Calcio, playoff Mondiali 2018: Australia-Honduras 3-1, i Socceroos si qualificano e volano in Russia. Micidiale tripletta di Jedinak

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L’Australia si è qualificata ai Mondiali 2018 di calcio sconfiggendo l’Honduras per 3-1 nel ritorno del playoff intercontinentale. Gli aussies, davanti ai caldissimi 77mila spettatori di Sydney, riescono a fare festa dopo lo 0-0 dell’andata e staccano con pieno merito il penultimo biglietto per la Russia: stanotte la sfida tra Perù e Nuova Zelanda completerà il quadro delle formazioni che si daranno battaglia la prossima estate per la conquista del titolo iridato.

I Socceroos hanno letteralmente dominato la partita contro i centroamericani che hanno cercato di difendersi puntando ai rigori ma a lungo andare la supremazia territoriale e il possesso palla dei padroni di casa hanno fatto la differenza. L’Australia parteciperà ai Mondiali per la quarta volta consecutiva, la quinta nella storia: il miglior risultato di sempre venne raggiunto nel 2006 quando la squadra guidata da Hiddink venne eliminata dall’Italia agli ottavi di finale, il rigore trasformato da Francesco Totti allo scadere fu l’inizio della nostra cavalcata verso il trionfo di Berlino. Onore al merito a un coriaceo Honduras che ci ha provato fino in fondo (sarebbe stata la terza rassegna iridata di fila, la quarta di sempre) ma che ha dovuto cedere al cospetto del maggior tasso tecnico degli avversari.

A decidere l’incontro è stata la fantastica tripletta di Mile Jedinak, 33enne centrocampista dell’Aston Villa che è diventato eroe nazionale per una notte. Ci ha messo lo zampino con tre calci piazzati micidiali: al 54′ una punizione dal limite deviata dalla barriera, al 73′ ha trasformato il calcio di rigore provocato da un tocco di mano di Acosta, all’86’ ha chiuso i conti ancora dal dischetto dopo che Kruse era stato tirato giù da Palacios. Al 59′ anche la traversa colpita di testa da un grandioso Tim Cahill che oggi non ha segnato ma ha disputato una partita di assoluto spessore tattico al pari di Mooy, Rogic e Behich che ha stretto i denti per rimanere in campo. Un grande applauso anche a tutta la difesa che non ha mai corso grossi pericoli. Solo al 94′ è arrivato il gol della bandiera per i Catrachos firmato da Figueroa.

 

 





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