F1: poche parole, tanti fatti. La nuova filosofia di una Ferrari vincente

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Erano 553 giorni che non vedevano la Ferrari sul gradino più alto del podio. Furono le luci di Singapore nel 2015, l’ultima volta, a sorridere alla Rossa, cogliendo il terzo successo di quell’annata. Il trionfo dell’Australia, che ha posto termine al digiuno, ha un significato però del tutto diverso. Reduce da un anno fallimentare (2016), il Cavallino Rampante senza fare proclami ha pensato solo alla pista creando una macchina, la SF70H che fin dai primi metri è parsa subito competitiva.

Le prove pre-stagionali di Barcellona ed il record della pista di Kimi Raikkonen erano stati un segnale. L’Albert Park di Melbourne ha rappresentato la conferma. Il silenzio ha fatto bella la Scuderia di Maranello ed ora tutti possono dire che la Ferrari c’è, salendo sul carro del vincitore. Da 7 anni la vittoria all’esordio mancava ed era un decennio dall’ultimo trionfo firmato da Raikkonen sull’asfalto australiano. Cifre che valgono più di mille parole e descrivono la portata dell’impresa.

Ora è giusto festeggiare senza dimenticare che siamo solo all’inizio e, come detto dal presidente Sergio Marchionne, bisogna continuare a lavorare per centrare l’obiettivo massimo. Il low profile non deve abbandonare la Rossa perchè il segreto del successo risiede nell’accettare la vittoria guardando al prossimo traguardo con la stessa determinazione e voglia di arrivare prima degli altri. 

giandomenico.tiseo@oasport.it

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