Vuelta a España 2017, Domenico Pozzovivo: gregario di Bardet o battitore libero?


Due giorni al via della Vuelta a España 2017. I migliori ciclisti del mondo sono pronti a darsi battaglia per tre lunghe ed avvincenti settimane di corsa. Tra i pretendenti alla vittoria anche i due alfieri del ciclismo azzurro, Fabio Aru e Vincenzo Nibali, amici ma per l’occasione rivali. Non saranno, ovviamente, gli unici italiani al via del GT spagnolo. Ci saranno anche Damiano Caruso, pronto a vestire i gradi di capitano alla BMC, Sacha Modolo, che punterà alle volate con il team UAE, e tanti altri. Tra loro, una menzione particolare merita Domenico Pozzovivo.

Nel giro da parecchi anni (ne ha 35 ed è professionista dal 2005), se ne è tolte di soddisfazioni durante la sua carriera. Oltre alle vittorie di tappa, nel suo palmarès figurano anche un quinto posto alla Liegi ed un sesto al Giro di Lombardia. Dove il ragazzo di Policoro è spesso mancato è stato in un grande giro. In salita riesce spesso a tenere il passo dei migliori, anche se probabilmente gli manca qualcosa: difficilmente è riuscito a fare la differenza con grandi pendenze e, soprattutto, a crono paga parecchi secondi. Nonostante questo, Pozzovivo è riuscito a piazzarsi per ben quattro volte nella top ten del Giro, l’ultima quest’anno (sesto), con un sesto posto alla Vuelta del 2013.

 




 

Proprio in previsione della corsa spagnola, l’italiano vestirà un ruolo particolare. Il capitano dell’AG2R La Mondiale sarà Romain Bardet, fresco di secondo podio consecutivo al Tour de France. Per la prima volta, il transalpino si cimenterà con la Vuelta ed ecco che a fargli da fido scudiero è stato chiamato Pozzovivo. Il compito dell’italiano sarà, quindi, quello di affiancare il suo capitano in salita. Molto, però, dipenderà dalla condizione di Bardet. Il francese affronta per la prima volta la doppietta Tour-Vuelta: se dovesse calare nel corso delle tre settimane, allora Pozzovivo avrebbe spazio per ambire alla vittoria di tappa. Il percorso, infatti, prevede diverse tappe ricche di strappi ed insidie, adatte ai cosiddetti “cacciatori di tappe”. Se Bardet dovesse stare bene, poi, potremmo anche vedere l’italiano in fuga per poi attendere una eventuale azione del suo capitano. Insomma, come al solito sarà la strada a decidere ed a cambiare, in base all’andamento della corsa, i piani delle squadre. Domenico Pozzovivo saprà in ogni caso farsi trovare: un jolly utilissimo, che l’AG2R potrà giocarsi in ogni situazione.

alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: Valerio Origo

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