Sci di fondo – Mondiali 2015, skiathlon: Cologna e Bjørgen contro tutti

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Dopo le sprint, entrano in gioco le gare di distanza ai Mondiali 2015 di Falun, che aprono le danze con lo skiathlon. 15km – 7,5 per le donne – in tecnica classica, altrettanti per gli uomini, per un format da sempre poco apprezzato da appassionati e anche dagli addetti ai lavori, per la poca imprevedibilità di una competizione in cui, soprattutto al maschile, si tende ad aspettare le ultimissime battute per accedere la scintilla, dopo oltre venti minuti di ‘trasferimento’. E difficilmente lo skiathlon iridato si discosterà da questo leitmotiv.

Tanti gli uomini con le carte in regola per giocarsi la vittoria, in una gara tipicamente aperta a tante soluzioni. Eppure, nonostante l’incertezza c’è un uomo da battere, nonché assoluto favorito. D’altronde, Dario Cologna è campione olimpico ed iridato in carica e ha vinto tre degli ultimi cinque skiathlon disputati tra Olimpiadi, Mondiali e Coppa del Mondo. L’elvetico, dunque, sarà l’osservato speciale, con norvegesi, svedesi e russi pronti a rompere la striscia vincente di Super Dario. Chissà che non possa riproporsi il duello, un po’ decaduto negli ultimi anni, con Petter Northug, capace di ruggire nella sprint e di diventare il più vincente nella storia dei Mondiali. Tra i vichinghi, però, Northug potrebbe essere l’unico a giocarsi le medaglie, a causa del forfait di Martin Johnsrud Sundby, uno dei grandi favoriti ma out per influenza. I padroni di casa, dopo essere rimasti a secco nell’esordio, proveranno a riscattarsi grazie all’argento olimpico nella specialità, Marcus Hellner, e alla stella della stagione in corso, Calle Halfvarsson, quarto in classifica generale di Coppa del Mondo e in grado di poter dire la sua su tutti i terreni. Dall’Est, invece, i più quotati portano i nomi di Maxim Vylegzhanin (vincitore dell’ultimo skiathlon disputato a Rybinsk, a gennaio) e di Evgeniy Belov, con Ilia Chernousov in seconda battuta. Cercherà di trascinare il proprio Canada, invece, Alex Harvey, straordinario argento nella sprint e atleta all-rounder, ben impostato per tutti i format. Potrebbero irrompere nella corsa alle medaglie anche la Finlandia e la Francia, rispettivamente con Matti Heikkinen e Maurice Manificat.

Gli azzurri partono nel folto gruppo degli outsider, ma se tutto dovesse girare nel verso giusto (materiali soprattutto, su una neve apparsa ieri piuttosto molle) Roland Clara potrebbe giocarsi quantomeno un piazzamento tra i primi 10, pienamente nelle corde del padrone del Cermis a gennaio. Francesco De Fabiani, dal canto suo, pagherà i 15km in tecnica libera in cui si scatenerà la gara, mentre la condizione fisica mostrata finora di David Hofer non promette grandi cose. Lieti, ovviamente, di essere smentiti.

Al femminile, le domande che solleva lo skiathlon sono essenzialmente due. Chi potrà fermare Marit Bjørgen? E chi potrà scalzare dal podio Therese Johaug e Heidi Weng? In ordine diverso, le tre norvegesi hanno monopolizzato le prime tre posizioni per ben sei volte in questa stagione, a dimostrazione di quanto siano completamente di un altro livello rispetto al resto del parterre. La leggendaria Marit ha già messo in tasca l’oro nella sprint e la matematica certezza della sfera di cristallo, ma non vorrà certo fermarsi qui e proverà a dominare anche quest’edizione dei campionati del mondo. E l’inizio è stato più che convincente. Johaug in primis e Weng tenteranno di contrastare la connazionale, ma la quarta incomoda potrebbe essere Charlotte Kalla, una delle poche a sconfiggere la Norvegia nell’ultimo anno, come successo ad Ostersund la scorsa settimana. La svedese ha le carte in regola per diventare la rivale più pericolosa per Bjørgen, considerando anche la spinta del pubblico di casa. Il resto delle partecipanti, poi, appare davvero lontano. La Norvegia, inoltre, potrebbe calare anche le carte Astrid Jacobsen e Martine Ek Hagen, la Svezia su Emma Wiken, la Russia punterà su Yulia Tchekaleva, la Finlandia su Kerttu Niskanen e sulle veterane Riita-Liisa Roponen e Aino-Kaisa Saarinen e gli Stati Uniti su Elizabeth Stephen.

Il trio azzurro sarà composto da Francesca Baudin, Marina Piller e Virginia De Martin Topranin: i margini per ben figurare ci sono e, perché no, tutte e tre potrebbero puntare alla Top 20 se in buona giornata. Aspirare a qualcosa di più, tuttavia, appare utopistico.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: Wikipedia

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