Tennis, Roger Federer e il ritorno al numero uno al mondo: speranza o illusione? Necessario vincere almeno un altro Slam

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In qualsiasi momento deciderà di appendere la racchetta al chiodo, potremo comunque dire di aver assistito all’epoca di Roger Federer, colui che più di ogni altro ha avvicinato la disciplina tennistica all’arte di rendere apparentemente semplici gesti difficilissimi. Ce ne eravamo dimenticati troppo presto del caro “vecchio” maestro svizzero, complice soprattutto l’assenza di sei mesi che lo scorso anno era sembrata mettere la parola fine alla sua carriera ad alti livelli, ed invece il Re non solo ha saputo tornare competitivo come non mai, ma si è rivelato addirittura capace di aggiudicarsi gli Australian Open e il Masters 1000 di Indian Wells. Una prospettiva, quella appena citata, obiettivamente impronosticabile anche per i suoi più accaniti estimatori, che come noto sono numerosissimi e ubicati in ogni angolo del pianeta.

I numeri non rendono davvero onore alla grandezza di questo straordinario fuoriclasse, giunto a quota 90 titoli in carriera grazie al successo di ieri contro il connazionale Stan Wawrinka, perché il talento di cui si avvale Roger sprizza da tutti i pori inducendo qualsiasi appassionato a cercare di emulare le sue sontuose movenze (non casuale infatti il paragone con la danza). Il 18 volte campione Slam è saldamente in testa alla Race, ossia la classifica che tiene in considerazione soltanto i risultati conseguiti nell’anno solare, dove conduce a quota 3045 punti nettamente davanti allo storico rivale Rafael Nadal fermo invece a 1635. Nel ranking mondiale Federer si è issato ora in sesta posizione, un obiettivo davvero soddisfacente se si considerano le premesse di inizio stagione e che non può impedire di strizzare l’occhio ad un sogno fino a poco tempo fa inimmaginabile: è ancora ipotizzabile rivedere il rossocrociato in vetta alla classifica?

La risposta a questo interrogativo risulta a dir poco complessa, oltre che influenzata da innumerevoli fattori da qui alla fine del 2017, premettendo che stiamo comunque parlando di un atleta quasi 36enne e costretto dunque a centellinare le proprie prestazioni. Proprio quest’ultimo aspetto potrebbe rappresentare la chiave di volta: lo svizzero ha davvero l’interesse ad impostare la propria annata sulla ricerca del numero uno del mondo? Probabilmente no. Sia chiaro, se l’occasione dovesse presentarsi l’elvetico non se la farebbe di certo sfuggire, ma un progetto del genere richiederebbe uno sforzo incredibile a livello di tornei e partite giocati, con particolare riferimento alla terra battuta.

E’ infatti verosimile che “The Magician” non disputerà tutti gli appuntamenti sul rosso, anzi non sembra utopistico ritenere che il Roland Garros possa essere accompagnato da un solo torneo di preparazione da scegliere tra Montecarlo, Madrid e Roma. Una pausa di queste proporzioni allontanerebbe non di poco il suddetto obiettivo, permettendo dall’altro lato a Federer di preparare nel migliore dei modi l’assalto alla stagione sull’erba, quando andrà alla ricerca dell’ottavo sigillo a Wimbledon. Pochi eventi di prestigio, sempre al massimo livello di condizione. Questo potrebbe essere il sillogismo regolatore dell’ultima fase di carriera dell’elvetico, nella consapevolezza poi che un eventuale ennesimo successo Slam aprirebbe le porte a qualsiasi aspirazione.

“Non giocherò molto quindi probabilmente dovrò vincere un altro Grand Slam per fare in modo che questo accada. Uno l’ho vinto, quindi la possibilità c’è. Certo, sto giocando bene fuori dagli Slam ma sono i Major a dare tanti punti, e proprio quei punti probabilmente potrebbero servire per poter tornare in alto. – ha dichiarato Federer in conferenza stampa alla vigilia della finale contro Wawrinka – Forse uno non sarà sufficiente, perché Djokovic e Murray ritroveranno il loro livello e il loro gioco e torneranno a vincere tornei. Vorrei essere numero uno al mondo di nuovo, qualunque altra posizione in classifica per me non è interessante. Ecco perché non è questa la mia priorità ora. Voglio solo rimanere in salute, divertirmi nei tornei che gioco e cercare di vincerli”.

 simone.brugnoli@oasport.it
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