MotoGP, GP Qatar 2017 – Valentino Rossi compie l’ennesima magia, dopo un inverno e prove disastrose

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Dopo venti anni di onorata carriera, anzi onoratissima, ormai dovremmo conoscerlo, ma Valentino Rossi non finisce mai di stupire. E non lo diciamo tanto per il terzo posto conquistato ieri nel GP del Qatar della MotoGP, quanto per come è arrivato. Per tutto quello che era maturato prima, dai test invernali fino alle ultime prove libere. Ma andiamo con ordine.

Tra i piloti che, almeno fino a questo momento, hanno trovato meno feeling con la nuova moto 2017, non possiamo che posizionare proprio Valentino Rossi. Rispetto all’edizione dell’anno scorso la confidenza con la Yamaha sta arrivando, ma molto più lentamente di quello che ci saremmo attesi. Stride soprattutto vedere come il suo nuovo, giovane, rampante, compagno di Scuderia, Maverick Vinales, ha bruciato le tappe. Rossi, invece, non si sente ancora totalmente a suo agio con l’anteriore. L’ingresso in curva non lo soddisfa pienamente, e la sua guida ne risulta condizionata.

Come se non bastasse ogni sessione di questa stagione 2017 non ha fatto altro che aumentare i dubbi. Dai test di Sepang di fine gennaio, passando per Phillip Island, prima di arrivare a Losail, il “Dottore” e il suo team le hanno provate letteralmente tutte ma, sfortunatamente, di passi in avanti se ne sono registrati pochi. Il gap dalla vetta (facciamo prima a dire Vinales) s’è aggirato sempre tra gli otto decimi e il secondo e mezzo e, ragionevolmente, tutti, Rossi in primi, si attendevano un GP del Qatar da sangue e lacrime.

Le previsioni erano queste. Vittoria facile di Vinales, Rossi nelle retrovie, Marquez e Dovizioso nei primi. Bene, diciamo che due di questi vaticini si sono avverati, ma più faticosamente delle attese. In quanto a Rossi, invece, ha amato smentire tutto e tutti, ancora una volta, l’ennesima della sua carriera. I 38 anni sono un problema, ma per gli altri, e anche nei 20 giri della gara di ieri il numero 46 ha fatto capire che, problemi o non problemi, lui c’è, sempre.

Rimonta inesorabile dalla decima fino alla terza posizione, impreziosita da un sorpasso a Marc Marquez che, ne siamo certi, a Rossi lascia sempre un gusto particolare. Avversari saltati agevolmente e passo gara creato solamente dal polso del pesarese perchè, fino al warm-up, di certezze non ce n’erano. Un podio meritato e conquistato con grande voglia e cuore, condiviso con un Vinales che ha faticato più del dovuto per vincere un GP che, in teoria, avrebbe dovuto dominare, e un Dovizioso solido.

Come si può spiegare una rinascita simile? Un partire con mille dubbi, dalla quarta fila, e chiudere a pochi metri da chi, fino a due ore prima, ti rifilava, quando andava bene, mezzo secondo al giro. In questi casi è il campione che interviene. Si va ad un livello diverso. Non è più questione di anteriore, gomme diverse rispetto all’anno scorso e che devi ancora capire come sfruttare, o assetto difficoltoso. Quando si è un fuoriclasse, hai vinto 9 titoli mondiali, hai sempre una speranza. E Valentino Rossi lo ha ricordato a tutti. Dove non arriva la moto, arriva il campione.

Un inizio di stagione, dunque, che poteva essere grigio e negativo, ma che s’è dimostrato positivo e con un podio insperato. A fine gara, infatti, Rossi era probabilmente il più felice di tutti, anche di Vinales che aveva vinto. Ha la consapevolezza che la sua Yamaha è la moto migliore, che se riuscirà a capire meglio le nuove Michelin potrà nuovamente fare la voce grossa e che gli avversari lo temono. Sanno che lui, volenti o nolenti, ci sarà. Sempre. Pronto a battagliare. Anche a 38 anni. Sarà un Mondiale lungo ed emozionante. Rossi ne sarà protagonista come da venti anni a questa parte. Pronto a fare magie come ieri. Gli avversari sono avvisati..

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