Ginnastica, American Cup – Le pagelle: Biles da Saturno, Fasana colpo di bronzo, Lopez da Coppa, grinta Ferrari


Ieri si è svolta l‘American Cup, terza e ultima tappa della Coppa del Mondo 2014/2015 di ginnastica artistica. Di seguito le nostre consuete pagelle.

 

SIMONE BILES: 10. Il miglior numero di sempre nella storia della ginnastica artistica, strettamente contemporanea. Una prestazione stratosferica, senza eguali, con una tranquillità disarmante e senza faticare minimamente. Come a dire: “Posso anche fare di più, se mi impegno”. Sorrisi a tutto spiano per un ingresso nella leggenda della Polvere di Magnesio che forse non ha ancora compreso: ha sfondato i 62 punti! Mai nessuna ci era riuscita col nuovo codice dei punteggi, ma non toccavamo questi livelli dalle Olimpiadi di Londra, quando c’era un altro regolamento ed era più semplici.

Ieri la Campionessa del Mondo è venuta sulla Terra direttamente da Saturno e ha spaccato il Pianeta. Come solo lei sa e può fare. Prende 16.000 al corpo libero (cosa!?) esibendo un’acrobatica mostruosa in cui la diagonale più facile è uno Tsukahara, l’Amanar al volteggio non ha eguali (forse neanche la Maroney può tanto) per altezza e fase di atterraggio stoppata, si esalta pure alle parallele suo tallone d’Achille (ma vuole l’oro iridato anche qui), invece viene aiutata nel punteggio alla trave. In sostanza: due over 16, quattro over 15. No words. Pronta per dominare ancora questa stagione e spingersi a Rio de Janeiro.

E sono orgoglioso di aver potuto commentare in diretta un pezzo di storia di questo straordinario sport.

 

ERIKA FASANA: 9. A te vanno prima di tutto i complimenti e un grazie per avermi dato la possibilità di esaltarmi in diretta. A parte questo: terza all’American Cup, la gara più importante della Coppa del Mondo, inferiore solo a Mondiali e Europei. Sul podio in terra straniera, sotto la bandiera stella e strisce, nella Patria che sta dominando la disciplina. Basterebbero queste righe.

La comasca ottiene il miglior risultato della carriera, davanti a 15000 intenditori di artistica, in un’Arena da urlo. Benissimo il 56.633 totale ma che grande cattiveria nella rimonta finale. Si fa apprezzare il doppio avvitamento al volteggio (14.533, ma qui ci ha abituato anche a meglio), difesa strenua alle parallele, i giudici la penalizzano troppo alla trave (13.800, ci stava tranquillamente un over 14) ma fiuta il podio e se lo va a prendere con un bellissimo 14.400 al corpo libero, degno di una finalista mondiale qual è. La 19enne è in grandissima forma, si è già esaltato in Serie A e oggi ha semplicemente raccolto il risultato.

 

MYKAYLA SKINNER: 8,5. Si prende l’argento, come da pronostico. Al volteggio porta un tranquillo doppio avvitamento (15.100), al corpo libero è perfetta come non mai ed esibisce il Moors (14.933), alla trave si arrampica con i piedi evitando una caduta che ormai sembrava certa. Bravissima a raccogliere il massimo con tranquillità, dietro alla blasonatissima connazionale.

JESSICA LOPEZ: 8. L’appuntamento della vita. La venezuelana, a 29 anni, ottiene il miglior risultato della carriera e conquista l’ambitissima Coppa del Mondo con annesso premio (ma il jackpot era “solo” di 24000 franchi, non i 100mila annunciati mesi fa causa piccola incomprensione comunicazionale). Mette in ghiaccio il risultato con un gran volteggio (15.000) e con delle parallele in cui esibisce due collegamenti da urlo. Poi la caduta alla trave e un corpo libero molto sporco lasciano il via libero al podio di Erika.

 

VANESSA FERRARI: 6,5. Non era in formissima, affaticata in un paio di passaggi. Da Campionessa indomita qual è ha stretto i denti, non ha mollato nulla, portando a termine una gara assolutamente dignitosa che le vale il sesto posto. Il carattere non manca mai, la supporta anche nei momenti difficili, in un contesto a cui lei è abituata. La bresciana si contiene al volteggio (un avvitamento e mezzo, 14.133), poi viaggia sempre sul 13 alto. Avrà modo di riprendere la condizione top prossimamente, a caccia di grandissimi risultati in futuro.

CLAUDIA FRAGAPANE: 5. La classica giornata storta. Tre cadute al corpo libero, piede a terra dalle parallele, errore grave alla trave, si salva solo il volteggio.

ELSABETH BLACK: 7. Quinto posto per la canadese, con delle buone difficoltà e qualche aiutino in esecuzione.

EMILY LITTLE e NATSUMI SASADA: 6. Settima l’australiana, ottava la giapponese.

 

STEFANO VILLA: ??? Sono tre anni ormai che do i voti a tutte. Spesso sono state severo, a volte vi ho fatte arrabbiare, ma ho sempre cercato di mantenere l’oggettività in un compito (le pagelle) che viene svolto in tutti gli sport. Perché, ricordatevelo, il mio obiettivo è che la ginnastica venga considerata come tutte le altre discipline.

E allora chissà con che voto valuterete il mio commento. Da parte mia sono semplicemente orgoglioso di aver commentato una gara di questo livello, con un’italiana a podio e con un numero pazzesco della ginnasta più forte. Contento che tante atlete abbiano interagito con noi in diretta, felice di aver portato bene a Erika (e alla fine penso che OA un po’ di c… lo porti, vedasi Mersin 2013 quando spingemmo Vanessa Ferrari all’oro ai Giochi del Mediterraneo).

ILARIA COLOMBO. Beh era già da 10 in partenza e grazie a lei la diretta è andata alla grande (almeno stando a quanto abbiamo letto).

NUOVA RETE: 1000, per aver reso possibile tutto questo. Prossimo appuntamento al World Challenge di Cottbus il 21-22 marzo: Larisa Iordache, Diana Bulimar, Oksana Chusovitina, Marta Pihan, quattro azzurri, Krisztian Berki, Kenzo Shirai e altri super big… Devo andare avanti? No, seguiteci!

 

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