Vuelta a España 2017: la classe infinita di Alberto Contador. Attacco come ai tempi d’oro, che Pistolero in salita!


Uno spettacolo unico, una carriera che non poteva chiudersi in modo migliore. Alberto Contador aveva deluso tutto il pubblico spagnolo al Tour de France e l’approccio a questa Vuelta a España non era stato dei migliori (in crisi praticamente il secondo giorno di gara). Da quel momento in poi però un continuo crescendo: all’attacco sempre e comunque, come se fosse tornato in dietro di dieci anni.

Una classe infinita, quella consueta pedalata che appare una danza in salita: dal 2007 ad oggi non sembra essere cambiato nulla. Che siano pendenze morbide o dure la sostanza è la stessa: il coraggio del Pistolero è rimasto lo stesso e l’obiettivo è quello di staccare in ogni modo gli avversari per chiudere al meglio un percorso entusiasmante. Anche nelle prove contro il tempo ieri ha dimostrato di essere tornato al top: un solo minuto perso da Chris Froome, che conta molto sullo stato di forma di questo momento.

Oggi è stata sicuramente la più bella giornata di questa Vuelta: tutti si aspettavano il Pistolero sulla frazione di sabato con l’Angliru (l’ultima di montagna del grande giro), invece l’iberico ha deciso di giocarsi le sue carte sull’arrivo di Los Machucos, dalle pendenze tremende. Pioggia, nebbia e altimetria che hanno entusiasmato il pubblico  della sulle strade e i tanti telespettatori. Il capitano Trek-Segafredo ha deciso di dare il tutto per tutto sin dall’inizio: la fuga era forse troppo distante, ma lo spagnolo ha tentato di andarla a riprendere a modo suo. Uomo dopo uomo in una rimonta clamorosa Contador si è avviato verso l’ultimo chilometro: l’austriaco Stefan Denifl ha però conservato il proprio vantaggio, relegando il forte rivale alla seconda piazza. In tanti però ricorderanno l’impresa odierna dell’iberico: possibile che non sia stata vana, visto che è valsa un gran recupero in classifica generale, con il podio alla portata. 

Foto: © Unipublic/Photogomez Sport

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