Mondiali 2015 – Dietmar Noeckler e Federico Pellegrino, un cuore di bronzo! Splendida medaglia azzurra nella team sprint

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Un bronzo da eroi. L’Italia chiama, Dietmar Nöckler e Federico Pellegrino rispondono e conquistano una straordinaria medaglia nella team sprint dei Mondiali di Falun, una delle gare più attese tra gli azzurri dopo il terzo posto conquistato in Estonia a gennaio dalla coppia delle Fiamme Oro. La Norvegia di Finn Haagen Krogh e Petter Northug (oro) è troppo lontana da impensierire, la Russia di Nikita Kriukov (e Alexey Petukhov) è più scaltra sul traguardo (argento), ma il cuore di Didi e il talento di Chicco non tradiscono nel momento decisivo e riportano sul podio iridato l’Italia maschile a distanza di sei anni dall’ultima volta, quando Di Centa fu di bronzo nello skiathlon a Liberec.

Le prime due tornate sono gestite senza sussulti da parte dei vichinghi, ma già nella terza frazione Krogh dà fuoco alle polveri e con una poderosa accelerazione si toglie di dosso gli avversari meno la Svezia di Halfvarsson, che resiste alla sfuriata del leader della coppetta di specialità. Peterson, però, non può nulla contro il ritmo forsennato tenuto anche da Northug successivamente e, anzi, viene risucchiato da Italia, Russia e da una pimpante Germania, mentre il campione iridato della sprint individuale fa definitivamente il vuoto. Nella sua ultima frazione, Nöckler prova a fare forcing in salita gettando il cuore oltre l’ostacolo, non riesce a fare la differenza ma consegna il testimone a Pellegrino nella situazione ideale.

Il valdostano si gestisce al meglio, tiene sull’ultima salita e, contro Tscharnke e Kriukov, non può proprio sbagliare. In volata, il russo trova lo spunto migliore e si prende l’argento dietro ad una Norvegia in scioltezza, ma il bronzo è tutto azzurro: Federico brucia il tedesco sul traguardo e consegna una splendida medaglia a Didi e all’Italia, che tornano a far sorridere lo sci di fondo italiano nei grandi eventi dopo un periodo nero.

Quinta e staccatissima la Finlandia (Nousiainen/Jylhae), davanti alla Repubblica Ceca (Razym/Kozisek), agli Stati Uniti (Newell/Hamilton) e alla Polonia (Kreczmer/Starega). Decima è una delusa Svezia (Halfvarsson/Peterson), potenzialmente da medaglia ma che paga due situazioni poco chiare nei cambi.

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