Golf, US Open 2017: Brian Harman si prende la vetta solitaria dopo tre giri! Justin Thomas in 63 colpi, è record! Dominio a stelle e strisce, crolla Paul Casey

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Si spezza il binomio Inghilterra-USA al termine del terzo round dello US Open 2017, secondo Major stagionale, in corso di svolgimento sul percorso par 72 di Erin Hills, nel Wisconsin. Lo statunitense Brian Harman si è preso la vetta solitaria della classifica con un giro concluso in 67 colpi (-5) che gli ha consentito di volare in testa alla leaderboard con 12 colpi sotto il par e di staccare di una lunghezza il terzetto composto dall’inglese Tommy Fleetwood, penalizzato da un bogey alla 18, e dai due americani Brooks Koepka e Justin Thomas. Quest’ultimo è riuscito nell’impresa di recuperare ben 22 posizioni grazie ad un giro che lo proietta automaticamente nella storia dei Major. Thomas ha chiuso il terzo round in 63 colpi, eguagliando il giro perfetto di Johnny Miller, che nel 1973 si impose nello US Open con un’ultima tornata da sballo, rimasta negli annali del golf. Ma Thomas statisticamente ha fatto persino meglio di Miller, avendo concluso un round in 63 colpi su un par 72 (-9) piuttosto che su un par 71 (-8) e realizzando di fatto lo score più basso di sempre in relazione al par nella storia dello US Open.

Il 24enne talento statunitense, consacratosi a gennaio sul panorama internazionale, non è riuscito comunque a scalzare dalla vetta Harman, la cui continuità di rendimento ad Erin Hills si sta rivelando un’arma vincente quando manca ancora un giro al termine della competizione. Resta pienamente in corsa per il successo anche Rickie Fowler, che ha migliorato il rendimento di ieri e ha realizzato un giro in 68 colpi, preservando il quinto posto con 10 colpi sotto il par e staccando di una lunghezza il sucoreano Si Woo Kim, sesto a quota -9. Da registrare, inoltre, le rimonte di Charley Hoffman, Russel Henley e soprattutto Patrick Reed, che ha riscattato la brutta prova nel secondo giro con una tornata da 65 colpi (-7) che lo ha riportato al settimo posto con 8 colpi sotto il par insieme ai due connazionali. Il dominio a stelle e strisce si manifesta con la presenza di ben 11 statunitensi nelle prime tredici posizioni e non è un caso che il quartetto al decimo posto sia interamente made in USA e includa Bill Haas, Brendan Steele, Brandt Snedeker e Xander Schauffele, tutti a quota -7.

Dopo un fantastico secondo giro, il giapponese Hideki Matsuyama non è riuscito a ripetersi e si è accontentato di un round in 71 colpi, frutto di qualche errore di troppo nella seconda metà della tornata. Il nipponico è ora 14° con 6 colpi sotto il par, in compagnia dell’austriaco Bernd Wiesberger e dello statunitense J. B. Holmes. Nessun salto di qualità neppure per lo spagnolo Sergio Garcia, rimasto sornione fino a metà gara ma tuttora non in grado di compiere la zampata decisiva per risalire la china. L’iberico è 17° con 4 colpi sotto il par e la sua ambizione di bissare di bissare il trionfo nell’Augusta Mastesr sembra destinata a non concretizzarsi. A pari merito con Garcia, ci sono anche l’amateur statunitense Cameron Champ, che ha pagato dazio alla tensione ed è scivolato indietro con un giro concluso con un colpo sopra il par, e l’inglese Paul Casey, crollato dal primo al 17° posto a causa di un altro triplo bogey (stavolta alla 3) che lo ha spinto decisamente in basso in classifica generale. Hanno detto addio ai sogni di gloria anche il tedesco Martin Kaymer, l’inglese Lee Westwood e lo statunitense Jordan Spieth, le cui performance nel terzo giro non sono state all’altezza della loro classe, costringendoli ormai a fare da comparse nell’ultima decisiva tornata.

mauro.deriso@oasport.it

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Foto: Twitter PGA Tour

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