Calcio, Lippi risponde a Tavecchio: “Non ho scelto io Ventura. Firmai un pre-contratto, poi non se ne fece nulla. Ha la memoria corta…”

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Uno dei nomi più chiacchierati in questi giorni di confusione in seno alla FIGC è quello di Marcello Lippi. L’allenatore campione del Mondo con l’Italia nel 2006 è stato più volte tirato in ballo, soprattutto da Carlo Tavecchio, quale responsabile della scelta dell’ex CT Giampiero Ventura. Nella giornata di oggi, a seguito delle dimissioni del presidente federale, Lippi ha dato la sua versione ai microfoni di Sky Sport. È tutto vero quello che ha detto Malagò, eccetto una cosa, che io ho scelto Ventura. Il presidente del CONI, infatti, ospite della trasmissione Che tempo che fa? aveva rivelato che lo scorso anno era stato trovato un accordo con l’allenatore toscano, prima che la scelta ricadesse su Ventura.

Mi sembra che Tavecchio non abbia una buona memoria, ha proseguito Lippi. “Non ho scelto io Ventura come CT. Bastava che Tavecchio si ricordasse che lui un anno prima aveva firmato il nuovo statuto dei procuratori che prevedeva che il parente di un procuratore (il figlio Davide, ndr) non potesse lavorare con la Federazione. Bastava che dicesse questo e tutto sarebbe finito. Non disse nulla, sono stato direttore in pectore, ho anche firmato un pre-contratto e poi un giorno prima mi dissero che non si poteva fare più nulla“.

Siamo andati a cena a casa di Malagò e mi è stata offerta la possibilità di diventare supervisore tecnico di tutte le nazionali. Anzi a dire il vero, per Tavecchio era meglio che mi occupassi solo dall’Under 21 in giù. Io dissi di no e abbiamo convenuto così che sarei stato direttore tecnico di tutte le nazionali. A quel punto ho parlato con Ventura, Montella e Gasperini. Quindi sono andato in Federazione e riportato a Tavecchio le mie impressioni, chiarendo che l’allenatore lo avrebbe scelto lui. E lui disse che avrebbe scelto Ventura per una questione di esperienza. ha rivelato l’attuale CT della Cina.

Lippi ha quindi chiuso l’intervista commentando l’attuale situazione del calcio italiano. Credo che la scelta del CT sia l’ultimo dei problemi. Bisogna pensare prima a riorganizzare una federazione che si occupi di calcio. In FIGC c’è bisogno di gente di calcio. Certo una figura come quella di Ancelotti non ha bisogno di consigli vista la sua esperienza a livello internazionale. È il massimo che si possa avere in questo momento e io come tifoso mi auguro che possa essere lui. Ma anche gli altri nomi che si sono fatti possono andare bene, anche se non mi sembra che ne abbiano intenzione“.

 





 

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alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: Wikipedia

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