Ciclismo, Mondiali 2017: Gianni Moscon ormai è una certezza. Sarà la punta azzurra del futuro


Tralasciamo la squalifica (clicca qui per saperne di più) per traino subito dopo la caduta nel penultimo giro, Gianni Moscon ha disputato una prova in linea del Mondiale di ciclismo a Bergen davvero strepitosa. Era davvero difficile fare meglio, all’età di 23 anni e, soprattutto, alla prima esperienza in una manifestazione iridata. Il corridore del Team Sky è già una certezza per il ciclismo italiano: sarà lui il capitano della compagine azzurra nelle prossime occasioni.

Già oggi, Davide Cassani, selezionatore della squadra tricolore e, ovviamente, grandissimo esperto del settore, ci aveva visto giusto. Non si poteva limitare il talento di Moscon, autore di una Vuelta eccezionale al servizio di Chris Froome, ad un semplice ruolo da gregario. E infatti il corridore 23enne era il battitore libero degli azzurri: all’ultimo giro toccava a lui giocarsi le proprie chance sulla salita di Salmon Hill. Una caduta a 2 tornate dal termine sembrava averlo messo fuori dai giochi, ma con tenacia il trentino era riuscito a risalire in gruppo, partendo alla pari con i rivali sull’ultima ascesa. Partiti Philippe Gilbert e Julian Alaphilippe Moscon non poteva esimersi dallo scattare, e così è stato: splendida accelerazione che in un amen lo ha riportato sul transalpino, in fuga solitaria. Gli ultimi chilometri però sono stati molto difficili: la gamba non rispondeva più al meglio e a cinque dall’arrivo Alaphilippe, sullo strappo in pavé, ha deciso (forse sbagliando) di andar via da solo. Un inseguimento fino all’ultimo chilometro (momento in cui sono ricomparse le immagini televisive, mancate nei minuti precedenti), quando è rientrato il plotone, pronto per la volata finale.

Non ci si può però disperare per la prestazione odierna che, anzi, è stata più che positiva. Uno scatto disarmante, al quale nessuno è riuscito a resistere (se non il solo Alaphilippe) che lo può sicuramente consacrare tra i maggiori esponenti delle classiche (da ricordare che quest’anno è arrivato anche un fenomenale piazzamento alla Parigi-Roubaix). Su un percorso non del tutto favorevole Moscon è riuscito comunque a fare la differenza, questo dice tutto sulle potenzialità del trentino che, a partire dal prossimo anno, potrà dimostrare tutte le sue qualità (ancora del tutto da scoprire). Dalle cronometro alle classiche, passando per le pietre e, addirittura, i grandi giri: un futuro roseo per il nuovo fenomeno del ciclismo tricolore.

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gianluca.bruno@oasport.it

Foto: FB Team Sky

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