F1, GP Australia 2017 – Piedi per terra, ma questa Ferrari può giocarsi il Mondiale

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L’ha detto anche Sebastian Vettel durante il team radio durante il giro d’onore del GP d’Australia. Grande gioia ma andiamo “con calma”. Forse è prematuro lanciare l’hashtag #concalma, ma le parole del tedesco sono assolutamente da sposare. La Ferrari ha vinto, ha dominato, c’è di che gioire, eccome, dopo un 2016 davvero da incubo, ma i piedi (come giustamente imposto dal team durante tutto il pre-campionato) devono rimanere ben saldi al terreno.

I motivi per esultare sono ovvi. La vittoria mancava dal GP di Singapore 2015, oltre 550 giorni fa, per cui lo champagne deve sgorgare copioso in quel di Maranello. E non solo per le fredde cifre. La nuova SF70H merita ogni complimento. Il passo breve la rende facile da guidare. Il motore le conferisce velocità e prestazioni, anche in qualifica (268 millesimi di ritardo ieri). Le gomme vengono sfruttate nella giusta maniera, sia le UltraSoft che le Soft, mentre gli avversari sembrano meno pronti sotto questo aspetto. Una monoposto veloce e solida. Il sogno di ogni pilota. Un altro fattore non da poco. Sebastian Vettel sembra davvero aver approcciato questo Mondiale determinato come non mai. L’anno scorso ha lasciato segni indelebili, e il 4 volte Campione del Mondo ha tutte le intenzioni di ribadire che è pronto a lottare per il titolo. Sin da subito.

Un grosso se di questa annata sarà il sapere sviluppare la SF70H (o “Gina” come l’ha nominata Vettel). Negli ultimi campionati la Ferrari s’è dimostrata assolutamente incapace di far progredire una vettura durante l’arco della stagione. La base di partenza è ottimale. L’imperativo sarà capire dove, e quando, intervenire e, soprattutto, non sbagliare una mossa. Perchè gli avversari non permettono di rilassarsi.

Soprattutto quando i rivali si chiamano, in primis, Mercedes. Lewis Hamilton a 10 secondi da Vettel sul traguardo non se lo immaginava nessuno, tantomeno l’inglese. Ma i motivi non sono caduti dalla luna. La gara ha dimostrato che la W08 è forte, ma certo non un razzo interstellare come le sue edizioni precedenti. Le frecce d’argento hanno fatto capire di essere umane. Di non avere un vantaggio immenso che le permette, come erano abituate, di chiudere le gare fischiettando. Di non essere impeccabili con le gomme e, in poche parole, che dovranno migliorare sotto diversi aspetti.

Conoscendo il team anglo-tedesco siamo sicuri che nulla sarà lasciato intentato. Ma, per il momento, lasciamo gioire i tifosi della rossa, che ne hanno ben donde. Il titolo Mondiale è ancora lontano. Mancano 19 corse. 9 mesi, tantissimi chilometri. Ad oggi, 26 marzo, possiamo però dire che la Ferrari c’è. Non scherza. E i rivali non possono permettersi errori. Il successo finale non è utopia. Se il buongiorno si vede dal mattino…

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