Baseball, Gigi Mignola: “Porteremo la Nazionale al Sud, c’è fermento! Non rinunceremo agli oriundi”

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In occasione dei 40 anni dei Thunders Salerno, il vicepresidente FIBS e Team Manager della Nazionale di baseball Gigi Mignola è giunto nella città campana per visionare campi e strutture della società salernitana e per misurare la voglia di “batti e corri” nel Meridione. Dopo le ore passate a visionare le strutture ospitato dal presidente del team salernitano Pasquale Iannella, Mignola si è concesso ad alcune nostre domande.

Come accaduto un anno fa, a poche settimane dall’elezione del presidente Marcon, abbiamo scambiato dunque una piacevole chiacchierata con Mignola, ospite d’onore nella festa dei Thunders: “E’ stata una trasferta interessante per festeggiare i 40 anni di una società importante che fa del volontariato il suo credo. E’ stata un’ottima occasione per conoscere rappresentanti del movimento campano che è in fermento. Tante facce nuove, tanti giovani che si impegnano giorno per giorno, ed ho l’impressione che sia il periodo giusto per rilanciare il baseball nel Sud Italia”, dichiara il vicepresidente FIBS.

Quindi uno dei vostri punti programmatici è proprio quello del rilancio di questo sport nel Mezzogiorno?

Certo, questi miei interventi, e dei miei colleghi, servono a ridare vitalità al Sud ed a fargli capire che ci sono degli interlocutori pronti ad aiutare le società nonostante le mille difficoltà economiche. Stiamo cercando di ridare visibilità al baseball ed al softball anche in Calabria, Basilicata e Sicilia. Importante anche creare una mappatura di luoghi e strutture inutilizzate cercando di costruire campi in posti in cui il Comune di competenza abbia solo da guadagnare“.

Capitolo Italia. Contro l’Olanda si è vista una bella nazionale, fatta di tanti giovani italiani. Come fare ad “italianizzare” la nazionale in un periodo così importante con vista su Tokyo 2020?

Le scelte degli allenatori hanno sempre la precedenza. E’ ovvio che la qualificazione olimpica è importantissima e che per raggiungerla la squadra sarà composta dal giusto mix di italiani ed oriundi, ma è altrettanto ovvio che in questo periodo vedremo molti volti italiani provenienti dall’accademia e dai vivai delle società italiane. In questo modo cercheremo di creare un gruppo compatto in cui i giocatori di esperienza possano formare i nuovi arrivi. Così come ha detto il Presidente Marcon un conto è discutere della qualificazione olimpica, un altro è quello di competere in campo europeo“.

Vedremo quindi una doppia veste della nazionale italiana?

Esatto, vogliamo che i giovani italiani crescano sempre meglio, e per far sì che ciò accada c’è bisogno dell’aiuto degli oriundi“.

Che Italia ha visto nelle European Series contro l’Olanda?

Ho visto staff e squadra pronti e preparati. I ragazzi ci tenevano ad uscire dagli stadi con un risultato positivo, e se teniamo conto che non battevamo l’Olanda da 6 anni, è stata fatta quasi un’impresa. Bisogna ringraziare anche il pubblico che ha trasmesso un grande entusiasmo ai giocatori in campo. Abbiamo avuto il cosiddetto uomo in più“.

Questo entusiasmo lo porterete anche al Sud?

Sì! E’ già nei progetti e nei programmi. In queste settimane stiamo proprio verificando strutture adatte ad ospitare la nazionale. Un punto a favore del meridione è sicuramente quello delle condizioni meteo grazie alle quali la stagione buona per giocare si allunga notevolmente“.





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