimo anno. Il team svizzero è obbligato dall’accordo con la Rossa a prendere almeno uno dei suoi due giovani piloti ma risulta molto difficile che possa prenderli entrambi, vista l’ingombrante presenza di Marcus Ericsson, la cui carriera è stata finanziata da un investitore che al momento è uno dei proprietari del team. Più probabile, quindi, una lotta a due tra Giovinazzi e Leclerc, con il monegasco che appare nettamente favorito. Una decisione definitiva, però, non è ancora stata presa e le dichiarazioni del team principal Frédéric Vasseur non aiutano a decifrare il quadro. Sarebbe un grosso errore considerare solo l’aspetto economico. È difficile conciliare i progetti della squadra e quelli del singolo pilota, penseremo a ciò che sarà meglio per la scuderia. Abbiamo molte carte sul tavolo, ne parleremo anche con Ferrari e presto comunicheremo la decisione“. A meno di colpi di scena, dunque, appare questa l’unica possibilità di poter vedere Antonio Giovinazzi partecipare a tempo pieno al Mondiale 2018.

 





 

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alessandro.tarallo@oasport.it

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