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Tour de France 2017, gli outsider: Nairo Quintana e Alberto Contador mine vaganti. Quale obiettivo per Fabio Aru?



Nella giornata di ieri abbiamo indicato Chris Froome e Richie Porte come gli assoluti favoriti per la conquista della maglia gialla al Tour de France 2017. Alle spalle del britannico e dell’australiano, però, c’è una nutrita schiera di corridori che possono puntare a salire sul podio o entrare tra i migliori 5, magari mettendo anche in discussione la superiorità teorica dei due atleti sopracitati.

La Movistar si presenta al via di questa Grande Boucle con due carichi da 90. Alejandro Valverde, dopo le classiche delle Ardenne e i successi alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi, ha impostato la seconda parte di stagione proprio sulla corsa francese, mentre Nairo Quintana si presenta ai nastri di partenza di Dusseldorf con un Giro d’Italia nelle gambe in cui ha conquistato il secondo posto. L’obiettivo del doppio podio con Giro e Tour è alla portata, ma andrà valutato con il passare delle tappe.

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Non starà a guardare, senza dubbio, Alberto Contador: lo abbiamo inserito tra gli outisder perché l’età ormai non gli consente più di esprimersi ai livelli delle migliori stagioni dal punto di vista delle prestazioni pure. Nonostante questo lo spagnolo della Trek-Segafredo, che potrà contare su un gregario come Bauke Mollema, potrebbe tentare di far saltare il banco anche con attacchi da lontano. Tra le 21 tappe in programma, almeno un paio si prestano ad imboscate e attacchi a lunga gittata.

È molto forte anche la coppia di capitani dell’Astana: Jakob Fuglsang ha vinto il Giro del Delfinato mentre Fabio Aru è tornato ad andare forte in salita come ormai non gli si vedeva da tempo, sopratutto palesando un’attitudine positiva in corsa. Su chi punterà Beppe Martinelli? Nessuno offre garanzie, per motivi diversi. Fuglsang ha chiuso solamente una volta un grande giro tra i migliori 10 e per regolarità non è tra i migliori del gruppo. Aru, invece, viene da un infortunio e da una fase di inattività che potrebbe pagare sopratutto nella terza settimana per mancanza di fondo. Entrambi, comunque, hanno potenziale e dovrebbero partire alla pari per poi valutare i ruoli a corsa iniziata dopo le prime tappe impegnative.

Oltre a loro ci sono tanti altri nomi interessanti, come accennato. A partire dal francese Romain Bardet (AG2R), la grande speranza per i transalpini data anche la quasi totale assenza di cronometro e il polacco Rafa Majka (Bora Hansgrohe), che trovando continuità sulle tre settimane può diventare un cliente scomodo. L’Orica-Scott si fida dei giovani Esteban Chaves (condizione da valutare) e Simon Yates, mentre Daniel Martin (QuickStep-Floors) punterà a quella top5 cui non è mai riuscito ad arrivare nel corso della carriera. Punto di domanda su Rigoberto Uran (Cannondale), molto discontinuo nelle ultime due stagioni. Louis Meintjes (Dimension Data) e Ion Izagirre (Bahrain-Merida) fino ad ora si sono espressi meglio nelle corse di una settimana ma per entrambi, pur con età diverse, potrebbe essere l’occasione buona per fare il salto di qualità e contendersi le prime posizioni anche nei GT. Nome a sorpresa ma non troppo quello di George Bennett (LottoNL-Jumbo): scalatore sempre più presente nelle posizioni di vertice e in costante crescita dopo il decimo posto alla Vuelta a España della scorsa stagione.

Twitter: @Santo_Gianluca

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gianluca.santo@oasport.it

Foto: Pier Colombo

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