Basket, Mondiali Under 19: un argento che vale oro. Ora l’Italia non perda di vista questi ragazzi

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Era dal 1991 che il basket italiano non raggiungeva un tale traguardo con una nazionale giovanile e già questo dato fa capire il risultato storico centrato dalla nazionale Under 19 ai Mondiali 2017. Contro il Canada non c’è stato nulla da fare, ma gli azzurrini meritano tantissimi applausi per aver disputatp una rassegna iridata eccezionale.

Un Mondiale iniziato con la sofferta vittoria al supplementare con l’Angola e poi proseguito con il successo sull’Iran e la netta sconfitta con gli Stati Uniti. Il secondo posto nel girone ha portato poi all’accoppiamento negli ottavi di finale con il Giappone e ad una sfida che si è decisa solamente nei secondi finali. Nei quarti poi una grandissima prestazione contro la Lituania ha regalato all’Italia la storica semifinale con la Spagna. La rimonta degli ultimi cinque minuti contro le “Furie Rosse” resterà negli annali, con Bucarelli e compagni capaci di recuperare undici punti nel finale di partita e conquistare la finale con il Canada.
Nell’ultimo atto del torneo i nordamericani sono stati nettamente superiori, soprattutto sul piano fisico, e gli azzurri non sono mai riusciti ad entrare in partita, cedendo poi con diciannove punti di scarto.

In quella nazionale del 1991 erano presenti campioni come Gregor Fucka, Alessandro “Picchio” Abbio, Sandro De Pol, tre giocatori che poi hanno scritto pagine indelebili del basket italiano, come i memorabili Europei 1999. La speranza è quella che anche i ragazzi della squadra di coach Capobianco possano anche solo avvicinarsi ai traguardi raggiunti dai loro illustri predecessori.

Adesso è compito della Federazione e della Lega provare a non disperdere il talento di questi ragazzi. Nessuno di loro è titolare in una squadra di Serie A e spesso le formazioni del campionato italiano preferiscono puntare su stranieri sconosciuti che sugli azzurrini delle nazionali giovanili. Il movimento italiano deve assolutamente cambiare e questo risultato dell’Under 19 deve essere una base di partenza da cui ripartire. La speranza è che fra qualche anno non ci si chiederà che fine hanno fatto Bucarelli, Okeke, Visconti e tutti gli altri ragazzi di questa fantastica nazionale.

 

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